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domenica 19 febbraio 2012

Otto donne sul palco l’8 marzo la musica aiuta i bimbi down


Raccogliamo l’eredità di George McAnthony che sosteneva lo stesso progetto benefico


FABIO ZAMBONI 
BOLZANO. Che alla festa della donna le donne diventino protagoniste è scontato. Ma il prossimo 8 marzo, alla sala polifunzionale del centro civico di Oltrisarco, accadrà qualche cosa che di scontato non ha nulla: due giovani artiste bolzanine hanno programmato un’iniziativa che porterà sul palco, a cantare, otto artiste altoatesine per raccogliere fondi a favore dell’associazione Il Sorriso che aiuta i bambini affetti da sindrome di down. Titolo della serata: “Women for help - Otto donne per l’8 marzo”.
 È la piccola grande storia di Annika Borsetto e Greta Marcolongo, due voci che in questi giorni non sfigurerebbero di certo sul palco di Sanremo. E potrebbe essere il primo capitolo di una storia che continua. Annika lavora, ma studia canto al Cdm di Rovereto dopo una indimenticabile esperienza americana (uno stage in California), Greta studia all’Università e come cantante si è formata a MusicaBlu.
 Come nasce l’evento?
 Greta: «La circoscrizione del mio quartiere, Oltrisarco, mi ha chiesto qualche idea, di costruire qualcosa attorno alla mia voce. Per caso, appena dopo Natale, mi sono trovata a un concerto assieme ad Annika e ad altri musicisti locali e abbiamo scelto l’8 marzo perché quella sera prevalevano le donne».
 E perché una serata con incasso devoluto a “Il Sorriso” e ai bambini down?
 Annika: «Io conoscevo bene George McAnthony, il cantante country di Appiano scomparso lo scorso anno. E lui aiutava da anni questa associazione. E allora ho pensato; perché non raccogliere la sua eredità?»
 Women for help: protagoniste le cantanti altoatesine. Scelta femminista o femminile?
 «Usciamo da un periodo vivace: quello degli indignati e del “se non ora quando?”, quindi uno sfondo femminista c’è. Ci è subito piaciuta l’idea di coivolgere altre donne, il numero otto è stato quasi casuale e comunque ideale per farlo combaciare con l’8 marzo. Sul palco comunque ci saranno, ad accompagnare, anche musicisti maschi. Insomma, non siamo femministe intransigenti».
 Annika e Greta, due generazioni diverse con riferimenti diversi sia musicali sia femminili?
 Greta: «Ho 22 anni e non vivo di miti, ma di persone che mi aiutano qui, tutti i giorni. Ad esempio la mia insegnante di canto, Alessandra Amaddii». Annika: «Io ne ho 30 e mi ispiro ad Annie Lennox, che fra l’altro aiuta molto i bambini».
 Molti, soprattutto molte, dicono: la festa della donna dev’essere tutto l’anno, non l’8 marzo.
 «Dovrebbe essere così, ma pensiamo che non sia necessario abolire la festa».
 Donne e musica: se ne sono andate da poco Withney Houston e Amy Winehouse, grandi artiste e però vittime dei loro compagni che le hanno avviate alla droga.  «Soprattutto la seconda, avrebbe potuto uscire da quella situazione, non ci sembra una vittima. La Winehouse era un personaggio più “maledetto”, ma se veramente avesse voluto...».
Alto Adige 19-2-12

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