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venerdì 9 novembre 2012

Slot, 15 dicembre via ai controlli nei bar


di Davide Pasquali

BOLZANO Via tutte le slot machine dai bar del capoluogo. Il Comune va avanti ma c’è da attendersi una pioggia di ricorsi e di contenziosi, supportati a livello nazionale dalle associazioni di categoria, forti del recente decreto Balduzzi che supera e, a detta dei gestori di slot, azzera l’attuale normativa provinciale. Non c’è proprio nessuno spiraglio: il Comune deve far rispettare la legge provinciale, quindi nei prossimi giorni a 250 esercizi pubblici cittadini verrà spedita una comunicazione: “Attenzione, la legge entra in vigore il 15 dicembre prossimo”. E chi non si adeguerà, rimuovendo le slot, non la passerà liscia. «Da metà dicembre il municipio avvierà i controlli previsti dalla normativa». Lo hanno spiegato ieri in municipio il vicesindaco Klaus Ladinser e l’assessore Mauro Randi ai vertici cittadini di Unione commercio, Confesercenti e Hgv. Alla riunione erano però presenti anche i vertici nazionali di Sapar (l’Associazione nazionale Sezioni apparecchi per le pubbliche attrazioni ricreative), il massimo organismo di rappresentanza a livello nazionale di produttori, gestori e noleggiatori di slot machine. «Questa legge - attacca il presidente di Sapar Raffaele Curcio - vede la pagliuzza nell’occhio e non si accorge della trave: si sta cavalcando un’onda emotiva e demonizzando un solo comparto del settore giochi. Oltretutto, c’è da considerare il decreto legge sulla salute del ministro Balduzzi: contro la legge provinciale pioveranno di certo ricorsi e contenziosi». La riunione di ieri, come confermano sia Mirco Benetello di Confesercenti sia Pietro Perez dell’Unione, è stata pacata ma non ha lasciato intravvedere spiragli. Conferma anche il vicesindaco: «Abbiamo ascoltato tutti, ma poi abbiamo spiegato come stanno le cose». Insomma, una sorta di riunione di servizio. «Pagherà l’anello debole della catena, ossia i bar», sostiene Benetello. «Con un preavviso così breve, tanti cadranno in grandissime difficoltà. Non soltanto i pubblici esercenti, ma anche l’indotto: dai fornitori ai proprietari dei muri. Oltretutto la cura rischia di essere peggio della malattia: il problema non si risolve spostando il gioco in sale dedicate e tabacchini». Al proposito dei tabacchini, come fa notare Michele Galasso, titolare della grande sala giochi di viale Europa e di una delle venti aziende italiane produttrici di macchine da gioco e software, «non mancheranno i contenziosi, perché i tabacchini non sono tutti uguali. Ce ne sono alcuni che, oltre a giornali e tabacchi, hanno magari il Lotto e un paio di slot. In questo caso, secondo le leggi di pubblica sicurezza sono del tutto paragonabili a bar, pub, ristoranti e alberghi. C’è la licenza di esercizio pubblico, che, rispettando il contingentamento provinciale (tot slot per tot metri), permette di installare le macchinette. In questo caso, a rigore di logica, anche in questi tabacchini le slot dovrebbero essere rimosse». Altro è il discorso riguardo ai tabacchini dove si scommette e ci sono le videolottery. «Lì c’è di mezzo la concessione statale, pagata a caro prezzo. Come per le sale dedicate, non solo ora ma anche in futuro, la legge provinciale non potrà imporre la rimozione. Non si può scavalcare lo Stato». Così come lo Stato non potrà essere scavalcato riguardo al decreto Balduzzi, finora ignorato dalla politica, specie locale. Lo anticipa Galasso: «Su distanze e ridistribuzione delle macchinette nelle città saranno competenti i Monopoli di Stato, su indicazioni che dovranno essere stabilite dai ministeri della Salute e delle Finanze nei prossimi 120 giorni. Loro stabiliranno cosa sono criteri e luoghi sensibili». Non la Provincia.Concorda il presidente di Sapar, Curcio. «Il Comune ha dimostrato disponibilità nei nostri confronti, ma ha le mani legate. Il provvedimento provinciale, che si deve far rispettare, va a ledere le imprese. Ci sarà un danno economico per l’indotto. Si tratta di una discriminazione: si colpisce un tipo di gioco soltanto e si favorisce il proliferare del gioco illecito. Il decreto Balduzzi ha introdotto molte buone novità: la ludopatia è riconosciuta come malattia, la pubblicità è vietata, si lavorerà per la sensibilizzazione. Ci vogliono provvedimenti così, più coerenti». Un bar, un locale pubblico, conclude Curcio, «socialmente è molto più controllato di una sala giochi».

Il Forum prevenzione: ora si attivino gli altri Comuni 

BOLZANO Gioco d’azzardo, interviene il Forum prevenzione. «Già da tempo riteniamo necessaria una regolamentazione in merito, che non prenda in considerazione solo la possibilità di limitare l’installazione di nuove macchinette ma che provveda anche a far dismettere pure quelle già esistenti. Infatti qui non si tratta più di limitare questi giochi, ma di intervenire e annullare gli effetti dannosi che il proliferare dei giochi già presenti e attivi hanno prodotto». Per questo si auspica che «anche per quanto riguarda le macchinette installate nei tabacchini vengono presi dei provvedimenti adeguati». La facile possibilità non solo per gli adulti ma anche per bambini e giovani di accedere ai luoghi in cui sono installate le macchinette, «ha portato le persone ad assuefarsi e a normalizzare le situazioni di gioco sottovalutandone la potenziale problematicità. Perciò proprio per la tutela di questi gruppi non si dovrebbero incentivare le probabilità che vengano in contatto con situazioni che possono rivelarsi per loro rischiose». Non si vorrebbe neanche che si cadesse nella classica trappola: lasciamo le macchinette legali altrimenti il gioco illecito la farà da padrone. «Questa è una logica del male minore, che spesso viene sbandierata per non perdere i propri profitti. Non è assolutamente veritiero che eliminando le macchinette da bar e tabacchini i giocatori si rivolgeranno sicuramente al mercato illecito». Il Forum Prevenzione non vuole «né demonizzare né tantomeno vietare il gioco, ma è certamente a favore di una regolamentazione seria e attenta, che favorisca un adeguato e oculato rapporto con il gioco. Avere una legge provinciale che si è chiaramente pronunciata su questo tema è un’occasione per molti comuni di attivarsi».
Alto Adige 9-11-12

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