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lunedì 13 febbraio 2012
«Vogliamo più donne in politica»
Un anno fa «Se non ora quando», il lavoro continua
BOLZANO. E’ il primo anniversario di «Se non ora quando». Il 13 febbraio dell’anno scorso oltre un milione di donne manifestarono nelle principali piazze italiane. Un successo inatteso. Anche a Bolzano la manifestazione andò molto bene.
Per festeggiare, Nadia Mazzardis Lucich, del comitato «Se non ora quando» dell’Alto Adige, racconta cosa è accaduto in questo anno e gli impegni per i prossimi mesi: «A livello nazionale le cose stanno proseguendo bene. Ci si è ritrovate a Siena l’8 e il 9 luglio per ragionare su “Un Paese per Donne”, poi a Roma ad ottobre e dicembre per discutere della forma organizzativa del movimento e dei temi prioritari, con lo slogan “Mai più senza di noi, mai più contro di noi” e con proposte concrete su cui lavorare».
Tre i temi fondamentali: la rappresentanza politica, la rappresentazione mediatica del corpo delle donne, i lavori di cura dei più deboli, delegati in prevalenza alle donne, con una scarsità di servizi a sostegno che si fa sentire sempre più pressante.
Sarà interessante, prosegue, «ragionare, in tempi vicini alle elezioni su come i partiti si porranno verso le donne. Chiederemo la rappresentanza 50/50 ma la risposta spesso è “non ci sono così tante donne disposte ad entrare in politica”. Allora porremo un’altra domanda: “cosa intendono fare i partiti, che hanno il controllo della politica, per favorire le donne capaci, che hanno voglia di partecipare alla vita politica?”».
A livello locale, informa Nadia Mazzardis Lucich, «siamo cresciute aprendo una pagina facebook, un blog, una mailing list di persone interessate a seguire il movimento, che teniamo aggiornate sugli sviluppi a livello nazionale, e attraverso la quale forniamo spunti di riflessione. Abbiamo avviato una serie di contatti e di relazioni interessanti, non ultimo quello con il Museo delle donne di Merano e con la Fondazione Langer. Si sono avvicinate al movimento locale le rappresentanti del movimento delle donne iraniane e delle pari opportunità tra gli ipovedenti. Qualche partito si dimostra interessato ad averci alle proprie iniziative, e le ragazze nelle scuole ci chiedono interventi sull’educazione di genere».
Alto Adige 13-2-12
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