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giovedì 29 marzo 2012

Di Fede amareggiata mentre l’opposizione parla d’illegittimità


LAIVES. Il sindaco Liliana Di Fede ribadisce che la decisione di estromettere Roberto Ceol dalla commissione edilizia è stata esclusivamente “politica”, dovuta al fatto che lui è passato all’opposizione. «Coerenza, se non l’etica, avrebbe fatto presupporre che il consigliere Ceol si sarebbe dimesso dal ruolo dove era stato insediato dalla maggioranza. Se poi ritiene che la nostra decisione sia lesiva dei suoi interessi di consigliere comunale, potrà ricorrere contro la decisione. Però quanto approvato non può essere una scusante per i toni e le parole offensive che troppo spesso abbiamo dovuto sopportare, né è accettabile che l’operato dei funzionari comunali divenga oggetto di insinuazioni e critiche scorrette e strumentali, utilizzate come arma politica contro la maggioranza». Di Fede si dice «meravigliata e amareggiata profondamente» anche per l’atteggiamento di altri consiglieri dell’opposizione «per l’uso di parole e insulti violenti».
 Solidarietà al presidente del consiglio Loris Frazza arriva dal Pd provinciale, che parla di «stile preoccupante e involutivo, proprio nel momento in cui la maggioranza sta ritrovando compattezza, il tutto per nervosismo dell’opposizione che vede fallire la propria impostazione».
 Del tutto diversa l’opinione dell’opposizione sull’accaduto e sulle cause scatenanti. «L’atteggiamento del presidente del consiglio comunale - dice Marco Delli Zotti - non ha consentito a noi di votare secondo coscienza la delibera di sostituzione in commissione edilizia: prima ha chiuso e riaperto la votazione, poi ha sollevato eccezioni e infine ha chiuso la discussione ritirando, di sua iniziativa, l’emendamento. Sicuramente la delibera non è legittima e io stesso promuoverò il ricorso per l’annullamento».
 Anche Giuliano Vettorato (Lega Nord) ritiene la delibera per sostituire Ceol illegittima: avvallerebbe altre azioni simili da parte della maggioranza. «Ancor più grave - aggiunge - il fatto che Frazza ci abbia impedito di discutere l’emendamento. Per questo anch’io ho abbandonato l’aula». Paolo Castelli (Laives 5 Stelle) si dissocia dalla reazione del consigliere Inguscio anche se dice di capire qualche parola “sopra le righe” dopo che la maggioranza ha impedito la discussione.
 Christian Bianchi (Pdl) infine è convinto che la delibera sia illegittima. «Noi abbiamo sempre cercato un confronto sereno con la maggioranza, ma il comportamento di sindaco e segreteria comunale non fanno che mettere in difficoltà le procedure in aula e Frazza ne prenda atto». (b.c.)
Alto Adige 29-3-12

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