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giovedì 27 settembre 2012

Zona Odar interesse pubblico?


Variazione di bilancio per l'acquisizione della zona OdarIl consiglio comunale ha approvato una variazione di bilancio per consentire l'acquisto e il recupero della zona Odar. Sono stati stornati 140 mila euro originariamente destinati ad interventi sulle fognature in modo da procedere (anche con un'eventuale convenzione urbanistica) alla trasformazione dell'ex campo don Bosco in un'area a verde pubblico.
Sempre in tema finanziario, il Consiglio ha ratificato la delibera di giunta con cui si era proceduto a una variazione di bilancio con storni di fondi per i contributi alle popolazioni colpite dal terremoto, per il festival di Laives e per la traduzione in tedesco delle notizie sul sito internet comunale.

Comunicato Comune di LAIVES  26-9-12


Zona Odar: alcune curiosità

Quanti sono i metri quadrati complessivi della zona Odar? Quale sarà l'indice di edificabilità? Quanti appartamenti verranno costruiti? I servizi comunali sono in grado di sopportare l'aumento di popolazione che deriverà dalla sommatoria delle varie zone edificabili già previste a Laives, Pineta e San Giacomo? Vi saranno ripercussioni significative sulla viabilità?

I piani regolatori servono per assicurare uno sviluppo equilibrato del territorio garantendo a chi si insedia servizi e qualità di vita decente.  Essi si basano sui bisogni di una comunità e non sugli appetiti di singoli privati. Ora, a Laives e nelle sue frazioni è stato mai fatto un censimento del  reale fabbisogno abitativo? Si sanno quante sono le case sfitte? È possibile incrociare questi dati con i metri cubi di cemento già programmati con il vecchio Puc?
Se si pensa anche solo alle zone ex-Grosselli, Ammon e Toggenburg, la quantità di cubatura prevista è già un’enormità ed è quindi difficile ipotizzare che vi sia necessità di ulteriori aree edificabili. Invece, in spregio a qualsivoglia programmazione urbanistica, si concedono permessi edificatori per andare incontro ai desideri di privati che, per quanto benemeriti e svolgano una funzione sociale, non per questo hanno diritto di condizionare il futuro della città. Se il centro Don Bosco ha bisogno urgente di spazi, si faccia una valutazione e si provveda in altra maniera, ma perché rendere edificabile una zona già densamente abitata?  Ha un senso? Una ragion d’essere? O è piuttosto un mezzo surrettizio di finanziamento che non trova giustificazione nelle reali esigenze della comunità di Laives?
Giustificare poi il tutto con un pezzettino di verde, pagato a caro prezzo e che probabilmente verrà successivamente assegnato in gestione all’ex-proprietario, e non tenere in debito conto i pericoli insiti nell’urbanistica contrattata, appare un modo di procedere quantomeno poco accorto.
Osservatorio politico per l’alternativa - Laives

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