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mercoledì 3 ottobre 2012
Tagli, a rischiare è l’aeroporto
L’assessore Widmann fra bus, treni e funivie ha esaurito il budget per gli investimenti
di Orfeo Donatini
BOLZANO I tagli al bilancio provinciale preannunciati dal residente Durnwalder potrebbero avere delle ricadute immediate quanto clamorose con il rinvio degli investimenti sul nuovo aeroporto di San Giacomo. La scure che sta per abbattersi infatti non è quantificata sugli importi messi in preventivo lo scorso anno quanto sui dati consolidati, e quindi già sottoposti alle prime decurtazioni dello scorso fine anno. Si può così arrivare anche a tagli che possono variare fra il 12 e il 15% del capitolo investimenti E sul capitolo dell’assessorato dei trasporti resterebbero poco più di un centinaio di milioni di euro già pressochè totalmente impegnati per i nuovi autobus ecologici, i treni e le funivie. Ad essere così a rischio, fortemente a rischio, è l’investimento previsto per l’allungamento della pista dello scalo «ABD» La decisione era stata adottata dalla giunta provinciale lo scorso giugno con il via libera definitivo all'allungamento della pista fino a portarla a 1.431 metri, mentre per altro verso era stata confermata la disponibilità della giunta Durnwalder di cedere un 30% delle azioni della società aeroportuale, alla Provincia autonoma di Trento. Dal punto di vista più tecnico poi la giunta provinciale aveva avviato anche l’acquisizione dei circa sei ettari di campagna necessari per allungare la pista e creare le aree di sicurezza. La previsione a questo punto era di aprire il cantiere ancora entro quest’anno in modo da far coincidere i tempi di ultimazione dell’infrastruttura con l’arrivo del nuovo vettore che dovrà sostituire Air Alps a partire dal prossimo mese di giugno al termine della gara europea che dovrebbe essere bandita entro Natale. Ora tutto tornerà in alto mare se lunedì prossimo la giunta provinciale, varando il nuovo bilancio di previsione per il prossimo anno, confermerà il taglio agli investimenti dei trasporti. In queste ore le trattative con il presidente Durnwalder sono febbrili da parte di tutti gli assessori, compreso ovviamente anche Thomas Widmann che dell’aeroporto aveva fatto uno dei simboli della sua campagna per aprire e collegare l’Alto Adige all’Europa e al mondo. Insomma per ora, se non ci saranno ripensamenti e spostamenti di risorse, il destino dello scalo di San Giacomo sembrerebbe segnato. E già in Comune a Laives più che fra i vari gruppi ambientalisti si sarebbe pronti a brindare alla spending review del governo, considerato che proprio contro il progettato ampliamento erano tutti pronti a mettere in campo una raffica di ricorsi, compreso quello al Tar. Parallelamente, sul fronte opposto, è dato per scontato anche l’altrettanto forte pressing da parte delle associazioni economiche che invece nel nuovo aeroporto vedono uno strumento di sviluppo e un progetto da non mettere nel cassetto anche perchè, lasciarlo così com’è, è un impianto destinato a costare comunque e molto, per di più in termini improduttivi.
Alto Adige 3-10-12
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