La Volontarius raccoglie da supermercati e mense 25 mila tonnellate l’anno di alimentari destinati a finire nei rifiuti
| Domenica scorsa in tutte le parrocchie della Diocesi, è stata celebrata la tradizionale “Domenica della carità”. Quest’anno, al centro delle celebrazioni, la condizione delle persone senza dimora, una forma estrema di esclusione sociale che colpisce anche il nostro territorio in maniera inedita. I problemi delle persone senza dimora sono stati di recente tematizzati nel libro edito da Caritas “persone più forti. Prospettive più sicure”. “Oggi - si legge in una nota - molte persone, giovani e anziane, che fino a poco fa sarebbero state considerate “normali” sono ora prive di un alloggio e a rischio di diventare persone senza dimora”. | |
| di Riccardo Valletti BOLZANO “Il troppo avere non ti renda peggiore”, è la massima di Gandhi alla base dell’iniziativa dell’associazione Volontarius, che da anni ormai lotta contro gli sprechi alimentari causati dalle inevitabili logiche commerciali e burocratiche che regolano il flusso di merci nei magazzini di mense e supermercati. Una lotta che finora ha prodotto cibo per la sopravvivenza di 400 famiglie altoatesine. I prodotti in scadenza, sia freschi che secchi, rappresentano per le catene di supermarket più un problema che una risorsa: non possono essere venduti per ragioni di opportunità commerciale, e devono essere smaltiti, a volte con costi rilevanti. Questo meccanismo produce una quantità incredibile di alimenti ancora perfettamente confezionati e commestibili che finiscono nei rifiuti. Ma, rovesciando il punto di vista, il problema diventa una risorsa di inestimabile valore per chi non ha di che sfamare i propri figli, o sé stesso. Venticinque tonnellate, è la raccolta effettuata da Volontarius nell’arco di quest’anno; che vanno dall’olio ai biscotti, alla pasta e allo yogurt e latticini. Tutto finisce in un magazzino che è l’orgoglio dell’associazione, dove viene riassegnato e distribuito alle famiglie che chiedono aiuto, e ai senzatetto. Il lavoro gode anche del supporto del Banco Alimentare; l’associazione ha la sua sede a Trento, ma opera in tutta la regione. «La raccolta avviene in collaborazione - spiega Roberto Defant, della Volontarius - quando il Banco non può interveniamo con i nostri mezzi; soprattutto per i prodotti “pronto fresco”, cioè quelli con vita breve conservati nei banconi frigo». Alcuni numeri: oltre 15 mila vasetti di yogurt, 230 Kg di formaggi e latticini, 700 persone sfamate. «Ma il lavoro no si ferma qui - spiega Defant - abbiamo scoperto che c’è tutto un filone di catena alimentare che continua a produrre un’enorme quantità di sprechi alimentari: parliamo delle mense e dei self- service, cioè dei posti dove si cucina in quantità e poi si getta quello che non viene consumato». In questo caso la burocrazia è ancora più stringente, «Per gli alimenti già cotti le norme igienico sanitarie impongono un trattamento specifico, stiamo cercando una soluzione che ne consenta il recupero e il trasporto». Per i bar e gli hotel c’è invece l’opera dei “cercatori di briciole” della Volontarius, «un gruppo di volontari raccoglie biscotti, brioches e dolciumi dalla colazione avanzata e li ridistribuisce immediatamente nelle strutture e tra i senzatetto». Insomma, il lavoro non manca, «la volontà c’è tutta, speriamo nella collaborazione della gente». |
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