
Signora Fornero, Le scrivo a nome delle 55mila donne del 1952 ancora al lavoro, per raccontarLe chi siamo. Siamo donne perlopiù provenienti da famiglie povere, che sono spesso riuscite a prendere il diploma grazie a grandi sacrifici da parte dei nostri genitori, donne che hanno trovato il tempo di combattere per i propri diritti mentre intorno ai vent’anni lavoravano in nero, mentre aspettavano di trovare un lavoro dignitoso a tempo indeterminato. Siamo donne fortunate perchè siamo riuscite a lavorare, fare famiglia, vedere riconosciuti in parte i diritti, costruirci una serenità lavorativa ed economica. Ma siamo donne che spesso sono state lasciate sole dal “welfare”, abbiamo dovuto ricorrere alle aspettative non retribuite e non contribuite per allevare i figli, star loro vicino durante le malattie, curare la casa, pagare i mutui, rinunciare a molte cose belle, vacanze, cure termali, spesso anche la cura della persona. Ci siamo arrabattate come potevamo, restando attaccate al nostro lavoro con le unghie e con i denti, ben sapendo che lavoro è uguale a dignità e indipendenza. Oggi siamo alla soglia dei 60 anni, ci piace pensare che, una volta allevati i figli e dato loro le possibilità di studio che non abbiamo avuto noi, oggi abbiamo davanti ancora qualche anno di tranquillità, finchè non siamo vecchie e malate, per goderci un po’ la vita, per curare la nostra persona e i nostri interessi, per badare ai genitori che ormai sono vecchi, ma anche per fare un po’ di volontariato, o semplicemente per andare al cinema a teatro o in quella città degli Stati Uniti che volevamo tanto visitare e non abbiamo mai avuto tempo e soldi, ci pare di essercelo guadagnato. Ecco, noi siamo le donne del 1952, non abbiamo 40 di lavoro ma poco ci manca, e abbiamo tutto il lavoro di cura della famiglia sulle spalle, di cui nessuno ci ha ringraziato, siamo un po’ stanche, ma si fa uno sforzo, tra un anno o due ci tocca il meritato premio.... Signora Fornero, mi sono commossa anch’io rileggendo quello che Le ho scritto, perchè non vale più niente, noi non valiamo più niente, se pensate di tenerci al lavoro ancora sei anni, per allora saremo davvero vecchie, e allora che bilancio potremo fare della nostra vita?
Danila Carrara
Alto Adige 7-12-11
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