BOLZANO La chirurgia oncologica verrà effettuata nei reparti che ricevono la «certificazione» provinciale.
Il percorso avviato dalla giunta provinciale, che mira a garantire centri di competenza con un numero adeguato di interventi effettuati ogni anno, è stato presentato venerdì durante una audizione in consiglio provinciale organizzata dall’assessore Richard Theiner. Nella stessa giornata si è tenuto il confronto tra Theiner, il direttore sanitario della Asl Oswald Mayr, i dirigenti di oltre 25 unità operative, i rappresentanti dell’ordine dei medici, la Commissione provinciale per il riordino clinico e il Comitato scientifico. «La certificazione è la strada più giusta da intraprendere», commenta Veronika Stirner Brantsch, presidente della IV commissione legislativa provinciale (Sanità). La certificazione della chirurgia oncologica riguarderà le branche di Otorino, Ginecologia, Chirurgia Generale ed Urologia, come previsto nella riforma clinica. «Abbiamo optato per un procedimento aperto e trasparente, che si basa sul coinvolgimento di esperti interni. Per questo sarà possibile anche valorizzare eventuali buone prassi già esistenti», spiega Mayr. Gli esperti del comitato scientifico sono arrivati a Bolzano da Tübingen, Genova, Verona e Milano. Uno dei componenti del comitato è il professor Alfred Königsrainer di Tübingen (Germania), che sottolinea: «Per la chirurgia oncologica contemporanea devono essere soddisfatti requisiti strutturali, tecnici, organizzativi, specialistici oltre a quelli riguardanti il numero di casi. Tali requisiti devono essere in linea con criteri standardizzati di qualità». La pluralità dell’offerta sanitaria in Alto Adige, sottolinea una nota della Asl, «ha inevitabilmente portato, nel settore della chirurgia oncologica, alla coesistenza di differenti approcci terapeutici implementati individualmente da parte dei diversi professionisti nelle strutture diffuse sul territorio. Per una chirurgia oncologica di livello internazionale però (nel 2013 liberalizzazione del mercato per prestazioni dei servizi sanitari), in alcuni ospedali, il numero dei casi trattati è troppo basso e i presupposti in termini di dotazione di servizi e/o di tecnologia non sono sufficienti. Attraverso la creazione di centri certificati nonché l’integrazione con centri specializzati e partner di rete accreditati, dovrebbero essere stabiliti un modello di cura ed una rete assistenziale che corrispondano a standard di qualità internazionalmente riconosciuti».
Alto Adige 29-10-12
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