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mercoledì 24 ottobre 2012
La classificazione stradale vincola gli edifici ai lati
Il problema urbanistico esiste da anni ma continua a rimanere insoluto Esemplare il caso di via Negrelli, dove non è possibile aumentare le cubature
di Bruno Canali
LAIVES E' sempre in alto mare la soluzione urbanistica per sistemare, una volta per tutte, alcune strade comunali, costruite decenni orsono con determinate misure ma che oggi creano grossi problemi a coloro che abitano lungo i bordi. Una di queste situazioni paradossali è quella di via Ngrelli, quartiere “Caserme”, strada sulla quale ormai due automobili devono fare molta attenzion quando si incrociano. Ngli anni poi, lungo l'asse di via Negrelli sono sorti tanti edifici, in molti casi fino a bordo carreggiata. Il problema è che via Negrelli, nel Piano urbanistico comunale (Puc) è classificata come strada di tipo C, il che sta a significare che deve avere, come misure minime, 3,5 metri per carreggiata (7 metri totali) marciapiede compreso, che in via Negrelli non c'è mai stato. Questa situazione sta creando notevoli disagi proprio a chi ha una proprietà lungo la strada e magari vorrebbe metterci mano, alzando la cubatura a disposizione. Nella situazione attuale non può farlo e di fatto è bloccato, perchè se solo dovesse mettere mano alla casa, rischierebbe concretamente di dovere invece ridurre la cubatura esistente, proprio per garantire l'ampliamento di via Negrelli fino a portarla alle dimensioni minime previste nel Puc. E' lo stesso problema che si riscontra anche in altre realtà del territorio comunale, vedi Pineta vecchia ad esempio, dove le strade sono particolarmente anguste; pensate e costruite con i criteri degli anni cinquanta, evidentemente senza alcuna “visione” in prospettiva e così, passati alcuni decenni, i nodi vengono a pettine: strade ormai troppo strette, dove non è possibile costruire un marciapiede se non espropriando proprietà private e quindi strade sempre più pericolose perchè si trovano in quartieri densamente popolati. Anche intervenire insomma appare problematico, perchè non è immaginabile abbattere facciate di edifici per ripristinare le misure indicate nel Puc per le strade. Il quesito torna periodicamente anche in consiglio comunale ma, come detto, finora non si è trovata una soluzione, tant'è che tutto rimane come è sempre stato. A suo tempo Bruno Borin, consigliere comunale del Pdl, aveva anche lanciato una proposta: «Allargare via Negrelli e le strade come quella non è realisticamente immaginabile se non abbattendo le case - aveva spiegato Borin - a questo punto quindi, meglio sarebbe valutare una declassificazione delle strade in queste condizioni, in maniera da ripristinare le condizioni urbanistiche contenute nel Puc e soprattutto, per consentire a coloro che hanno una proprietà affacciata su via Negrelli e sulle altre come quella, di mettere mano alle ristrutturazioni degli edifici, sfruttando cubaure potenziali che oggi non possono toccare».
Alto Adige 24-10-12
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