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giovedì 17 maggio 2012

Indennità, referendum più vicino



Tagli agli stipendi dei politici: al comitato regionale mancano 5000 firme 

di Riccardo Valletti
BOLZANO Il comitato referendario annuncia il rush finale per la raccolta firme sui due quesiti da presentare alla Corte d'Appello entro la fine di maggio. Restano poco più di due settimane per raccoglierne ancora 5000, e mandare in porto il referendum per la riduzione degli stipendi dei consiglieri regionali e provinciali. La legge da abrogare è la numero 2 del 1995, una sorta di contenitore di privilegi che vanno ben oltre i super stipendi, denunciano gli organizzatori, «ci sono indennizzi anche per i consiglieri sospesi con accuse di mafia e che continuano a ricevere soldi» spiega la consigliera comunale trentina Giovanna Giugni. I due quesiti si possono definire inscatolati uno nell'altro, spiega Claudio Vedovelli, consigliere comunale di Bolzano della Lista 5 Stelle, «il primo si limita a cancellare la diaria di 3 mila euro mensili esentasse, cosa che ridurrebbe gli indennizzi di circa il 30%; mentre il secondo è quello con cui si chiede di abrogare in toto la legge 2/95, che definisce tutti i criteri di indennizzo e benefit dei consiglieri, tra cui i vitalizi e l'assegno di fine mandato». Per fare in modo che il referendum veda la luce sono necesarie ancora 5 mila firme, «nelle prossime due settimane attiveremo i banchetti sia a Bolzano che a trento e nei principali comuni - spiega Simonetta Gabrielli, del comitato regionale - ma è comunque possibile andare a depositare la propria firma in tutti i municipi della regione e nei centri civici dei quartieri, non siamo lontani dal risultato, abbiamo bisogno di uno sprint entro fine mese». Senza la spinta della popolazione i politici non si ridurranno mai gli stipendi veramente, sostiene il comitato: «L'anno scorso hanno fatto tanti annunci ma poi si sono ridotti gli indennizzi di duecento euro, vogliamo un risultato effettivo, non un'opera di facciata per ripulirsi la coscienza».
Alto Adige 17-5-12

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