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mercoledì 21 novembre 2012

«Via le slot da tutti i bar» Spedite le lettere ai gestori

Nonostante l’opposizione delle categorie economiche il Comune non molla L’avvertimento ai titolari: entro il 15 dicembre devono essere rimosse 

di Davide Pasquali
BOLZANO Nonostante l’opposizione delle categorie economiche, il vicesindaco Klaus Ladinser non fa marcia indietro. Nella giornata di ieri i funzionari municipali hanno spedito le oltre duecentocinquanta lettere di avvertimento ai gestori dei pubblici esercizi in possesso di una licenza per le slot machine. Il testo della comunicazione per ora non è stato reso noto, ma il vicesindaco lo aveva promesso nelle scorse settimane e ora non si è certo tirato indietro: la norma provinciale parla chiaro. Le macchinette si dovranno rimuovere entro il 15 dicembre 2012. Chi non si adegua, verrà sanzionato, fino alla misura estrema: la revoca della licenza al pubblico esercizio. I controlli verranno avviati, senza accanimento, ma subito. Nei giorni scorsi il vicesindaco aveva incontrato i vertici delle categorie economiche interessate. Confesercenti si era fermamente opposta, molto più morbida la posizione di Unione commercio e Hgv. All’incontro avevano partecipato anche i vertici nazionali della Sapar, la Sezione apparecchi per le pubbliche attrazioni ricreative. Ossia, produttori gestori e noleggiatori di slot machine. Un colosso, per sottostimare la rappresentanza. Le minacce, neppure tanto velate, erano state lanciate: pioveranno i ricorsi, si favorirà il gioco illecito e via dicendo. Ancora domani il vicesindaco incontrerà un altro rappresentante del mondo delle slot, l’avvocato bolognese Massimiliano Pucci, ossia il presidente nazionale di Assotrattenimento, la sottosezione di Confindustria che rappresenta il settore gioco. Ormai, però, è troppo tardi. Ieri mattina il vicesindaco ha firmato l’atto formale e le lettere sono state spedite. Ora è il momento di pensare ai possibili scenari. Il primo, piuttosto ovvio, è questo: finora erano soltanto chiacchiere, solo parole riportate dai media. Ci si poteva credere, si potevano fare spallucce. Da oggi tutto cambia: carta canta. E le carte si possono impugnare. I ricorsi - le voci, nell’ambiente, in questi giorni si stanno moltiplicando - si stanno già predisponendo. Non tanto a livello locale, dove l’unica possibile sarebbe forse una sorta di class action: tutti i baristi assieme, quanto piuttosto a livello nazionale. Ci sono di mezzo produttori di slot, gestori delle reti informatiche, noleggiatori di macchinette, per non parlare, inutile nasconderlo, dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, ossia del ministero dell’Economia e delle Finanze. I conti, a spanne, dicono che questo scherzetto di Bolzano potrebbe costare allo Stato diversi milioni di euro al mese. E a perdere saranno anche i privati. Che proprio non ci staranno. 
Alto Adige 21-11-12

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