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giovedì 26 aprile 2012

Comune di Laives nei guai per la mensa



IN BALLO CENTOMILA EURO

di Bruno Canali
LAIVES Com’è possibile che è il Comune di Laives, ad un certo punto del travagliato iter che ha portato alla rescissione del contratto del Consorzio Alto Garda per i lavori di ampliamento della mensa scolastica, sia passato dalla ragione al torto? Se lo chiede Lorenzo Testini, che per un periodo è stato anche consulente per i lavori pubblici a Laives (e per questo l'ex sindaco Giovanni Polonioli e la sua giunta hanno avuto problemi con la Corte dei conti), così come se lo stanno chiedendo i gruppi di opposizione in consiglio comunale, che stanno preparando una dettagliata mozione al riguardo per capire quale sia l’orientamento della giunta. La storia del progetto di ampliamento della mensa scolastica risale, appunto, all'epoca nella quale sindaco di Laives era Polonioli e in giunta comunque c’erano solo parte degli assessori attualmente nell’esecutivo. L'appalto fu vinto dal Consorzio Alto Garda ma poi iniziarono i problemi con il Comune e i tempi di consegna si allungarono, fino ad arrivare all'esonero prematuro del consorzio e alla scelta di far completare l'opera da altri. Sembrava finita lì e anzi, si valutò allora la possibilità di chiedere i danni al consorzio. Invece, per ironia della sorte, i danni al Comune di Laives adesso è il consorzio che li ha chiesti e sono somme a sei zeri. La soluzione a questo contenzioso sembra sia stata individuata in una transazione, vale a dire, nell'accordo tra Comune e consorzio per una determinata cifra (si parla di 100 o addirittura 200mila euro) per chiudere una volta per tutte il discorso evitando di arrivare in tribunale, dove il risultato della causa sarebbe tutt'altro che scontato. «Per adesso è ancora tutto in mano ai periti e agli avvocati - si limita a dire il vice sindaco, titolare dei lavori pubblici, Bruno Ceschini - e ai consulenti nominati dal tribunale. Di cifre ufficialmente non si parla. Staremo a vedere». Affilano le armi però i gruppi politici di opposizione, convinti che accettare, da parte del Comune di Laives, una transazione finanziaria, al di là delle somme che verranno pattuite tra le parti per chiudere definitivamente il contenzioso, di fatto significa ammettere un certo grado di colpevolezza ed è qui che si vuole capire chiaramente come sia stato possibile arrivarci dopo che, come afferma anche Lorenzo Testini, si era nelle condizioni di poter chiedere i danni al consorzio. «Chiederemo tutta la documentazione relativa a questa vicenda - annuncia Christian Bianchi (Pdl) - perchè vogliamo vederci chiaro e capire di chi siano le responsabilità».

Il Consorzio Alto Garda ha citato il Comune di Laives

Il Consorzio Alto Garda ha citato il Comune di Laives con una richiesta di risarcimento danni nell’ordine dei due milioni di euro. Quest’ultima tiene conto di mancati guadagni, ritardi nei pagamenti e anche danni di immagine. «La causa - ha spiegato a suo tempo l’avvocato Paola Marina La Guardia che segue la vertenza con l’avvocato Paola Carlini per l’Altogarda - era stata aggiornata al marzo di quest’anno. Si è conclusa la prima fase relativa agli accertamenti tecnici e si confida di riuscire ad accordarsi con una transazione su una cifra che si attesta attorno ai centomila euro». A meno che non emergano nuovi elementi nelle prossime settima ne che possano in qualche modo supportare le tesi del Comune di Laives è probabile che, alla fine, sarà proprio l’aziend a trentina ad ottenere un seppur minimo risarcimento danni. Il Comune, da parte sua, sembra voler evitare l’incognita di un pronunciamento del giudice. E avrebbe scelto, dunque, il male minore.

Alto Adige 26-4-12

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