Entro la fine di quest’anno è prevista l’ultimazione del tunnel della variante che dovrebbe liberare Laives dalla morsa del traffico. Il risultato non è scontato e l’esempio negativo di San Giacomo sta a dimostrare che, senza scelte coraggiose, non si avrà mai una reale riqualificazione. D’altra parte la decisione di quale centro dare alla città doveva essere presa per tempo ed invece finora si è solo ceduto alle pressioni dei commercianti e del partito dell’automobile. La dimostrazione sta nel piano traffico, presentato l’altra sera in consiglio comunale, in cui si prende mestamente atto dell’impossibilità, visti i paletti entro i quali l’esperto ha dovuto muoversi, di una svolta radicale sulla viabilità.
Se infatti non si mette in conto la possibilità di chiudere completamente al traffico il centro cittadino istituendo una zona completamente pedonale che comprenda la via Pietralba, la parte alta di via Noldin fino alla farmacia e parte della via Kennedy – approssimativamente dall’albergo Casagrande fino almeno al supermercato Despar-, non si potrà mai parlare di effettiva riqualificazione. Se insomma si teme di scontentare determinate categorie e non si hanno idee su come rivitalizzare il centro cittadino, gli interventi non potranno che essere parziali, costituiranno al massimo un palliativo, ma non potranno mai risarcire gli abitanti dei disagi che per anni hanno dovuto subire.
Eppure esiste sempre la possibilità di deviare gli automezzi in autostrada o di ricorrere ad un arredo urbano rimovibile che permetta, in caso di emergenza, di fare transitare almeno il traffico leggero.
Occorre però abbandonare l’idea che ai negozi sia indispensabile accedere con la macchina e che i parcheggi debbano essere contigui ai negozi.
L’istituzione quindi di una vera zona pedonale con un arredo urbano accattivante e la costituzione di un centro commerciale naturale accompagnato da una serie di iniziative che coinvolgano gli stessi operatori commerciali, potrebbe ridare vita al centro della città mantenendo sul territorio non solo gli acquirenti laivesotti, ma addirittura richiamando da fuori nuovi clienti.
Osservatorio politico per l’alternativa – Laives

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