
Puc, mozione per accelerare
BRUNO CANALI
LAIVES. Scaduto il piano urbanistico comunale ancora nel 2008, di quello nuovo si sono perse le tracce. «Una bozza l’ho vista mesi orsono - dice il consigliere Paolo Castelli (Laives 5 Stelle) - ma poi non ne abbiamo più saputo nulla. Per questo presenterò una mozione a breve».
Spiega a sua volta l’assessore all’urbanistica Georg Zelger: «Adesso che abbiamo anche il piano generale del traffico, presentato qualche giorno fa dall’ingegner Ciurnelli, si va avanti anche col Puc. Però è un fatto che a frenarci sono anche stati i problemi politici e adesso pure quelli logistici, con pedine importanti del nostro ufficio urbanistica che stanno per andarsene».
Tornando comunque alla bozza del Puc che ha avuto per le mani a maggio, il consigliere “grillino” Castelli ricorda che, in estrema sintesi, su 48 richieste di privati presentate ai tecnici in fase di rielaborazione del Puc, solo 2 erano quelle accolte dai progettisti (uno studio veneto): il verde agricolo a valle di via Hofer, dove poi erano sorti i problemi che hanno causato anche le dimissioni da vicesindaco di Georg Forti e un’altra area, sempre a verde agricolo, alle porte di San Giacomo, tra la statale e il dosso della chiesetta. «Da allora - ribadisce Castelli - non ne sappiamo più nulla, perlomeno noi di opposizione e quindi chiederò notizie con una mozione».
Per farsi un’idea del Puc (che una volta approvato rimarrà in vigore per 10 anni) occorre ritornare con la memoria a ciò che l’ex vicesindaco Forti ebbe modo di anticipare ancora in fase di appalto della progettazione, una “prescrizione” ai tecnici che si può riassumere così: prevedere meno aree di espansione possibili sul territorio, per sfruttare al meglio l’enorme potenziale di cubatura che ancora esiste e si parla di circa 160mila metri cubi. A ispirare questa “filosofia urbanistica” erano (e sono) le enormi potenzialità esistenti a Laives, basti fare l’esempio dei magazzini agricoli abbandonati (Grosexport) o degli spazi produttivi in predicato di essere dimessi (ex Amonn a San Giacomo ed ex mulino Zenorini a Laives). Sono cubature enormi, pronte per essere trasformate in volumi residenziali. Nel frattempo per l’edilizia agevolata si è fatto parecchio: è partita già da tempo la zona Toggenburg 1 a Pineta, due ettari dove già diverse cooperative hanno costruito i rispettivi condomini, e alla Toggenburg 1 sta per aggiungersi la 2, speculare alla prima e di dimensioni simili (2 ettari) già acquistata dal Comune che la destinerà all’edilizia agevolata e ai primi alloggi per il ceto medio.
Con una disponibilità del genere, non dovrebbe esserci l’esigenza di aprire nuove aree di espansione.
Alto Adige 6-12-11
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