La sonda atterrata sul Pianeta rosso avrebbe campionato molecole
organiche Il 3 dicembre la Nasa annuncerà la scoperta, attesa nel mondo
scientifico
ROMA Resta velata dal mistero la scoperta scientifica che la Nasa
annuncerà nella conferenza stampa convocata per il prossimo 3 dicembre a
San Francisco, a margine del Congresso dell’ American Geophysical
Union. Ma un’anticipazione di tutto rispetto, a conferma delle
indiscrezioni che si ricorrono da alcuni giorni, è venuta ieri dal
direttore del Jet Propulsion Laboratory Nasa di Pasadena, Charles
Elachi. «Curiosity potrebbe aver trovato molecole organiche su Marte»,
ha detto lo scienziato, che ieri si trovava a Roma per un convegno
all’Università La Sapienza. Molecole che di fatto rappresentano i
precursori universali della vita. Il riserbo attorno alla scoperta sarà
rotto soltanto lunedì prossimo dagli addetti ai lavori. Ed è chiaro che
il ritrovamento non riguarda molecole biologiche poiché la sonda
Curiosity - atterrata nel cratere di Gale il 5 agosto scorso - non è
attrezzata per questo tipo riconoscimento. La scoperta sarebbe invece
merito del Sam (Sample Analysis at Mars Instrument), un dispositivo che
cerca molecole organiche, ossia composti del carbonio che si trovano
associati alla vita come la conosciamo sulla Terra. Sam è composto da
tre strumenti, uno spettrografo di massa, un gascromatografo e uno
spettrografo laser, ed è il cuore del rover. Si tratta di un laboratorio
chimico in miniatura che contiene una vasta gamma di apparecchi capaci
di analizzare l’aria o vaporizzare suolo e rocce per studiarne la
composizione e misurare in essi l’abbondanza di alcuni elementi chimici
come carbonio, ossigeno, azoto. Qualora fosse annunciato semplicemente
il ritrovamento di molecole organiche, quali potrebbero essere le
conseguenze? Alcuni, come Peter Smith del Lunar and Planetary Laboratory
della University of Arizona, ritengono che non si tratterebbe di una
scoperta sensazionale, perché molecole organiche si trovano in molte
altre regioni dell’Universo, anche in quelle prive di vita. «Se invece
avessero trovato prove della presenza di composti organici complessi,
allora sarebbe una scoperta clamorosa» ha detto il ricercatore.
Potrebbero infatti essere avanzi di forme di vita complesse una volta
presenti sul Pianeta Rosso. «Nel caso si tratti di amminoacidi (i
mattoni delle proteine) oppure basi nucleiche (i mattoni del Dna) sarà
possibile forse ricostruire quelli che sono stati i primi passi che
hanno portato la nascita della vita sulla Terra, e che su Marte potrebbe
comunque non essere mai sbocciata», ha spiegato anche Ernesto Di Mauro,
docente di genetica e biologia molecolare alla Sapienza.n.a.
Alto Adige 29-11-12
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