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domenica 6 maggio 2012
Un omaggio a Rigoni Stern con le parole di Affinati
Domani pomeriggio lo scrittore sarà a Bolzano per raccontare del suo incontro con l’autore de «Il sergente nella neve» a cui ha dedicato un intenso saggio
di Augusto Golin
Forse non sarà l’alpino più famoso d’Italia ma il sergente maggiore Rigoni Mario di Giobatta, classe 1921, matricola 15454 del 6° reggimento alpini, battaglione Vestone, cinquantacinquesima compagnia, plotone mitraglieri, resterà nella memoria per sempre, per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo di persona e per chi ha avuto e avrà la voglia, ripagata, di leggere il suo racconto della terribile ritirata di Russia nel 1942, narrata nel «Sergente nella neve». La sua storia non è diversa da molti suoi coetanei. Volontario alla Scuola militare alpina di Aosta, poi, allo scoppio della Seconda guerra mondiale, il fronte francese, poco più che una scaramuccia, una pugnalata alla schiena alla Francia ormai piegata dalle truppe naziste. Segue l’Albania, sul fronte greco, dove sono i sempre i tedeschi a tirarci fuori dai guai. Dal sud a nord, è ora la volta della Russia nel 1942 sul fronte del Don, stavolta al seguito dei tedeschi. Una disfatta nel gelo delle pianure di Nikolayewka. Qui il sergente maggiore perde il suo entusiasmo di volontario e il suo sforzo maggiore sarà quello di riportare a casa, «a baita», il maggior numero dei soldati del suo plotone. Ma non sarà finita. Al confine li aspettano ancora i tedeschi e sarà campo di concentramento fino alla fine della guerra. In questo soggiorno forzato Mario Rigoni Stern sistema i suoi appunti sulla ritirata che saranno pubblicati nel 1953, appunto ne «Il Sergente nella neve». Dopo l’esordio saranno ancora romanzi indimenticabili come «La storia di Tönle» e «L’anno della vittoria» e una serie di racconti da «Il bosco degli urogalli» ad «Arboreto selvatico». «Una scrittura di esperienza trasfigurata conquistata negli anni” così l’ha definita Eraldo Affinati nella sua prefazione alla raccolta degli scritti di Mario Rigoni Stern pubblicata ne I Meridiani per Mondadori, contrariamente a quanto aveva affermato Elio Vittorini all’uscita del sergente, che lo aveva definito «scrittore non di vocazione». E proprio Eraldo Affinati sarà presente domani lunedì 7 maggio alla Biblioteca Civica di Bolzano alle ore 18 a parlarci dello scrittore asiaghese, del suo incontro con questo grande vecchio della montagna, sul suo altopiano battuto a piedi per tutta la sua vita e mai abbandonato. Un omaggio a Rigoni Stern in occasione dell’imminente Adunata nazionale degli Alpini, con l’appuntamento previsto ad ingresso libero. Un incontro preceduto da un viaggio iniziatico sulle rive del Don per cercare di capire le esperienze della vita che si intrecciano con la letteratura. «Per raggiungere Mario Rigoni Stern, ad Asiago, ho fatto un lungo giro: la prima tappa è stata Volgograd, come oggi si chiama Stalingrado. Sono atterrato a bordo di un vecchio Tupolev 134 nei pressi di Mamaev Kurgan, la collina dove i russi continuano a celebrare la vittoria sull’esercito tedesco in una battaglia decisiva della seconda guerra mondiale», così Affinati. Ed ancora: «Non volevo conoscere lo scrittore, che mi aspettava puntuale all’imbocco del sentiero verso monte Zebio, senza essermi bagnato le mani nel Don pensando alla Tridentina e alla Julia, ai tanti soldati mandati allo sbaraglio da quattro gerarchi pronti ad assecondare le ridicole mire del duce». Inizia con queste parole, «La responsabilità del sottufficiale», il lungo, intenso ed appassionato saggio che Eraldo Affinati ha scritto come introduzione al Meridiano pubblicato nel 2003. «In letteratura non si può barare» così afferma Eraldo Affinati in una sua recente intervista, «e il Mario Rigoni Stern che andavo a incontrare nella sua casa ai margini del bosco era lo stesso che avevo conosciuto attraverso i suoi libri». Un sottufficiale, un grado che costringe a dividersi tra esperienza e responsabilità verso i propri uomini, e in questo si forma poco più che ventenne l’uomo Rigoni Stern. Eraldo Affinati è nato a Roma nel 1956. Ha pubblicato:Campo del sangue (1997), Uomini pericolosi (1998), Il nemico negli occhi (2001), Un teologo contro Hitler. Sulle tracce di Dietrich Bonhoeffer (2002), Secoli di gioventù (2004), La città dei ragazzi (2008), Peregrin d’amore. Viaggio attraverso la grande letteratura italiana (2010) tutti editi da Mondadori. Per Fandango: Compagni segreti. Storie di viaggi, bombe e scrittori (2006). Ha curato inoltre l’edizione completa delle opere di Mario Rigoni Stern, Storie dall’Altipiano (I Meridiani, 2003). Collabora con la rivista «Nuovi Argomenti»
Alto Adige 6-5-12
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