Informazioni personali

Il presente sito non costituisce testata giornalistica, non ha, comunque, carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilità dei materiali ivi contenuti. Pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001

martedì 6 novembre 2012

Disoccupati: a chi rifiuta il lavoro niente sussidio


La Provincia ha varato un regolamento più restrittivo per ridurre la spesa Durnwalder: «Se viene offerto l’alloggio non conterà la distanza da casa» 

di Massimiliano Bona
BOLZANO Sui disoccupati il governatore altoatesino Luis Durnwalder non si è discostato poi molto dal ministro del welfare Elsa Fornero che aveva definito «choosy» (schizzinosi) i giovani che «fanno i difficili quando si tratta di lavoro». Il discorso, ieri, riguardava in realtà tutti coloro - circa 8 mila persone in Alto Adige - che sono rimasti senza uno stipendio. «Il lavoro - ha sottolineato Durnwalder - non è solo una questione di soldi ma soprattutto di dignità della persona. Anche per questo abbiamo varato un regolamento, restrittivo, che i disoccupati dovranno osservare, pena l’estromissione dalle liste di mobilità e la perdita del sussidio». Ciò significa che d’ora in poi non si potranno più rifiutare offerte di lavoro “congrue”, sia in termini di stipendio (fino al 25% in meno rispetto all’occupazione precedente) che di distanza dalla propria abitazione (50 km dal proprio domicilio nei primi 3 mesi di disoccupazione e qualsiasi posto libero in provincia oltre i tre mesi se il datore garantisce un alloggio). «È evidente - sottolinea Durnwalder - che non possiamo chiedere ad un cuoco di fare il tassista, ma, all’occorrenza, dovrà adattarsi a fare il cameriere. Lo stesso vale per un artigiano che potrebbe essere chiamato a coprire un posto libero da magazziniere». I nuovi criteri. Per comprovare il proprio stato di disoccupazione la persona interessata dovrà presentarsi all'ufficio provinciale “Servizio lavoro” e rendere una dichiarazione di disponibilità immediata alla ricerca e allo svolgimento di un’attività lavorativa. L'ufficio provinciale sottoscriverà con la persona disoccupata un “patto di servizio” che prevede tra l'altro colloqui obbligatori, l'impegno della persona ad effettuare una ricerca attiva di lavoro e un piano di azione individuale. La persona disoccupata dimostra, secondo quanto previsto dal regolamento, la sua disponibilità con l'accettazione di una congrua offerta di lavoro, con la frequenza di corsi di formazione, di lingue o di riqualificazione professionale. Un'offerta di lavoro è ritenuta congrua: se è compatibile con la qualifica professionale della persona disoccupata e se la retribuzione offerta non è inferiore di oltre il 25% alla retribuzione precedente (finora era il 10 per cento); se il trattamento economico e giuridico proposto corrisponde a quello previsto dal contratto collettivo di riferimento; se la sede di lavoro non dista più di 50 chilometri dal domicilio della persona o è raggiungibile in meno di 80 minuti utilizzando i mezzi pubblici. In caso di disoccupazione per più di 3 mesi va accettata - pena l’estromissione dalle liste e la perdita del sussidio - un’offerta di lavoro proveniente da qualsiasi Comune altoatesino se il datore offre un alloggio. Le cifre. «La disoccupazione è salita al 3,7% - ha ricordato il presidente della Provincia Luis Durnwalder- e se la raffrontiamo con quella di altre Regioni o Province - Trento è vicina al 6% - la nostra situazione è tra le più rosee, ma non per questo dobbiamo sottovalutare il fenomeno. Fra i disoccupati i cosiddetti "job ready" (subito disponibili a lavorare) sono saliti in un anno del 26% (da 2.960 a 3.717) mentre sono rimasti stabili gli altri (stagionali, donne in maternità e invalidi), passati da 3.943 del 2011 agli attuali 4.023 (+2%). Sono aumentati del 30% i disoccupati over 50 (oggi sfiorano quota mille). La disoccupazione tra gli italiani è salita del 29% e tra gli stranieri del 21%. I nuovi posti di lavoro. Dal confronto tra la giunta e i responsabili dei vari uffici provinciali è emerso che rallenta anche la crescita dell’occupazione: + 0,1% (200 nuovi posti di lavoro nel 2012) rispetto all'1,1%del 2011 (2 mila nuovi posti di lavoro). «Continuiamo a creare posti di lavoro ma in quantità inferiore rispetto al recente passato». Il piano provinciale. «Abbiamo deciso di anticipare di un anno l'elaborazione del piano pluriennale per l'occupazione, che scadeva nel 2014 ma che intendiamo presentare entro la primavera 2013», ha aggiunto Durnwalder. Grande attenzione sarà posta sulla formazione e sulle nuove esigenze del mercato: se nel 1960 in Alto Adige il 70% della forza lavoro era costituito da operai senza una particolare qualifica, la proiezione prevede nel 2020 il 50% di cosiddetti lavoratori “service” (elaborazione dati, comunicazione, uffici, commercio e servizi di base), il 25% di lavoratori nel comparto del sapere (ricerca e sviluppo, consulenza, coaching, management e organizzazione) e il 10% nei settori della strategia e del coordinamento. La percentuale degli operai scenderà al 15%. La Provincia concentrerà i suoi sforzi sull’occupazione giovanile (offerte mirate di consulenza e aggiornamento), sul reinserimento degli over 50 (incentivi alle imprese per le assunzioni), sull’occupazione femminile (misure per conciliare famiglia e lavoro) e sulla promozione dell’occupazione per le persone svantaggiate. 
Alto Adige 6-11-12

Nessun commento:

Posta un commento