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venerdì 25 maggio 2012

I masi "in der Au" (nella palude) nel quartiere "Unterau" San Giacomo - Laives


Resti dell'atrio feudale del maso Seizen
Albergo Restauration Lewald (1918)
La vecchia osteria "Zum Lewald"
Il maso Mane (Ristorante Wuerstel)
Vecchio ponte ad arco in pietra presso il maso Leibele






Maso "Leibele in der Au"
Crocifisso ligneo a maso Renner
Maso Renner
Maso Steinmann (1595)
Foto aerea masi Steinmann e Rennen
Maso Putzen nella frazione di San Giacomo


I masi «in der Au» (nella palude) 
nel quartiere « Unterau» -San Giacomo - Laives

Maso Putz
p. e. 95
La signoria fondiaria spettava alla chiesa di San Giacomo in der Au.
Il Putz è uscito dal maso Schluntner di Seit La Costa.
1536. Kristan Kob (Vfb B Libri Arch. Bolzano 1536. fol. 115).
1553. i tutori degli orfani di hristan Kob vendono i1 maso a Catarina. vedova di Adam Lenz di maso Spörl nel Novaponentino.
1558 Jheronimus Pfösl, genero di Catarina Lenz.
1719. Dominicus Atzwanger zu Riglhaim vende il maso a Georg Anton von Menz.
1758, quest'ultimo lo passa al figlio Georg.
1804, Mathias Mayr di maso Köhl lo acquista da Maria Kemenater nata Erlacher. Da Mathias Mayr 1o eredita la figlia Maria Mayr che nel 1815 lo vende a Johann Gamper.
1863, Anton Pircher compera i1 maso che nel 1877 è aggiudicato in pubblica asta a Heinrich Mumelter. Costui nel 1890 cede ai suoi due figli “maso Putz a Seit nel quartiere San Giacomo”
1903, lo acquistano in parti uguali Vigil Carli e Maria Carli nata Tapfer (Vfb B Libri Arch. B. 1903. fol. 1126
1939. Pau1 1Iayr. 1956, Johann Schweigkofler

Maso Messner (sacrestano)
p.e.81,82,83
Il maso - ossia canonica o casa del sacrestano - era proprietà della chiesa di San Giacomo in der Au. (Anticamente la zona Unterau. ora San Giacomo, era detta Cinte e Campoledro, mentre la parte più settentrionale ossia Oberau o 0ltrisarco, era chiamata Sibidat. Per queste antiche denominazioni vedere: Staffler. Die Hofnamen.)
1547 Thoman Sterzer sacrestano (Vfb B Libri Arch. Bolzano l547, fol. 17).
1552. Paul Knoll.
1558, Hans Flascher.
1567 Bartlme Frelich.
1585, Niclas Khuepacher.
1692. c'è lite tra il sagrestano e il contadino di maso Schluntner di Seit/La Costa a causa di un bosco. Tra il resto, nel relativo documento si legge: “Accanto e a monte della chiesa si trova un'area improduttiva con arbusteto da frascame e un valloncello ove sgorga una piccola sorgente munita di trugolo; di quest'acqua fruisce i1 sacrestano. Nel suddetto valloncello, verso la pietraia, vi stanno alcuni noci.” (Vfb B Libri Arch. B. 1692, fol. 599).
1703, Jenewein. ex sacrestano.

Maso Seitz
p. e. 88. 89. 90. 92. 93
1445,des Seitzen Gut (TLA II 5571).
1523. Sewastian Seyz (Staffler).
1531. CristanWeber, Seitz in der Au (Vfb B Libri Arch. Bolzano 1531, fol. 220). Egli fece permuta con maso Ritter in der Au che nel 154 l'Isarco aveva in gran parte distrutto. Anche al maso Seizen in quell'anno 1'Isarco aveva provocato danni tali da rendere impossibile l'individuazione dei termini di confine.
153. Hans Mair.
1548. Jörg Poblitscher zu Poblitsch ottiene il maso in concessione perpetua dal suocero Adam Lenz di Nova Ponente.
1561. i tutori delle figlie del defunto Jörg Poblitscher vendono il maso a Hans Tranell di maso Kilian in deg Au. Tuttavia Othmar Leiner, amministratore dei Liechtenstein rivendica il diritto di prelazione ed entra in possesso del podere che dà poi in affitto.
1573. Andre Partschoner.
1576, Adam Stärkl di maso Wisshauser ad Aslago.
1587. lo Stärkl vende per 300 fiorini i diritti fondiari sul maso - fino allora allodiale - a Johannes Waidmann, beneficiato di Bolzano, che percepisce così 30 staia di segala a titolo di censo annuale.
1588. Michael Stärkl vende il maso a Hans Egger, detto Hayer, di maso Oberpriell im Dorf presso Bolzano.
1602, da Hans Egger lo eredita il genero Peter Kinig che lo dà in locazione.
1607. Wolfgang Pircher.
1648. Abraham Bruder.
1660. Georg Menz.
1693. Maria Menzin nata Gumerin vende maso Seitz ai propri figli Georg e Josef Franz. Il maso paga una libbra di pepe ai signori von Kiepach della Haselburg (Castel Flavon) per “l'acqua della fontana che da lassù scendeva.”
1758, Georg Anton Menz dona il maso all'unico figlio Georg.
1812, Peter Michelon si aggiudica all'asta il maso. I1 fabbricato era stato allora distrutto da un incendio e venne totalmente ricostruito.
1819, Johann Chemoli a maso Seitzen.
1903, Anna vedova Zanotti lo vende alla città di Bolzano.
1925, Josef e David Espen lo acquistano in parti uguali.

Maso Hilber
p. e. 87
Ad eccezione di alcuni appezzamenti il maso era allodiale (luteigen), non soggetto quindi a versamento di censo ad alcuna signoria fondiaria. Ai Wolkenstein spettava la signoria fondiaria su un prato da 18 opere nella palude; l'Ospedale di Santo Spirito e la chiesa di San Giacomo in der Au percepivano il censo fondiario di un altro prato di piccole dimensioni. Nel 16° secolo il maso Hilber aveva un'estensione di circa 60 opere (corrispondenti a 17 ettari circa). Uno dei suoi prati era denominato Wuecherwies.
1526, Jörg Hilber in der Au (Vfb B Libri Arch. Bolzano 1526, fol. 12), il quale morì nel 1535. L'inventario, redatto dopo il suo decesso, dimostra come il maso fosse tenuto in ottimo stato. Jörg Hilber lasciava una figlioletta di nome Anna, che frequentò 1a scuola a Bolzano; sposò poi Alexander Pock che, in tal modo, divenne contadino al maso Hilber. Il Pock era «capomastro delegato dalla vicìnia in der Au» per il rimaneggiamento della chiesa di San Giacomo nel 1542 (vedere sotto tale titolo).
1558, Alexander Pock e Eva Pockin, sposata a Hans Glaidt di Chiusa, ereditano il maso. L'anno successivo il muratore Anthoni di Woltolin (Valtellina?) ricostruì la caga di maso Hilber con stalla e cantina. Hans Glaidt diede il podere in locazione. Tra i doveri del fittavolo figurava anche la manutenzione del tetto in paglia della casa.
1570, alla morte di Hans Glaidt il maso torna alla vedova Eva Pockin e al secondo marito di costei. Hans Feichtner.
Nel 1575 la coppia vendette censi fondiari gravanti sul maso.
Nel 1579 il Feichtner assunse con incarico annuale, un operaio addetto alla lavorazione del vigneto dietro il compenso di 70 fiorini da consegnare in tre rate.
1587, il Feichtner viene a mancare dopo aver abbandonato i1 maso in mino ai creditori i quali concordano di assegnarlo a Christof Rottenpuecher. Questi lo diede in locazione.
1634, Baltasar Ortner colono a maso Hilber.
1674, Michael Ranigler, figlio di Adam.
1695. Michael Ranigler junior.
1712, il figlio di quest'ultimo Anthon Ranigler.
1747, compera i1 maso Georg Anton Menz che nel 1758 lo passa a1 figlio Georg.
1828, Josef conte Thun.
1890. Guido conte Thun Hohenstein.
1926. Luis Mayr.

Maso Telser
p. e. 86
Si tratta di podere uscito probabilmente da maso Hilber.
1777, Johann David von Hofer di Bolzano possiede un vigneto con dentro una baita.
1906, Severin Chelodi (Vfb B Libri Arch. Bolzano 1906, fol. 3712).
1940, Gisella Chelodi coniugata Carli.

Maso Lewald
p. e. 85
Ne percepiva il censo fondiario 1a chiesa di San Giacomo in der Au.
1417, Johannes detto Lebol a San Giacomo (Sp. A. B.)
1535, muore Simon Lebold (Vfb B Libri Arch. Bolzano 1535. fo1. 219). Il maso passò al fratello Steffan Pauryrl chiamato Pfanzelter di Montan/Montagna.
1541. Lucas Lebold, nipote del suddetto Steffan. Costui fece installare l'orologio nella locale chiesa. (Vedere il capitolo sulla chiesa.)
1558, Lucas Lebold muore lasciando i figli Niclas, Paul. Bartlme. Ereditò il maso il figlio maggiore Niclas; Bartline ebbe il masetto denominato Hitthöfl in der Au (Vedere sotto tale nome).
Al Lewald apparteneva, tra il resto, “un campo da 4 staia con 4 filari di viti, posto in Sissant in der Au ai piedi della montagna e denominato Reitl”. Di esso era signore fondiario l'Ospedale Santo Spirito di Bolzano. La denominazione Reytl lascia capire che si trattava di un novale.
1598. Niclas Lebold passa a miglior vita e lascia due figlie: Maria. nata di primo letto. e Katarina. nata dalla seconda moglie Eva Ganznerin. Maria sposò Jakob Mesner, colono al Lewald. Eva Ganznerin intraprese. Nell'anno santo 1600, un pellegrinaggio al santuario di Loreto e a Roma. 1613.Veit Killian, Lebolt; egli cessò di vivere nel 1628.
1638. Jacob Mesner.
1653. Hans e Adam Oth.
1697, Johann Baptist Mayr.
1716. Franzischg Jegg, ex detentore di maso Lebolt.
1777 Franz Anton Gartner.
1828. Johann Fiorioli.
1893. Josef Fiorioli (Vfb B Libri Arch. Bolzano 1894, fol. 1888). Attualmente, famiglia Werth.

Maso detto Hütthöfl o Schenk
p. e. 79
1556. Christan Pauryel (Vfb B Libri Arch. Bolzano 1556. fol. 222). Egli decedette l'anno appresso lasciando la vedova Apollonia. Il masetto in der Hütten fu venduto a Conrad Praunsnüssl.
1577. Bartlme Lewald al maso Hüterhof; egli dà i1 podere in affitto dietro la corresponsione di metà vino e metà grano.
1584. i tutori degli orfani del defunto Bartlme Lewald vendono il Hütthöfl a Gosmann Weingarter dell omonimo maso di Seit/La Costa.
1602. Hanns Prenner.
1611. i figli di quest ultimo.
1619. Balthasar Prenner auf der Hit.
1640. Sebastian am Weg.
1676. Johann Paul am Weg, scrivano cvico.
1705. Kassian Vieide di Gummer (San Valentino di Cornedo, che ha acquistato i1 masetto Hütthöfl da Franzischg Schenk, muore senza prole; ereditano i fratelli di lui.
1712. gli eredi di Paul Mumelter vendono il maso a Paul Prackfaller e Mathias Mumelter.
1817. Anton Bott.
1828. Vigil Bott
1894, lo acquista Anton Bott (Vfb B Libri Arch. B.1894. Fol. 4010).
1917. Raimond Budin.
1922, Livio Christofolini
1973 Livio Christofolini

Casa Boznerwiesen
p. e. 68
Sorse nel 1903 come proprietà di Josef Joris.

Casa Kräutnerwiese
p.e. 173
Venne edificata nel 1906 come proprietà di Johann Loner.
1019. Alois Loner.

Maso Manna in der Au
p.e.78
Ne possedeva 1a signoria fondiaria l'Ospedale Santo Spirito di Bolzano.
1540 Ulrich Koller.
1559, Jheronimus Pfösl auf der Mana (Vtb B Libri Arch. Bolzano 1559, fo1. 389).
1562. la vedova di Niclas Lenz di maso Spörl a Nova Ponente vende il maso Manna in der Au allo scrivano della dogana di Bolzano Veit Sagmeister. Il maso confina a est con il costone di monte del Wèingartner di Seit/La Costa, a sud con i fondi in Sissa a ovest e nord con la palude comunale. 
1575, il Sagmeister vende il maso a Bartlme Lebolt.
1582. Bartlme Lebolt muore e il Manna passa al figlio Niclas Lebolt. A quell'epoca apparteneva al maso anche il Hütthöfl , denominato più tardi Schenk (vedere più sopra).
1602, Jakob Meβner Lebalt e Hans Prenner acquistano il “maso zu der Mane auf der Mane”. Lo rivendettero poi ad Augustin Koler.
1617. Georg Miller.
1672, Adam Ranigler.
1682. Mathias Ranigler di Vadena vende il maso a suo fratello Michael Hilber. Questultirno lo rivendette nel 1692 a Josef Maurer. Apparteneva al maso anche il vigneto “detto das Reitl, confinante a est con un dorso roccioso su cui sta incisa una croce, a sud in parte con il Fritscher in porte con il rio che scende da Seit; a ovest con i1 sentiero che porta al Sissan e con 1a fonte sotto la chiesa di San Giacomo la quale sgorga ai piedi della montagna e fin dall'antichità è denominata sorgente di San Giacomo, a nord con il declivio montuoso dello Schluntner” (Vfb B Libri .Arch. B. 1692. fol. 394).
1717, Josef Maurer von Croneg;.
1777. Christan Koll.
1818. Dominicus Gasperini.
1880, comprano in parti uguali ll maso Johann e Maria Würstl (Vfb B Libri Arch. B. 1880, fol. 3234).
1932. famiglia Kössler che lo possiede a tutt'oggi.

Maso Dinzl
p. e. 76
1890, il maso viene ereditato da Guido conte Thun Hohenstein (Vfb B Libri Arch. B. 1890. fol. 3081).
1953. Georg Siegmund conte Thun Hohenstein.
1966, Heinrich Calliari di Termeno.
1970. Paul e Maria Gasser.
1971. Paul Gasser.

Maso Aspmayr
p. e. 70
1357, Michael von Weineck concede a Ulrich Valer un prato della palude Aspau (Sp. A. B) 1426. Leonhard alla Aspau (AB IV 298).
1528, Hans Widmain Aspmair (Vfb B Libri Arch. B. 1528, fol. 25). La signoria fondiaria spettava all'Ospedale Santo Spirito di Bolzano e al capitano (Pfleger) della Leuchtenburg (Castelchiaro), Veit Anich di Cortaccia.
1541, gli eredi del Widmair vendono il maso ad Andrä Pergmaschg di Ora per 610 fiorini. Il maso venne poi dato in locazione. Gli affittuari corrispondevano metà del vino rosso e bianco, e metà del fieno di primo e secondo taglio.
1543, il Pergmaschg vende il maso a Vinzenz Gadolt.
1572, il maso è spartito in due porzioni e, cinque anni più tardi, in tre. La porzione maggiore la possedeva Hans Gadolt «intendente forestale, giudice minerario e doganiere a Primiero,
1589, Hans Gadolt muore e i tutori vendono il maso ad Anthoni Lanzinger im Dorf (Vi11a) sopra
Bolzano per 1250 fiorini. Costui lo rivendette nello stesso anno ad Augustin Pergamaschg, oste alla locanda zum Mohren in piazza delle Erbe. (Nel medesimo giorno il suddetto Pergamaschg acquistò pure la residenza Klebenstein presso Bolzano.)
L'Aspmair era uno dei più grossi masi di Laives con le sue 50 opere di terreni (circa 14 ettari). Nella stalla si tenevano tre e più paia di buoi, tre cavalli e molto altro bestiame ancora..
1629, Thomas Dornacher acquista il maso da Franz von Curfelden.
1754, il maso appartiene al convento dei Domenicani di Bolzano.
1777, Johann Schlechtleitner possiede un'abitazione con fienile, fuoruscita da maso Aspmayr.
1805, Leonhard Marcabruni acquista il maso da Josef Wagmeister.
1807, la sostanza di Leonhard Marcabruni viene messa all'incanto a Trento; se 1'aggiudica Dominicus Gasparini.
1818, quest'ultimo la vende a Michele Piva di Masera, giudicatura di Calliano.
1819, Fondo Ospedale di Bolzano (Vfb B Libri Arch. B. 1819, fol. 1733).
1828, Ospedale di Bolzano. Sulla p. f. 414 sorse nel 1891 la casa p. e. 248 di Anton Stuppner.
1912. Karl Groselli
Sulle proprietà dell'Ospedale nel 1905 venne costruita la casa p. e. 262 di Clemens Demanio. Nel 1886 venne eretta la p. e. 210 di johann Weißensteiner.
Attualmente, Johann Clementi.

Maso Thaler o Pregl
p. e. 64, 65
La signoria fondiaria spettava ai Liechtenstein.
1533. Hans Leipolt detto Schwab, al maso Pregl dal 1518 (Vfb B Libri Arch. Bolzano 2533, fol. 15). Lo Schwab risiedeva al maso Oberhütter a Gries. Le condizioni di affitto erano 1e medesime che vigevano per il confinante maso Perktold di Hans Schwab.
1559. Hans Schwab vende al suo affittuario Symon Prenner e alla moglie di questi, sorella dello stesso Schwab.
1570. Blasi Prannstetter di Trento.
1579. Hans Taller. Egli morì molto indebitato nel 1583. Tramite la sorella Anna Talerin il maso pervenne a Hanns Prennseisen.
1591. 1a vedova Anna Talerin vende il Pregl a Georg Wîlhalben von und zu Arzt, capitano per la Val di Fremine. Nella descrizione dei beni viene, in quest'occasione. menzionato «il frumento turco qui seminato» cioè il mais.
1626. Michael Mair, colono a maso Thaler.
1643, Leonhart Tröffer “di maso Taller e manente in der Au”.
1660, Georg Hilleprant vende a Ferdinand von Giovanelli.
1702, i fratelli von Giovanelli vendono al convento di Steingaden.
1777, convento dei Domenicani di Bolzano.
1828. Fondo per la Religione a Bolzano.
1838. Anton Ritter von Malfer acquista il maso. Lo trasferisce al figlio Robert Ritter von Malfer che nel 1876 lo vende a Heinrich Mumelter.
1890, costui lo passa ai figli Anton e Josef.
1901. questi ultimi hanno in gran parte venduto il maso ai fratelli Johann e Valentin Rizzoli di Verla. A tutt'oggi famiglia Rizzoli.

Maso Mueller, detto un tempo Perktoldt
p. e. 63
A prescindere dal servizio di carraria. il maso era allodiale (luteigen).
1540, Hans Schwab di maso Oberhütter a Gries dà in locazione il Perktold ad Anthoni Fiderer che versa come affitto un terzo del vino e la metà di tutti i frutti “quali mele, pere, noci” e simili (Vfb B Libri Arch. B. 1540, fol. 435).
1541, anche maso Perktold viene gravemente danneggiato dall'inondazione dell'Isarco. Il maso non aveva sorgente alcuna né acqua, ma possedeva il diritto di usufruire del «pozzo a carrucola» di maso Thaler o Pregl. Alla stessa maniera poteva far uso del forno per il pane. eistente su quel medesimo maso.
1557. Hans Schwab vende il maso al cognato Simon Prenner della giurisdizione di Laimburg, che l'anno successivo lo rivende per la somma di 1200 fiorini a Thoman Pfanzelter. Quest ultimo lo alienò a sua volta, nel 1559, a Peter Tröpfl di maso Unger.
1572. Llrich Pacher del Weigler di Breitenberg/Monte Largo acquista il maso. L'acquirente era un grande attaccabrighe continuamente alle prese con i vicini e con i1 giudice. Egli morì intorno al 1580 e i suoi eredi. Agatha Pacherin e Michael Pichler vendettero il censo fondiario del maso fino allora allodiale; rendendosi quindi tributari. Da un contratto di acquisto del 1587 risulta che nelle adiacenze del Perktold esisteva una volta un podere con mulino (Müllerhof) sito «sul fosso che ivi passava>>. Tale podere tributava censo fondiario ai Liechtenstein.
1587, i suddetti eredi permutano il maso con un vigneto sotto il Virgolo, appartenente a Leonhart Trempp detto Seeber.
Il maso era molto grande - circa 15 ettari - e confinava a nord con il vicolo comunale della posta (Poststeg), detto gemain Troien (via comune).
1596, Melchior Khaltenhauser a maso Perktold.
1626. Christof Mavr “amministratore dei beni dell'Abbazia dei ss. Ulrico e Afra di Augsburg, detentore di maso Perktolt in der Au, resta debitore di 1000 fiorini per i lavori di arginamento dell'Adige operati nell'anno 1624”.
1629, Simon Locher ex contadino di maso Perktolt.
1777, Thomas Pichler.
1828. Hieronymus Rossi.
1873, comproprietari in parti uguali sono Paul e Rüdiger baroni von Biegeleben (Vfb B Libri Arch. B. 1873, fol. 3014).
1977, Josef Lunger.
1980. Alois Lunger.

Maso Auele
p. e. 61
1891, Andreas Comperini (Vfb B Libri Arch. B. 1891, fo1. 1860). La denominazione del maso (Auele = paludella) fa riferimento a1 fatto che i1 podere è sorto in quella porzione di palude - ritagliata dalla area acquitrinosa comunale - di cui un tempo erano comproprietari i masi Hirschen, Kölbl, Thaler e Mangen. A tutt'oggi famiglia Comperini.

Maso Leibele detto anche Mangenhof
p. e. 66
Ne possedevano la signoria fondiaria i Liechtenstein.
1532, Adam Mang in der Au (Vfb B Libri Arch. B. 1532. fo1. 409).
1537, il maso è stato acquistato dalla vedova di Adam Mang, Klara. Dal contratto si rileva che una Volta il podere era denominato Khuenhof . Adam Mang si era lasciato coinvolgere nella rivolta del 1525 contro i Liechtenstein (Vfb B Libri Arch. B. 1527, fol. 177). Evidentemente la sollevazione contadina aveva colpito anche codesta famiglia feudale.
A quell'epoca il maso possedeva un considerevole numero di bestiame. Come sopra detto, il Mangen deteneva. assieme ad Aspmair e Pregl, una porzione di palude in comproprietà; aveva acquistato inoltre “una casetta nel querceto sopra Laives”.
1552, Hans Hueben. 1557, Caspar e Hans Mangen, figli di Adam.
1562. Caspar Man; vende il maso per 1250 fiorini a Caspar Knilling, oste alla locanda zum goldenen Löwen a Bolzano.
1564, i tutori della figlia di costui vendono il maso a Georg Taubenfuß di Bronzolo. Questi morì nel 1567. Tramite la vedova il maso pervenne a Valtin Pfanzelter di Bronzolo, che intorno al 1575 lo vendette a Hans Oxenfueß di Laives.
Nel 1582 gli eredi di Caspar Knilling avanzarono pretese per un residuo di credito di 200 fiorini. Il messo giudiziario. il laivesotto Vinzenz Puechner. comunicò a1 proprietario del maso la data per il pignoramento dei beni: e solo allora l'Oxenfueß si lasciò indurre a saldare il debito.
1599. Hans Oxenfueß .
1638, Tobias Achtmarkt; prima di lui erano proprietari del maso Mangen gli eredi di Hans Oxenfueß.
1690. Simon Glaz. sposato con Christina Achtmarkt.
1719. Mathias Mayr.
1773, la grande zona paludosa presso il Thaler renne spartita fra i masi Hirschen, Kölbl, Thaler e Leibele assegnando a ciascun podere 20 opere di suolo.
1777, Maria Fulterin, vedova di Georg Egger.
1799. Anton Vincenzi compera da Georg Egger.
1828. Anton Macabe11i.
1892. Maria Raineria contessa di Campofranco nata Waideck.
1949, Eberhard conte Kuenburg.

Maso Weißhaus
p. e. 71, 72
Il maso venne fondato da Paul von Liechtenstein nel 1506. (Vedere a questo proposito il capitolo sulla signoria fondiaria.) La famiglia feudale era signora fondiaria della palude (Au) di Laives e percepiva per essa il censo di 2 sacchi di sale. Tale versamento doveva essere tributato da tutti coloro che usufruivano della palude stessa, cioè la vicìnia di Laives e San Giacomo come pure la città di Bolzano. Queste comunità rinunciarono in favore dei Liechtenstein a quel tanto di palude incolta da potervi ricavare 10 opere di prato e 12 staia di arativo più altre 4 opere per erigervi i fabbricati e il mulino. Per tale ragione, da allora in poi, il censo fondiario della palude fu ridotto ad un solo sacco di sale. Paul von Liechtenstein fece scavare fossi e aprire stagni da pesca.
1546, il figlio di Paul, Christoff, ottenne in omaggio ulteriori 10 opere di suolo con la motivazione che «sia lui che i suoi antenati erano sempre stati munifici benefattori della comunità avendo, fra l'altro, generosamente sovvenzionato l'erezione del nuovo camposanto». La comunità pretese comunque che fra questo terreno e gli altri possedimenti del maso restasse aperta una larga strada praticabile dal bestiame diretto all'abbeverata. (StadtA. B. cassa 286).
I Liechtenstein davano il maso a mezzadria dietro la corresponsione di metà del vino e del foraggio prodotti. Il colono che portava il vino a Bolzano doveva essere rifocillato con «vino e pane». Sono noti i nominativi di diversi coloni: 1595. Hans Thaler; 1611, Hans Dachauer; 1642. Job Perktolt: 1655, Antoni Pertold; 1680, Franzischg Schrenk: 1709. Simon Unterweger; 1730, Josef Höllrigl.
1758. i Liechtenstein vendono la Pfleg e il Weißhaus all'Abbazia dei ss. Ulrico e Afra di Augsburg. Con la secolarizzazione del convento, nel 1803, il maso cadde in possesso dello Stato e fu messo sotto amministrazione dell Ufficio Entrate (Rentamt). 1809. Johann von Reich acquista il Weißhaus dal Rentamt.
1833, da costui eredita la nipote Theres von Arzoni, sposata con Lorenz Kurzel di Trento.
1869. Siegmund Kurzel.
1878. Cäsar Kurzel.
1908, il suddetto vende, in porzioni da un quarto ciascuna, ad Alois Ebner, Alfred Gerber, Alois Pfeifer e Franz Pfeifer.
1912. Franz Defranceschi.
1913, il patrimonio Defranceschi viene messo all'incanto.
1914. Josef Targher.
Da allora in poi il maso venne smembrato.

Maso Renner in Sissa
p. e. 74, 75
Ne possedeva la signoria fondiaria il duomo di Bolzano.
1445. Jorg im obern Sissan (TLA II 5571). Menzioni più antiche al Sissa attribuite da Staffler sia a maso Renner che a maso Steinmann non sono inequivocabilmente ascrivibili a queste due entità agricole.
1528. muore Niclas Firchhamer in Sissa e si redige 1'inventarzo dei beni (Vfb B Libri Arch. B. 1528, fol. 79).
1533. il figlio Martin Kirchhamer acquista dai coeredi i masi Renner e Steinmann.
1557. spartizione dei beni del defunto Martin in Sissan fra gli eredi Zyprian, Quirinus e Magdalena. Il patrimonio è valutato 4399 fiorini. A Zyprian toccò in sorte lo Steinmann e il prato detto Zucksschwert sotto maso Seizen a San Giacomo. Quirinus ebbe maso Renner con lo Schmalberg. mentre Magdalena ottenne altre proprietà del defunto genitore. I tutori di Quirinus, che a quell'epoca contava appena sei anni, diedero in locazione maso Renner: l'affittuario doveva versare metà del vino con l'obbligo, tra il resto, “di innestare e coltivare ogni anno sei alberi da frutto”
1571, Qurin cede maso Renner al bolzanino Lorenz Wittenweiler ottenendo in cambio una casa con stalla a Bolzano. Al maso apparteneva un declivio vignato da 12 Manngraber (1 M = 550 mq circa) assieme al “costone di monte detto Schmal Perg sopra maso Steinmann, posto fra due valloni, e sul quale vantava la signoria fondiaria la chiesa di Nova Ponente”. Il relativo censo di due orne di mosto se lo dovevano ritirare gli stessi sovrastanti o massari novaponentini.
II maso, d'allora in poi, venne sempre dato in 1ocazione. 1603. Heinrich Salzburger, affittuario.
1602, ne sono proprietari gli eredi di Jacob Gillmann.
1652. Valtin Mayr.
1663, Georg Hafner.
1675, Rocco Jordan i. r. Leibsmedicus, acquista un appezzamento vignato con torchio, cantina e stalla “il tutto recintato da muro”.
1696, Gregory Gelboi, colono.
1732, contratto d'affitto fra Martin Kirchmayr, amministratore di Franz Alfons Xaver conte von Thun, e Christof Gelboi.
1777. Johann Vigil conte Thun.
1828. Josef conte Thun.
1890. Guido conte Thun-Hohenstein (Vfb B Libri Arch. B. 1890, fol. 3081).
1972, Widmann Franz.
1982, Piergiorgio Gazzini.

Maso Steinmann
p. e. 73
Ne vantavano la signoria fondiaria i Liechtenstein.
1445, Hainrich von Sissan (TLA II 5571).
1528. Niclas Kirchhamer in Sissa (vedere Renner); a lui succedette il figlio Martin.
1557, i masi Renner e Steimnann vengono scissi; quest' ultimo passa a Zvprian, figlio di Martin. Zyprian risiedeva al Renner e dava in locazione lo Steinmann. Il fittavolo Gregori Egen nel 1561 ricusò l'affitto dei due primi anni di colonìa “perché i fondi erano in cattive condizioni”
15664. Zvprian vende lo Steinmann a Veit Sagmeister, esattore all'Adige, per 1100 fiorini. I1 nuovo acquirente volle che l'affittuario mettesse a vigneto nuove aree. Per alcuni decenni fu manente al maso Jacob Rigato detto Orient. A quell'epoca il possedimento misurava 10 ettari e più, costituiti per i due terzi da prato. IL Sagmeister aveva evidentemente contratto debiti poiché nel 1569 il maso venne pignorato.
1570. il maso diventa proprietà di Lucas Römer. barone zu Maretsch. Egli fece probabilmente edificare a nuovo i fabbricati; a ciò sembra alludere la data 1595 incisa sulla trave di culmine del tetto. Si continuò a dare in affitto il podere a condizioni piuttosto onerose, cioè a scadenze triennali e dietro la corresponsione di metà del vino prodotto; con raggiunta inoltre di un canone d'affitto pecuniario. Inoltre sulla metà del vino spettante al fittavolo, vantava pure una sua porzione anche l'amministratore dei baroni.
1601. Hieronimus Rieller, colono allo Steimnann del barone Lucas Römer zu Maretsch. Seguirono in qualità di coloni: Hanns Mayr (1610) e Sebastian Schleher (1612).
Imorno al 1619 muore Hans Mavr, fittavolo della famiglia Hendl al Sissa. Egli resta debitore nei confronti di Ulrich Hendl barone zu Goldrain and Maretsch.
1650, Hans Jacob Clainhaus von Milrain und Labers.
1702, inventario dei beni alla morte di Christof Plunger che fu colono dei conti Thun allo Steinmann.
1703. Maximilian conte Thun.
1777. Johann Vigil conte Thun.
1828, Ferdinand conte Thun.
1870, il maso passa in eredità ai fratelli conti Toggenburg (Vfb B Libri Arch. B. 1871, fol. 5708).

Altre case
Nel 1903 Josef Joris di Nanno in Val di Non costruì 1a casa p.e. 68 nella palude Grabmayr, attraversata dalla linea ferrovaria.
Nel 1900 Ludwig Kräutner, fabbricante di birra a Blumau/ Prato Isarco, vendette a Modesto Portolan il prato Kräutwies con la casa annessa p. e. 173.
1906. Johann Loner di Lavis.


Fonte e per saperne di più: DAL PAESE ALLA CITTA' - LAIVES   Inizi - Sviluppo - Prospettive
Editore: Cassa Rurale di Laives -Leifers
Athesiadruck, Bolzano-Bozen 1998










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