Alto Adige Pass, debutto nel caos
BOLZANO. Digitiamo il numero verde 840000471. Segreteria telefonica, 8 minuti di attesa: «Pronto, mi dica...» fa l’operatrice e si capisce subito che non sei il primo a chiedere informazioni. «Una giornata terribile, migliaia di telefonate fra richieste di informazioni e proteste». Al servizio mobilità della Provincia il primo giorno di Alto Adige Pass è stato burrascoso.
«Ci hanno segnalato tanti problemi, troppi. Forse sarebbe stato meglio prolungare il periodo di transizione con i due sistemi entrambi attivi, quello tradizionale e quello contactless. Bisognava insomma dare alla gente il tempo di abituarsi». Il passaggio al nuovo tipo di abbonamento sui trasporti provinciali con l’avvento dell’obliteratore digitale ha creato non pochi disagi, sia sugli autobus Sasa sia sui treni regionali. «Pensi - ci dice l’operatore del numero verde - che a qualcuno la macchinetta ha “rubato” 10 euro sul treno della Val Venosta, con la carta valore trasferibile. Poi ci hanno segnalato che sulla linea 3 della Sasa non c’era il nuovo obliteratore. Uno ci ha detto che ha dovuto usare il vecchio abo perché il nuovo non andava. E in teoria quello vecchio non doveva funzionare. E poi qualche machinetta non funzionava proprio». Altri problemi? «Molti abbonamenti non sono ancora arrivati a casa di chi ne ha fatto richiesta, e allora chi ha usato quelli vecchi ha pagato la vecchia tariffa. Ma questo era stato previsto, almeno fino a fine mese».
Sopralluogo alla stazione ferroviaria. Chi ha la carta valore e non ha ancora ricevuto l’Alto Adige Pass non sa come obliterare. Naturalmente c’è anche chi ha debuttato con successo: «Nessun problema - dicono Carlo Zhou e Michael Munerati, studenti-pendolari che tutti i giorni si fanno Bolzano-Merano andata e ritorno -. Abbiamo il nuovo abbonamento e l’obliteratore ha funzionato. Funziona anche su quelli gialli, che fino a ieri davano problemi».
Due ragazze stanno litigando con la nuova macchinetta, ma c’è qualcuno che le aiuta e del resto le istruzioni sono bene in vista appena sopra, incorniciate. Una chiede la privacy, mentre Laura Thiele, germanica residente a Bressanone, fa la pendolare con Bolzano e dice: «Il primo giorno è normale qualche disagio, ma abbiamo già capito». Il meranese Giorgio Marchi, pendolare sui treni Sad per Bolzano, cerca di far digerire una tesserina singola al nuovo obliteratore. Smanetta un po’ coi bottoni, alla fine ce la fa: «Sto ancora aspettando il nuovo Alto Adige Pass, l’ho richiesto via internet...».
Altra novità, altro problema: l’aumento delle tariffe. Un salasso riguarda i pendolari che utilizzano la funivia del Renon. Da alcuni giorni in paese hanno iniziato una raccolta firme contro l’impennata dei prezzi. Ieri mattina Emanuele Capuano raccoglieva firme alla stazione di valle della funivia. Questa la situazione di chi vive sul Renon: «Finora spendevamo 200 euro all’anno per il collegamento quotidiano con Bolzano. Poco, lo ammettiamo anche noi. Ma i rincari sono esagerati e arriveremo a 530 euro all’anno. Il sistema tariffario prevede che ci vengano conteggiati 35 chilometri per l’andata e altrettanti per il ritorno, ma con l’autobus sarebbero 17 chilometri». In tema di aumenti, protesta Sinistra Ecologia Libertà che in comunicato «appoggia pienamente la protesta di moltissimi utenti, dei sindacati e di molti Comuni, contro il nuovo sistema tariffario del trasporto locale. È necessario che la Giunta Provinciale riapra il confronto con Comuni, associazioni consumatori e aziende concessionarie perché il sistema penalizza proprio pendolari e redditi deboli». (f.za.)
I sindacati: per i pendolari la stangata sarà del 96%
evisione delle tariffe dei trasporti, ferme da 17 anni. Ma le misure varate dalla giunta provinciale colpiscono troppo pesantemente i principali utilizzatori del trasporto pubblico locale: i lavoratori». Cgil, Cisl e Uil ieri mattina hanno dato appuntamento alla stazione di valle della funivia del Renon per protestare contro il debutto del nuovo sistema tariffario e dell’Alto Adige Pass. «Un S. Valentino amaro per noi innamorati del trasporto pubblico», accusano Irmgard Gamper (Cgil), Renzo Rampazzo (Cisl) e Christian Troger (Uil).
Il nuovo sistema tariffario, sottolineano i sindacati, comporterà aumenti pesantissimi nelle tratte più frequentate di 70 chilometri tra andata e ritorno. Per Merano-Bolzano e Brunico-Bressanone si passerà da 284 euro all’anno a 554 euro all’anno (95%). Per Sarentino-Bolzano da 236 euro a 464 euro (96%). Per Bressanone-Bolzano da 356 a 640 euro (80%). Per Laives-Bolzano da 202 euro a 273 euro (35%). Per Vipiteno-Bolzano da 448 euro a 640 euro (43%). Secondo i sindacati, «non vale la consolazione che oltre i 20 mila chilometri all’anno si viaggia gratis: i pendolari arrivano di solito a 15 mila». I sindacati chiederanno un incontro all’assessore Thomas Widmann, cui presenteranno le controproposte: rimodulare le fasce e gli importi chilometrici, per attenuare gli aumenti (ad esempio Merano 377 euro all’anno invece di 554); incremento in tre anni del costo del biglietto singolo; rinnovo del parco macchine di Sad e Sasa; aumentare lo stanziamento per il contributo ai pendolari (22 mila domande arretrate); collegare la gratuità di Abo+ e Abo 65+ al reddito e al patrimonio. (fr.g.)
Alto Adige 15-2-12

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