"Materiale ben raccolto e ordinato può valere quanto una storia scritta" L'attenzione più autentica siamo noi
Informazioni personali
- apritisangia
- Il presente sito non costituisce testata giornalistica, non ha, comunque, carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilità dei materiali ivi contenuti. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001
giovedì 10 maggio 2012
«Tutti a piedi o in bici» per il raduno degli alpini
Ecco tutte le informazioni sulla viabilità in città nei prossimi giorni «Sabato e domenica si può lasciare Bolzano ma solo il mattino presto»
di Davide Pasquali
BOLZANO «Buongiorno, mi chiamo Monica, abito in via Firenze. Sabato o domenica mattina posso uscire dalla città verso la MeBo, tipo per andare in gita nel Meranese?». «Certo signora, ma solo nelle prime ore della mattina, sabato prima delle ore 9, domenica prima delle 8». «E per il ritorno come faccio?» «Sabato può rientrare in città solo dopo le ore 21, domenica dopo le 22, ma rientrando anche un poco più tardi starà più tranquilla». All’Alto Adige nella mattinata di ieri sono giunte decine di telefonate, a raffica, cui il comandante della polizia municipale Sergio Ronchetti ha risposto puntualmente. I bolzanini, stranamente quasi per nulla irritati dall’evento straordinario e dalle straordinarie complicazioni alla vita cittadina, hanno usufruito in massa del filo diretto aperto ieri dal nostro giornale riguardo alla viabilità durante i giorni clou dell’adunata degli alpini. Donne, uomini, giovani, anziani, di lingua italiana e tedesca, tabaccai, casalinghe, fornitori, mamme incinte in procinto di partorire, nonni, conviventi non residenti e via elencando. Domanda secca, risposta secca. Ché la teoria dell’ordinanza sindacale è una cosa, ma le esigenze del singolo sono tutto un altro paio di maniche. Lo dimostra pure il centralino ad hoc messo in piedi dalla Municipale: mille chiamate, ieri, in un solo giorno. A proposito, il numero telefonico è 0471 99 77 99, dalle ore 8.30 alle ore 17. I punti chiave. Più che dei dettagli, utili magari come casi pratici ma difficili da estendere adattandoli alle varie esigenze personali, può servire molto di più un distillato delle risposte fornite da Ronchetti alle domande più frequenti. Una sorta di Bignami per la sopravvivenza dei bolzanini. Che, per una volta, a giudicare dal tono delle telefonate, hanno preferito non dedicarsi allo sport nazionale del capoluogo: lamentarsi, sempre, per qualsiasi piccolezza. Le ciclabili. Ha spiegato Ronchetti: «Saranno aperte e transitabili tutte le piste ciclabili tranne una (il breve tratto fra il ponte Loreto e il ponte giallo dell’Eurac, chiuso perché destinato ai soli mezzi di emergenza)». Venerdì no problem, «ma sabato 12 e ancor più domenica 13 le piste ciclabili saranno comunque invase da innumerevoli pedoni, per cui circolare non risulterà sempre così semplice». Il comandante della Municipale sfata un mito assai diffuso in città negli ultimi giorni, non si è ben capito da chi e perché: «In bici si potrà circolare sempre, anche la domenica». Una precisazione importante, perché quasi la metà delle domande ricevute ieri dal nostro centralino verteva proprio sulle piste per le bici. Qui di seguito la risposta alla seconda domanda più gettonata ieri mattina: “Come me ne scappo via”? Uscire dalla città. Con l’auto privata sarà possibile, sia sabato che domenica, ma solo nelle primissime ore del mattino, ossia solo prima delle 9 al sabato, ma meglio se non oltre le 8-8.30. La domenica prima delle 8, ma meglio se prima. Nelle zone dell’ammassamento, ossia nel quadrilatero compreso fra via Resia, viale Druso, via Palermo e il fiume Isarco, bisognerà partirsene prima delle 6. Ronchetti non lo dichiara apertamente ma lo fa capire: in uscita, nelle prime ore della giornata, nessuno verrà ostacolato. Chi non sta in città, non crea disagi. Il rientro. «Per rientrare in città, specie la domenica sera, occorrerà aspettare l’ora tarda»: non prima delle ore 22, dice l’ordinanza, «meglio però se dopo le 22.30-23». Una precauzione utile per stare sicuri che, se non tutti, almeno la maggior parte degli alpini se ne sia partita. I treni. «Funzioneranno regolarmente», ma chi vuole servirsene, e qui si parla soprattutto di sabato e domenica, dovrà adottare comportamenti anticiclici: gli alpini entrano in città sabato e domenica mattina, per farsi un giro turistico e per sfilare o assistere all’adunata? Bene, in quelle ore si potrà uscire dalla città con una certa facilità. Se invece si vorrà partire in treno da Bolzano sabato sera o ancor peggio domenica sera, quando sui vagoni saliranno decine di migliaia di penne nere, dirette sabato nei loro alloggi nelle valli e domenica verso casa, be’: «Uomo avvisato mezzo salvato». Divieti di sosta. La maggior parte dei divieti di sosta con asporto, ma non tutti, saranno operativi fin dalle prime ore della mattina di sabato. In teoria ci si potrebbe alzare al mattino presto, ma è molto meglio spostare le auto dalle zone di divieto già al venerdì sera, portandole in uno dei quattro parcheggi gratuiti messi a disposizione dall’amministrazione comunale all’ospedale, a Mignone eccetera. Mezzi pubblici. Sui bus navetta dalla periferia a Bolzano e soprattutto sulla linea circolare da piazza Gries a piazza Verdi (una corsa ogni 6 minuti attraverso ospedale, via Resia, Zona, via Claudia Augusta) domenica tutti potranno viaggiare gratis: alpini, turisti e bolzanini. Vie di fuga. Vie di fuga, stavolta, non ne sono previste. Venerdì il centro chiude alle 9.30. E basta. Sabato verrà chiuso anche il resto della città tranne la Zona. E basta. Sabato sarà chiusa anche la Zona. E basta. O si sfruttano le finestre orarie riportate nella tabella qui in alto, o si deve rinunciare a circolare. Tutti. Cosa rimane aperto? Su Arginale, Mebo e A22 non vigeranno divieti, ma sabato ci si muoverà a fatica, domenica chi si mette in auto lo farà a proprio rischio e pericolo: le code dopo le 8 sono praticamente garantite. Sabato tutti a piedi. Sabato, tranne la Zona, tutta la città sarà chiusa al transito motorizzato, ma in giro ci saranno almeno un centomila alpini. La bici, certo. Ma la soluzione migliore sarà il cavallo di San Francesco: tutti a piedi. Facendo però attenzione, perché se è vero che molte vie si trasformeranno in pedonali, circoleranno comunque i mezzi Seab, le forze dell’ordine, gli eventuali mezzi di soccorso, i camion dei distributori di bevande, i mezzi del carico e scarico, e delle varie emergenze. Occhio, insomma: «Corso Italia non sarà propriamente come via Museo». Le raccomandazioni. Un aspetto significativo, ha spiegato il comandante Ronchetti, «è che sarà davvero molto difficile muoversi, quindi il problema sarà proprio riuscire a percorrere la strada, anche se è aperta». Non è questione di diritti o deroghe. È che le vie, anche quelle libere, anche quelle prive di divieti, non saranno sgombre. Dunque, «limitate gli spostamenti». I parcheggi gratuiti. Uno dei miti nati negli ultimi giorni in città riguarda i parcheggi gratuiti, messi a disposizione dei bolzanini all’ospedale (presso il padiglione W), sotto a piazza Nikoletti a Oltrisarco, al Palasport e sotto al Tribunale. Non sono destinati solo ai residenti cui verranno soppressi i posti auto in superficie (ne spariranno circa un migliaio), ma potranno essere utilizzati da tutti i residenti, senza dover esibire bollini colorati della tal via dove si sono asportate le auto eccetera. Gettare un’occhiata. Il comandante, ieri, non è stato il bersaglio di critiche ma, inaspettatamente, di diversi complimenti. I bolzanini, insomma, si sono resi conto della eccezionalità dell’evento, che capita una volta nella vita, e quindi si può anche sopportare. E poi, si è apprezzato l’impegno notevolissimo messo in campo in questi giorni. Per dirne una, il comandante Ronchetti ha concluso: «Abbiamo distribuito in città una quantità inimmaginabile di cartelli di divieto di sosta. Confidiamo che i bolzanini buttino un’occhio in strada».
Alto Adige 10-5-12
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento