Variazione di bilancio per l'acquisizione della zona OdarIl
consiglio comunale ha approvato una variazione di bilancio per
consentire l'acquisto e il recupero della zona Odar. Sono stati stornati
140 mila euro originariamente destinati ad interventi sulle fognature
in modo da procedere (anche con un'eventuale convenzione urbanistica)
alla trasformazione dell'ex campo don Bosco in un'area a verde pubblico.
Sempre
in tema finanziario, il Consiglio ha ratificato la delibera di giunta
con cui si era proceduto a una variazione di bilancio con storni di
fondi per i contributi alle popolazioni colpite dal terremoto, per il
festival di Laives e per la traduzione in tedesco delle notizie sul sito
internet comunale.
Comunicato Comune di LAIVES 26-9-12
Zona Odar: alcune curiosità
Quanti sono i metri quadrati complessivi della
zona Odar? Quale sarà l'indice di edificabilità? Quanti appartamenti verranno
costruiti? I servizi comunali sono in grado di sopportare l'aumento di
popolazione che deriverà dalla sommatoria delle varie zone edificabili già
previste a Laives, Pineta e San Giacomo? Vi saranno ripercussioni significative
sulla viabilità?
I piani regolatori servono per assicurare uno
sviluppo equilibrato del territorio garantendo a chi si insedia servizi e
qualità di vita decente. Essi si basano sui
bisogni di una comunità e non sugli appetiti di singoli privati. Ora, a Laives
e nelle sue frazioni è stato mai fatto un censimento del reale fabbisogno abitativo? Si sanno quante
sono le case sfitte? È possibile incrociare questi dati con i metri cubi di
cemento già programmati con il vecchio Puc?
Se si pensa anche solo alle zone ex-Grosselli,
Ammon e Toggenburg, la quantità di cubatura prevista è già un’enormità ed è
quindi difficile ipotizzare che vi sia necessità di ulteriori aree edificabili.
Invece, in spregio a qualsivoglia programmazione urbanistica, si concedono permessi
edificatori per andare incontro ai desideri di privati che, per quanto
benemeriti e svolgano una funzione sociale, non per questo hanno diritto di
condizionare il futuro della città. Se il centro Don Bosco ha bisogno urgente di
spazi, si faccia una valutazione e si provveda in altra maniera, ma perché
rendere edificabile una zona già densamente abitata? Ha un senso? Una ragion d’essere? O è
piuttosto un mezzo surrettizio di finanziamento che non trova giustificazione
nelle reali esigenze della comunità di Laives?
Giustificare poi il tutto con un pezzettino di
verde, pagato a caro prezzo e che probabilmente verrà successivamente assegnato
in gestione all’ex-proprietario, e non tenere in debito conto i pericoli insiti
nell’urbanistica contrattata, appare un modo di procedere quantomeno poco
accorto.
Osservatorio politico per l’alternativa - Laives
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