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martedì 25 settembre 2012

Le case per il ceto medio a Maso della Pieve sono un errore


La zona è disturbata dal traffico (sottopasso di Via Einstein), dalla ferrovia, dall’aeroporto, dal raccordo con la galleria che porta a Laives...

di Eros Dal Mas
Ho letto con sorpresa sull’Alto Adige le dichiarazioni della Presidente di Circoscrizione, Wally Rungger in merito al via libera del consiglio di quartiere Oltrisarco-Aslago alla variante al Puc che permetterà di realizzare alloggi per il ceto medio sull’area Werth a Maso della Pieve. Io non penso affatto che sia un piccolo passo avanti di un piano in difficoltà per la scarsità di aree in città. Mi sembra invece una soluzione di facciata, ininfluente dal punto di vista del risultato e che comporterà notevoli problemi sia ai cittadini residenti in zona, sia al Comune di Bolzano. Quel tratto di Via Maso della Pieve, dalla Zona Sportiva al cimitero di San Giacomo è già densamente edificato ed abitato e manca totalmente di servizi, se si escludono un supermercato Lidl, un bar, un asilo in un condominio ed una fermata dell’autobus. La zona è altresì pesantemente disturbata dal traffico (sottopasso di Via Einstein), dalla ferrovia, dall’aeroporto, dal raccordo con la galleria che porta a Laives. Inoltre il terreno in questione non possiede accessi diretti propri. Al momento vi si accede per una strada, che a mio avviso non ha le caratteristiche idonee per sopportare l’eventuale sostenuto transito dei futuri veicoli. Tale strada risulta di proprietà di un condominio confinante, che non ha intenzione di apportare modifiche alla struttura, tra il resto.Non esistono ulteriori accessi, a meno che non si voglia procedere con un esproprio di terreni privati, procedura che vedo comunque difficilmente percorribile e che indubbiamente incontrerebbe ferma opposizione. Il Comune potrebbe certo valutare di creare un nuovo accesso, utilizzando quel piccolo nastro di asfalto che gira in senso circolare intorno alla Zona Sportiva Maso della Pieve. Qualora il Comune riuscisse a sciogliere questo nodo, dovrebbe comunque occuparsi a mio avviso di altri problemi: stando a quanto riportato dal giornale e ad un progetto che ho avuto occasione di vedere, le costruzioni sorgerebbero molto vicine alla montagna, con il rischio di essere soggette in continuazione al rischio di caduta massi. Ammesso che i futuri proprietari accettino l’azzardo, il Comune dovrà comunque farsi carico di garantire la loro sicurezza, con continui notevoli esborsi a carico di tutti i cittadini, per garantire la stabilità della montagna. Mi ricordo una situazione simile di tanti anni fa, in Via Merano: se non sbaglio continua a pesare sulle casse comunali. Aggiungo che la zona in cui si desidererebbe edificare è altresì zona di falda alta, dove l’acqua la si incontra anche a meno di tre metri di profondità. Non penso che sia economico costruire con questo inconveniente e non penso sia un bene per il territorio la cementificazione delle falde Inoltre queste ultime inumidiranno perennemente la nuova struttura ovvero si sposteranno con il rischio di arrecare danni ad altri fabbricati della zona. Capisco infine che politicamente sia necessario dare una risposta ad un bisogno, che probabilmente la politica stessa ha percepito nella popolazione, ma il mio modesto parere è che per soli 35 nuovi alloggi si sarebbero potute trovare molte soluzioni diverse, meno dispendiose (considerando non solo i costi di realizzazione, ma anche quelli che verranno prima e dopo). Personalmente ritengo molto più interessante il recupero di vecchie strutture, ovvero la destinazione di contributi speciali per l’acquisto di immobili esistenti, soprattutto in una situazione in cui l’offerta abbonda sul mercato ed i prezzi risultano stabili o calanti.
Alto Adige 25-9-12
 

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