
Vaccinazioni benemerite Ma serve di più obbligare o è meglio convincere?
Le vaccinazioni obbligatorie, costituiscono una privazione della libertà individuale a favore dell’interesse della collettività. Anche tra i fautori delle vaccinazioni non manca però chi è contrario alla obbligatorietà delle stesse. Tra questi c’è il direttore della rivista indipendente Dialogo sui Farmaci, M. Valsecchi. In sintonia con ciò che dice Platone nelle “Leggi “, egli è del parere che il medico degli uomini liberi, diversamente dal medico degli schiavi citato da Platone, non deve costringere il paziente ma convincerlo. Su questa base dal 2008 la Regione Veneta ha sospeso la obbligatorietà delle vaccinazioni per difterite, tetano, poliomielite, epatite B.
Il consenso dei cittadini a questa policy negli ultimi 3 anni confermerebbe che la persuasione paga più della coercizione. Tre sono nell’esperienza veneta i profili di popolazione per quanto attiene alle vaccinazioni. Il primo riguarda il 90-95% dei cittadini che mostra di aver fiducia nelle vaccinazioni suggerite dai pediatri o dai servizi sanitari ad hoc. Tale gruppo non occorre obbligarlo, è già convinto e basta tenerlo aggiornato, confermando le conseguenze assolutamente positive della vaccinazione, la significativa riduzione/scomparsa delle relative malattie infettive e la esiguità delle reazioni avverse.
Un secondo gruppo, tra il 2-3%, è costituito in media da persone di cultura e reddito medio alti, “largamente informatizzate, titubanti e parzialmente diffidenti rispetto alle vaccinazioni, anche se prive connotazioni ideologiche marcate”. Con tali soggetti è possibile interagire e, se l’informazione è fatta bene, essi possono venire convinti a cambiare “a ragion veduta” il precedente atteggiamento. Problematico è il terzo gruppo, anch’esso intorno al 2%, spesso di estrazione sociale medio alta, contrassegnato da un atteggiamento genericamente diffidente/ostile nei confronti della sanità pubblica.
Si tratta -dice Valsecchi- di soggetti”connessi a circuiti informativi molto orientati”. Le stesse persone sono di solito contrarie agli organismi geneticamente modificati, temono lo smog elettromagnetico, e ricorrono periodicamente alle medicine alternative (ma principalmente quando i malanni sono lievi, come risulta chiaro da una rilevazione del nostro ufficio provinciale di statistica).
Discutere con questo gruppo è una “mission impossible”, benché per i fans della libertà individuale senza se e senza ma, pure le scelte dei “refrattari” vanno rispettate.
Chi scrive, invece, diversamente da Valsecchi, qualche dubbio ce l’ha circa la non obbligatorietà di vaccinazioni per infezioni gravi: una mancata vaccinazione specifica, infatti, non mette a rischio solo chi la rifiuta e si infetta, ma anche gli altri, cioè tutti noi.
Alto Adige 6-12-11
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