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martedì 15 maggio 2012
L’ABBRONZATURA E IL RISCHIO DI TUMORI
MEDICINA E DINTORNI
di Giorgio Dobrilla
La scarsa consapevolezza dei rischi con cui specie le donne affrontano ogni estate alcuni problemi come la riduzione dei chili di troppo e l’avere un corpo superabbronzato, impone di ritornare su questi temi. È ovviamente scontato che ridurre il peso in eccesso sia di per sé salutare, ma ciò che va criticato fortemente è che quello di calare sia l’obiettivo limitato solo alla stagione estiva e solo per motivi estetici (il tanga al mare sembra per molte la meta agognata!) e non per auspicabili e lungimiranti ragioni salutistiche che, al contrario, richiedono norme comportamentali non stagionali ma definitive. Questa filosofia “del tutto e subito” spinge inevitabilmente non poche persone a farsi abbindolare da diete stravaganti generosamente proposte dai media, ma prive di valenza scientifica e persino pericolose. Sottolineava opportunamente L. Lucchin, nutrizionista del nostro ospedale, che per ogni dollaro speso per promuovere una sana alimentazione se ne spendono 500 per proporre cibi spazzatura. Lotta impari che non necessita di commenti. Per i lettini abbronzanti il discorso è più critico ancora. È infatti noto che il rischio di cancro cutaneo in chi si abbronza artificialmente è reale e che esso risulta proporzionale alla frequenza/durata delle sedute ed è più elevato ancora se si comincia “a fare la lampada” in giovane età. E sì che da anni l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro insiste nell’avvertire che i raggi ultravioletti (UV), da cui l’abbronzatura dipende, sono al top tra i fattori di rischio tumorale cutaneo, in primis del melanoma, tumore raro ma ad alta malignità intrinseca. Uno studio recente su ben 73 mila donne ha confermato che il rischio cresce anche per altri due cancri cutanei, il basocellulare e lo spinocellulare, fortunatamente molto meno maligni sotto il profilo clinico-evolutivo. Per lo stesso studio il danno della lampada abbronzante sarebbe equivalente per pelle chiara o scura, ciò che sembra per altro in contrasto con la vecchia raccomandazione proprio alle persone con pelle chiara e capelli biondi di non esporsi al sole quando i raggi “picchiano” di più e di essere particolarmente cauti con l’abbronzatura artificiale. Per evitare allarmismi inopportuni e ingiustificati va comunque ribadito che l’aumento in assoluto del rischio di esposizione agli UV è modesto e che in definitiva i tumori cutanei continuano ad essere rari. Tuttavia, è vero pure che nessuno ci costringe a subire tale rischio, specie se per futili motivi. In effetti, il gentil sesso non è obbligato ad acquisire l’abbronzatura di Naomi Campbell e dovrebbe pure considerare che il fascino non per tutti aumenta con abbronzatura: Greta Garbo (icona sexy per i lettori meno giovani) ha stregato per anni i fans con suo sofisticato pallore.
Alto Adige 15-5-12
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