Grande partecipazione alla prima marcia per difendere le donne Esauriti
i pettorali, anche tanti uomini alla partenza al Museion
di Susanna Petrone
BOLZANO In Italia ogni sessanta ore muore una donna.
Muore per mano di un marito, un ex fidanzato, un compagno, un padre, un
fratello. Muore davanti agli occhi dei figli, su un pavimento freddo,
per strada, mentre va a lavoro. E non succede “solo” altrove. Succede
anche in Alto Adige. Per non parlare delle donne che giorno dopo giorno
vivono sulla propria pelle la violenza fisica, psicologica, economica.
Quelle donne che vengono umiliate da uomini che dicono di amarle. Ma
dove c’è violenza non può esserci amore. Dove ci sono maltrattamenti,
non c’è affetto. Per questo motivo la Rete-antiviolenza, nata tre anni
fa a Bolzano, e il Comune ieri hanno deciso di lanciare un segnale forte
e chiaro: «Basta con il femminicidio». Hanno dato vita alla prima corsa
cittadina, proprio nella giornata mondiale contro la violenza alle
donne. Ma nessuno poteva immaginare che avrebbe avuto un successo così
grande. Oltre1.300 bolzanini, infatti, si sono presentati per prendere
parte alla manifestazione. C’è chi ha dovuto correre senza pettorina,
visto che i numeri sono andati esauriti. Alle 9, davanti al Museion
erano già in centinaia. E tanti bolzanini a fare il tifo lungo il
percorso di 5 chilometri. Alle 10.18, infine, la partenza. Tutti di
corsa verso le passeggiate del Talvera, per raggiungere il centro e poi
tornare al Museion. I partecipanti. Molti gli sportivi che hanno
gareggiato per garantirsi un posto sul podio, dedicato all’ispettore
Mario Morgavi, morto a maggio in un incidente stradale. Morgavi faceva
parte della Rete-antiviolenza, si occupava dei crimini contro le donne.
La stragrande maggioranza degli iscritti, però, erano cittadini
normalissimi: famiglie intere, “armate” di passeggini e cani al seguito,
nonni con i nipotini, amiche del cuore, compagni di classe, club di
tifoserie calcistiche. E poi c’erano anche loro: oltre duecento
poliziotti. Hanno partecipato per onorare l’amico scomparso. Per non
parlare dei bambini, entusiasti di correre, di partecipare, di far parte
di una manifestazione così colorata e gioiosa. Ed è stato un successo
proprio grazie a tutti loro, grandi e piccini. Le motivazioni. «Abbiamo
deciso di partecipare, perché non è possibile che nel 2012 ci siano
ancora donne che muoiono solo perché hanno deciso di chiudere una
storia», raccontano le tre amiche Marina, Erika e Francesca. Intanto,
all’interno del Museion, centinaia di persone sono ancora in coda per
iscriversi. Ci sono anche i due magistrati Igor Secco e Donatella
Marchesini. Soprattutto quest’ultima non poteva e non voleva mancare,
visto che si occupa quasi esclusivamente di casi di maltrattamenti e
pedofilia. «Non sono una che corre - spiega una donna con un cucciolo
Rottweiler -. Ma è un evento importante e quindi, con mia figlia,
abbiamo deciso di prenderne parte». Tante le donne con passeggino che
non hanno voluto mancare alla manifestazione: «Non vinceremo - dice
ridendo una giovane mamma -, ma possiamo dire di esserci stati. La
violenza è un problema serio e va affrontato». Gli organizzatori.
Entusiasti gli assessori comunali Patrizia Trincanato e Mauro Randi. «È
bellissimo vedere tutte queste famiglie riunite qua oggi per dire no
alla violenza alle donne», spiegano. Tra gli organizzatori ci sono le
associazioni Gea, Haus der geschützten Wohnungen, Donne Nissà, le forze
dell’ordine, i servizi sociali, il pronto soccorso, gli alpini dei
Piani, il Goer, l’intendenza scolastica italiana, gli Scout sezione
Cngei, la Uisp. Numerose le associazioni che hanno preso parte. Tra
queste, la «Poli Ale», che sostiene la donazione del midollo osseo.
Alto Adige 26-11-12
"Materiale ben raccolto e ordinato può valere quanto una storia scritta" L'attenzione più autentica siamo noi
Informazioni personali
- apritisangia
- Il presente sito non costituisce testata giornalistica, non ha, comunque, carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilità dei materiali ivi contenuti. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001
Nessun commento:
Posta un commento