BOLZANO Delle tre mozioni presentate in consiglio provinciale sul ripristino dei contributi ai pendolari, è passata quella più soft firmata da Elmar Pichler Rolle. «Inammissibile che si risparmi proprio sui pendolari, soprattutto sospendendo un contributo già promesso e accordato». Ma d’altro canto non si può nemmeno continuare con la vecchia norma, pensata per garantire i collegamenti anche nelle zone meno servite dal trasporto pubblico, dopo i massicci investimenti fatti in questo settore negli ultimi anni. «E nel frattempo il numero delle domande di contributo è aumentato». Vanno rivisti i parametri di assegnazione degli aiuti, ma solo per il futuro, secondo il capogruppo Svp, e nel frattempo la Provincia deve pagare quanto pattuito. Proposta accolta dall’assessore competente Widmann, «anche se sono solo 3 i capitoli di spesa dove è ancora possibile risparmiare, e non sarà facile reperire i fondi per pagare gli arretrati». Bocciate invece le mozioni dei Verdi e dei Freiheitlichen, che chiedevano, nel primo caso, il ripristino della norma senza alcuna modifica, e la riapertura delle richieste per l’anno prossimo, oltre a verificare la qualità del trasporto pubblico nelle zone meno serivite; dal suo canto invece, Pius Leitner, aveva aggiunto anche la richiesta di aumento del valore dei contributi e contestato le spese relative alla “prova sedili” per i nuovi treni, costate alle casse provinciali 52 mila euro, e l’eccessiva frequenza di alcuni trasporti in Pusteria, oltre all’abbonamento gratuito per studenti e anziani, «chi deve pagare alla fine?».
Alto Adige 8-11-12
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