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martedì 6 dicembre 2011

Puc, mozione per accelerare

 

Puc, mozione per accelerare

BRUNO CANALI
LAIVES. Scaduto il piano urbanistico comunale ancora nel 2008, di quello nuovo si sono perse le tracce. «Una bozza l’ho vista mesi orsono - dice il consigliere Paolo Castelli (Laives 5 Stelle) - ma poi non ne abbiamo più saputo nulla. Per questo presenterò una mozione a breve».
 Spiega a sua volta l’assessore all’urbanistica Georg Zelger: «Adesso che abbiamo anche il piano generale del traffico, presentato qualche giorno fa dall’ingegner Ciurnelli, si va avanti anche col Puc. Però è un fatto che a frenarci sono anche stati i problemi politici e adesso pure quelli logistici, con pedine importanti del nostro ufficio urbanistica che stanno per andarsene».
 Tornando comunque alla bozza del Puc che ha avuto per le mani a maggio, il consigliere “grillino” Castelli ricorda che, in estrema sintesi, su 48 richieste di privati presentate ai tecnici in fase di rielaborazione del Puc, solo 2 erano quelle accolte dai progettisti (uno studio veneto): il verde agricolo a valle di via Hofer, dove poi erano sorti i problemi che hanno causato anche le dimissioni da vicesindaco di Georg Forti e un’altra area, sempre a verde agricolo, alle porte di San Giacomo, tra la statale e il dosso della chiesetta. «Da allora - ribadisce Castelli - non ne sappiamo più nulla, perlomeno noi di opposizione e quindi chiederò notizie con una mozione».
 Per farsi un’idea del Puc (che una volta approvato rimarrà in vigore per 10 anni) occorre ritornare con la memoria a ciò che l’ex vicesindaco Forti ebbe modo di anticipare ancora in fase di appalto della progettazione, una “prescrizione” ai tecnici che si può riassumere così: prevedere meno aree di espansione possibili sul territorio, per sfruttare al meglio l’enorme potenziale di cubatura che ancora esiste e si parla di circa 160mila metri cubi. A ispirare questa “filosofia urbanistica” erano (e sono) le enormi potenzialità esistenti a Laives, basti fare l’esempio dei magazzini agricoli abbandonati (Grosexport) o degli spazi produttivi in predicato di essere dimessi (ex Amonn a San Giacomo ed ex mulino Zenorini a Laives). Sono cubature enormi, pronte per essere trasformate in volumi residenziali. Nel frattempo per l’edilizia agevolata si è fatto parecchio: è partita già da tempo la zona Toggenburg 1 a Pineta, due ettari dove già diverse cooperative hanno costruito i rispettivi condomini, e alla Toggenburg 1 sta per aggiungersi la 2, speculare alla prima e di dimensioni simili (2 ettari) già acquistata dal Comune che la destinerà all’edilizia agevolata e ai primi alloggi per il ceto medio.
 Con una disponibilità del genere, non dovrebbe esserci l’esigenza di aprire nuove aree di espansione.
Alto Adige 6-12-11

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