Informazioni personali

Il presente sito non costituisce testata giornalistica, non ha, comunque, carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilità dei materiali ivi contenuti. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001

lunedì 26 novembre 2012

La corsa dei 1.300 «No alla violenza»

Grande partecipazione alla prima marcia per difendere le donne Esauriti i pettorali, anche tanti uomini alla partenza al Museion 

di Susanna Petrone
BOLZANO In Italia ogni sessanta ore muore una donna. Muore per mano di un marito, un ex fidanzato, un compagno, un padre, un fratello. Muore davanti agli occhi dei figli, su un pavimento freddo, per strada, mentre va a lavoro. E non succede “solo” altrove. Succede anche in Alto Adige. Per non parlare delle donne che giorno dopo giorno vivono sulla propria pelle la violenza fisica, psicologica, economica. Quelle donne che vengono umiliate da uomini che dicono di amarle. Ma dove c’è violenza non può esserci amore. Dove ci sono maltrattamenti, non c’è affetto. Per questo motivo la Rete-antiviolenza, nata tre anni fa a Bolzano, e il Comune ieri hanno deciso di lanciare un segnale forte e chiaro: «Basta con il femminicidio». Hanno dato vita alla prima corsa cittadina, proprio nella giornata mondiale contro la violenza alle donne. Ma nessuno poteva immaginare che avrebbe avuto un successo così grande. Oltre1.300 bolzanini, infatti, si sono presentati per prendere parte alla manifestazione. C’è chi ha dovuto correre senza pettorina, visto che i numeri sono andati esauriti. Alle 9, davanti al Museion erano già in centinaia. E tanti bolzanini a fare il tifo lungo il percorso di 5 chilometri. Alle 10.18, infine, la partenza. Tutti di corsa verso le passeggiate del Talvera, per raggiungere il centro e poi tornare al Museion. I partecipanti. Molti gli sportivi che hanno gareggiato per garantirsi un posto sul podio, dedicato all’ispettore Mario Morgavi, morto a maggio in un incidente stradale. Morgavi faceva parte della Rete-antiviolenza, si occupava dei crimini contro le donne. La stragrande maggioranza degli iscritti, però, erano cittadini normalissimi: famiglie intere, “armate” di passeggini e cani al seguito, nonni con i nipotini, amiche del cuore, compagni di classe, club di tifoserie calcistiche. E poi c’erano anche loro: oltre duecento poliziotti. Hanno partecipato per onorare l’amico scomparso. Per non parlare dei bambini, entusiasti di correre, di partecipare, di far parte di una manifestazione così colorata e gioiosa. Ed è stato un successo proprio grazie a tutti loro, grandi e piccini. Le motivazioni. «Abbiamo deciso di partecipare, perché non è possibile che nel 2012 ci siano ancora donne che muoiono solo perché hanno deciso di chiudere una storia», raccontano le tre amiche Marina, Erika e Francesca. Intanto, all’interno del Museion, centinaia di persone sono ancora in coda per iscriversi. Ci sono anche i due magistrati Igor Secco e Donatella Marchesini. Soprattutto quest’ultima non poteva e non voleva mancare, visto che si occupa quasi esclusivamente di casi di maltrattamenti e pedofilia. «Non sono una che corre - spiega una donna con un cucciolo Rottweiler -. Ma è un evento importante e quindi, con mia figlia, abbiamo deciso di prenderne parte». Tante le donne con passeggino che non hanno voluto mancare alla manifestazione: «Non vinceremo - dice ridendo una giovane mamma -, ma possiamo dire di esserci stati. La violenza è un problema serio e va affrontato». Gli organizzatori. Entusiasti gli assessori comunali Patrizia Trincanato e Mauro Randi. «È bellissimo vedere tutte queste famiglie riunite qua oggi per dire no alla violenza alle donne», spiegano. Tra gli organizzatori ci sono le associazioni Gea, Haus der geschützten Wohnungen, Donne Nissà, le forze dell’ordine, i servizi sociali, il pronto soccorso, gli alpini dei Piani, il Goer, l’intendenza scolastica italiana, gli Scout sezione Cngei, la Uisp. Numerose le associazioni che hanno preso parte. Tra queste, la «Poli Ale», che sostiene la donazione del midollo osseo.
Alto Adige 26-11-12

Nessun commento:

Posta un commento