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venerdì 5 ottobre 2012

Eutanasia, campagna choc Cercansi malati terminali


Lanciata dall’associazione Luca Coscioni sul tema della «dolce morte» Via alla raccolta di testimonianze per video e spot da diffondere on line 

ROMA «A.A.A. cerchiamo malati terminali per ruolo da attore protagonista. Donne e uomini dai 18 anni in su. Anche prima esperienza». È destinata a far discutere già dal titolo la campagna per la legalizzazione dell’eutanasia promossa dall’associazione Luca Coscioni in occasione del congresso che si apre domani a Milano. «Su questi temi la politica si è fermata ma le richieste di eutanasia sono in aumento - spiega Filomena Gallo, segretario dell’associazione - La campagna dovrebbe servire a interessare i decisori politici in un momento in cui si vuole approvare una legge sul testamento biologico che impedisce di fatto di esercitare la propria volontà». Obiettivo è quello di cercare testimonianze di persone che chiedono l’eutanasia. «Se soffri di una grave malattia cronico degenerativa - recita la campagna - e sei disponibile a interpretare uno spot per la legalizzazione dell'eutanasia e/o a diventare testimonial di una campagna a favore di una legge che rispetti ogni scelta di fine vita, contattaci». La diffusione degli spot avverrà su Youtube e social network, ma sono stati anche già predisposti i formati per la stampa e le affissioni. Già ora sul sito www.eutanasialegale.it si possono trovare informazioni, ma anche una mail e un numero di telefono a cui rivolgersi. «Oltre la metà degli italiani sono a favore dell'eutanasia legale - si legge nella home page - per poter scegliere una morte opportuna. Nessuna televisione ne parla: niente dibattiti su come si muore in Italia, tranne quando alcune storie personali si impongono: Luca Coscioni, Piero Welby, Eluana e Beppino Englaro, Giovanni Nuvoli. Oggi, chi aiuta un malato a morire rischia 12 anni di carcere. Il diritto a non essere sottoposti a trattamenti sanitari contro la nostra volontà è costantemente violato. Se vogliamo che le cose cambino, dobbiamo farci sentire». Nella prima fase si cercheranno, quindi, malati terminali, come recita anche un video già online sul sito dell’associazione: la scena è quella di uno studio cinematografico dove si gira uno spot dal titolo «Eutanasia legale» che si interrompe subito dopo il «ciak, si gira», perchè manca l’attore protagonista, cioè la persona malata terminale. Un video «scandaloso e sgradevole - ha detto Mina Welby, - ma necessario nel momento in cui si discute di una brutta legge, che se approvata provocherebbe l’annientamento della libertà di scelta di tutti i cittadini». Di diverso avviso la parlamentare Eugenia Roccella, secondo cui «i malati, terminali o no, chiedono cure». (m.v.) 
Alto Adige 5-10-12

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