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giovedì 25 ottobre 2012

E così il quorum zero non ottiene il quorum dei voti favorevoli


In consiglio comunale brutto scivolone della maggioranza Verdi indecisi: uscita dal gruppo o al limite appoggio esterno

di Bruno Canali
LAIVES Nuovo, brutto scivolone della giunta comunale di Laives, che sulla proposta del quorum zero per i referendum municipali è andata sotto per la seconda volta a una settimana di distanza dalla prima, rischiano così anche l'uscita del gruppo dei Verdi dalla maggioranza. Sabato infatti il gruppo ambientalista si troverà per decidere la reazione allo smacco subìto in aula, reazione che, come ha paventato l'assessore (dei verdi) Giorgio Zanvettor, potrebbe arrivare fino all'uscita dello schieramento dalla maggioranza, garantendo al mssimo un appoggio esterno sui temi che fanno parte del programma di coalizione. Nel frattempo si faranno i conti in maggioranza, perchè in realtà i segnali che insistendo con il quorum zero si sarebbe andati a sbattere, c'erano tutti: Christof Inama (Svp) aveva coerentemente ribadito, rispetto a quanto detto fin dall’inizio della discussione sul tema, che lui il quorum zero non lo avrebbe sostenuto, nonostante il cambio di fronte del collega Franco Magagna (La Civica) che con lui aveva condiviso fin lì il percorso. Anche Paolo Castelli (Laives 5 Stelle), che invece con il quorum zero era d'accordo, aveva però messo in chiaro che il suo sì era vincolato all'eliminazione di una clausola che prevedeva l'annullamento di qualunque referendum qualora la maggioranza del consiglio comunale ravvisasse un danno per il Comune: «Una colossale presa in giro degli elettori», l'ha definita Castelli. La clausola non è stata tolta, mentre un tentativo degli stessi Verdi di “smussarla” con una risoluzione è apparso subito fumoso e ampiamente interpretabile, oltre che per niente vincolante. Il sindaco però ha preferito andare avanti a testa bassa e il risultato - scontato - è stato la bocciatura del quorum zero, con disappunto dei Verdi che sono usciti dall'aula. Durante la discussione che ha preceduto questo epilogo, i gruppi di opposizione hanno attaccato la giunta rilevando che per modifiche dello statuto di tal genere, sarebbe stata opportuna una maggioranza ben più ampia. «Non ci faremo prendere per il quorum - ha ironizzato Paolo Castelli - con una risoluzione che non modifica nulla». Di «pochezza e incapacità del sindaco a gestire la situazione, tanto da essere sconfitto tre volte in 15 giorni dalla sua stessa maggioranza» ha parlato invece Christian Bianchi (Pdl) che consiglia a Liliana Di Fede di «gettare la spugna e andarsene». 
Alto Adige 25-10-12

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