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domenica 12 febbraio 2012

Pons Drusi, la Bolzano romana, forse era in centro


Che la «statio» imperiale sia esistita nessun dubbio, ma le ipotesi sulla localizzazione sono diverse 

Quando e dove nacque Bolzano? Quando lo si sa: ai tempi del generale Druso, che qui portò le sue legioni. Ma dove esattamente fu costruita la fortificazione cui si dette il nome di Pons Drusi? E che divenne poi Praedium Bautianum (un celta di nome Bautius), e quindi Bauzanum, Bauzana, Pauzana, in tedesco Bozen (1133) in italiano Bolgiano (1223)? Ve ne sono anche altre di ipotesi sul toponimo, ma tornando al «dove» è singolare che di questa lontana cittadina, probabilmente poco più di un villaggio fortificato, non siano rimaste tracce apprezzabili. Trento ha una storia, ha ruderi importanti. Risalendo la valle si riscontrano resti perfino ad Egna (Endidae) e altrove ancora nella conca atesina. E Bolzano? Intanto una cosa è certa: Pons Drusi è esistita, e lo testimonia una curiosa carta geografica che è conosciuta come Tavola Peuntigeriana, e che prende il nome dall’umanista Konrad Peuntiger (1465-1547) da Augusta, studi a Bologna e Padova, collezionista e bibliofilo, intimo dell’imperatore Massimiliano I, che fece costruire nell’odierna alta via Bottai il palazzo allora sua residenza quando veniva a Bolzano, ora museo di storia naturale. Peuntiger ebbe in regalo da Konrad Celtes, bibliotecario di Massimiliano, una copia del XII-XIII secolo di un’antica carta romana che mostrava le vie militari dell’impero. Fu probabilmente basata sulla carta geografica del mondo preparata da Marco Vipsanio Agrippa (64 a.C./12 a.C.) e non era una rappresentazione realistica dei territori, ma una rappresentazione simbolica che si sviluppava in orizzontale e che illustrava gli itinerari con le distanze tra le singole località. La tavola è composta da undici pergamene riunite in una striscia di 680 x 33 centimetri e si trova ora a Vienna alla Hofbibliotek. E su questa carta “Pons Drusi” (indicata con l’ablativo “Ponte Drusi”) c’è, alla “Pars V” delle undici.
Spostandosi da destra verso sinistra s’individua Verona (due casette), poi Tredente (altre due casette), quindi Ponte Drusi, Sublavione (nei pressi di Colma: «Sotto Laion»), Vepiteno, Matreio (Matrei am Brenner) ecc. Tra le singole località sono indicate le distanze. Ma, accertata l’avvenuta esistenza dell’antica Pons Drusi, come è possibile che le tracce rimaste siano tanto poche, quasi nulle, da indurre gli studiosi alle ipotesi più difformi? Intanto va detto che in passato s’è pensato di localizzare Pons Drusi a Rencio o sotto Castel Firmiano. Ma ora si propende all’ipotesi che l’antica «statio» romana fosse ubicata proprio nel centro di Bolzano. Poi, a detta di chi scrive queste righe, bisognerebbe tener presente che la piana di Bolzano negli anni fu devastata da inondazioni copiose del Talvera e dell’Isarco, che accumularono detriti nascondendo precedenti costruzioni. È singolare che per accedere all’interno di edifici antichi come le chiese dei Francescani, dei Domenicani, nello stesso duomo, si debbano scendere non pochi gradini, segno evidente che le acque avevano portato detriti che s’erano accumulati tutt’attorno alle mura di chiese e conventi, ricoprendo probabilmente tracce antiche. Poi va detto che qualche testimonianza c’è, per esempio la lapide funeraria romana in arenaria del Renon rinvenuta scavando nel duomo (1948), costruito notoriamente su una basilica paleocristiana. La lapide è stata dedicata da Severinus al padre Secundus Regontius. Poi c’è da aggiungere che in anni recenti nel convento dei Cappuccini si sono rinvenuti muri d’epoca romana. Si aggiunga che nel 1984 quando si scavò in piazza Walther per costruire il parcheggio sotterraneo si scoprirono monete e tegoloni romani; così anche vicino alla chiesa dei Domenicani; nel sottosuolo dell’università si sono scoperti resti di un focolare e di una casa. E tutto questo senza far cenno alle numerose evidenze archeologiche venute alla luce a Gries (vicolo della Fossa, via del Bersaglio, la stessa chiesa abbaziale ed altro). Tornando comunque al centro di Bolzano, è certo che la basilica paleocristiana, sulla quale è sorto successivamente il duomo, non sia stata eretta in una sperduta campagna, ma nel centro o alla periferia di un centro abitato di una certa consistenza, che prima o dopo darà di sé testimonianze più concrete. Comunque sia è storicamente documentato che Druso, che a soli 23 anni comandava più legioni tra i quali la temuta «Rapax», aveva costruito il suo accampamento, poi trasformato in «statio», nella conca di Bolzano, nel 15 avanti Cristo. Bolzano, in altre parole, ha compiuto 2000 anni nel 1985. Ma nessuno s’è ricordato di festeggiarla.
Alto Adige 12-2-12

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