di Riccardo Valletti
BOLZANO Per sapere se potranno volare o meno, i passeggeri di Air Alps domattina dovranno andare in aeroporto e affacciarsi a vedere se c’è o non c’è l’aereo in pista. Questo è lo stato dell’arte delle trattative, dai toni accesi, che si protraggono da giorni tra i tre attori del grande pastrocchio dei voli Bolzano - Roma: Provincia, Air Alps e Enac. Oggi scade il termine del contratto che faceva volare gli aerei tra Bolzano e Roma, e la compagnia non ha molto interesse a rinnovarlo; la Provincia però vorrebbe una proroga di sei mesi, giusto il tempo di trovare un altro vettore con bando europeo, siglare accordi, stabilire convenzioni e tariffe, e in definitiva rimettere in marcia lo scalo. Per farlo Air Alps vorrebbe trattare, abbastanza a suo piacimento, e tenere solo i due voli giornalieri che gli assicurano qualche passeggero a bordo, e scaricare gli altri due che regolarmente partono e tornano vuoti. Di mezzo però c’è l’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile, che impone l’alt: le rotte sono prendere o lasciare, lo impone una legge europea, quindi Air Alps non ha nessun potere di mercanteggiare «come se si stesse al mercato del pesce - ironizza Gianfranco Jellici, il vicepresidente dell’Abd, la società che gestisce l’aeroporto di Bolzano - per tenersi solo i voli convenienti». In sostanza, un corto circuito che dovrebbe trovare una soluzione entro stasera. Intanto però le prime mosse già si vedono nella vita reale: impossibile prenotare un biglietto aereo, né su internet né in agenzia, con data di domani o posteriore, «secondo i dati in nostro possesso - spiega Jellici - non ci dovrebbero essere biglietti già venduti in giro, e sicuramente al momento non è possibile comperarli». Eccezion fatta per quelli venduti o ancora in vendita dalla compagnia stessa, «Air Alps ha ancora facoltà di venderli, ma se poi non decollano gli aerei è costretta ad assumersi gli oneri di trasporto dei passeggeri via terra almeno fino a Verona e poi farli volare su un altro vettore». Altro fatto certo è che ieri un volo in partenza per Roma non è decollato, a causa di non meglio precisati motivi tecnici, coincidenza questa che non ha favorito uno spirito collaborativo. Nel frattempo la situazione è diventata abbastanza incandescente da costringere Enac a chiedere l’intervento del Ministero dei Trasporti, dove ora è in corso, stando agli ultimi aggiornamenti, il tavolo delle trattative che dovrebbe sbrogliare la matassa. «Una cosa però ormai è certa - afferma Jellici - comunque finisca questa storia, chi più ci ha rimesso è lo scalo di Bolzano, che non fa certo una bella figura e rischia di perdere quei clienti abituali che sta invece tentando di proteggere». E come se non bastasse, aggiunge il manager, «tutto questo pasticcio arriva proprio nel primo fine settimana di mercatino di Natale, cioè in uno dei momenti più strategici per quanto riguarda il traffico su Bolzano». La giostra di Air Alps rischia di costare molto cara, fa capire il vicepresidente, intanto però sembrano avviati i primi contatti con la compagnia elvetica Darwin Airlines, candidata a subentrare ad Air Alps, e possibilmente più affidabile di quest’ultima.
Alto Adige 30-11-12
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