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martedì 15 maggio 2012
Certificati etnici più difficili L’ufficio del tribunale al collasso
Grido d’allarme del presidente Heinrich Zanon: mancano personale e tecnologia adeguata Per Durnwalder l’unica soluzione è ridare la competenza ai Comuni, ma la norma va cambiata
di Mario Bertoldi
BOLZANO Il tribunale non è più in grado di garantire il servizio relativo alla certificazione di appartenenza ai gruppi linguistici ufficialmente riconosciuti in Alto Adige. L’annuncio è stato dato ieri mattina dal presidente Heinrich Zanon che già un paio di mesi fa aveva più volte fatto presente che la situazione stava diventando sempre più critica. I problemi principali sono due: in primo luogo la cronica carenza di personale amministrativo in grado di garantire il servizio, in secondo luogo l’impossibilità di procedere ad una graduale informatizzazione degli archivi (per la quale sarebbe comunque necessario un investimento di almeno 150 mila euro). In effetti più volte il garante della privacy ha fatto presente che l’eventuale inserimento della dichiarazione etnica dei singoli cittadini in un database informatico costituirebbe una palese violazione alla riservatezza del dato. Risultato: è necessario andare avanti con un sistema di archiviazione unicamente cartaceo. La situazione sarebbe peggiorata dopo l’ultima variazione imposta con norma di attuazione proprio a tutela della privacy dei cittadini. Sino al 1999 il servizio era stato gestito dalle allora Preture (oggi soppresse). Successivamente, sino al 2005, il servizio era stato assegnato ai vari Comuni. Dopo il 2005, proprio a seguito della necessità di garantire maggiore riservatezza si è trasferito il servizio al tribunale a cui tutti i Comuni hanno consegnato gli incartamenti dei propri residenti. Ora si rischia di dover tornare indietro semplicemente perchè gli uffici di palazzo di giustizia preposti al servizio sono al collasso. Il carico di lavoro è sempre più pesante ed il personale a disposizione non è sufficiente. Ogni anno all’ufficio vengono richiesti circa 15 mila certificati di appartenenza linguistica. Gli impiegati a disposizione (ferie e malattie permettendo) sono tre (rispetto alla pianta organica ne sono a diposizione la metà) e devono smaltire le richieste che giungono da tutta la provincia, comprese le sedi periferiche del tribunale, a Brunico, Bressanone, Merano e Silandro. Come non bastasse l’ufficio ha grossi problemi anche di comunicazione con la periferia. Oggi il mondo comunica velocemente via email. Dai tribunali di periferia, invece, le comunicazioni avvengono via posta e la semplice richiesta di un certificato di un cittadino di Brunico o Malles impiega dai quattro ai cinque giorni per essere inoltrata all’ufficio di Bolzano. Il quale ha poi bisogno di diversi giorni per evadere la richiesta . Anche la risposta viaggia via posta con un’altra settimana scarsa per giungere a destinazione. Da mesi l’ufficio (il cui personale ha avuto anche problemi di salute derivanti dallo stato di stress con cui si lavora)è alle prese con un consistente arretrato e per ottenere un certificato sono ormai necessari dai trenta ai sessanta giorni. Come uscirne? Difficile dirlo. Nelle scorse settimane la criticità della situazione è stata più volte segnalata dal presidente Zanon al Ministero della giustizia, alla presidenza del consiglio dei ministri, al ministero per la pubblica amministrazione, al presidente Durnwalder, all’ufficio del Garante per la privacy, al consorzio dei Comuni oltre al Commissario del Governo. Nella missiva il presidente Zanon segnalava «effetti drammatici» per un servizio diventato via via sempre più scadente per l’utenza. L’unico a rispondere, sinora, è stato il governatore Durnwalder per il quale l’unica soluzione possibile sarà ridare la competenza ai Comuni con modifica della relativa norma di attuazione. «La Provincia non ha possibilità di intervenire finanziariamente» ha però ricordato Durnwalder.
Alto Adige 15-5-12
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