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venerdì 7 settembre 2012
«La democrazia diretta è l’antidoto alla crisi della politica»
Il politologo Bruno Kaufmann: serve più partecipazione Restituire potere ai cittadini per rafforzare il sistema
Sul mercato dell’arte arriva un ciclone. La «Fondazione Andy Warhol» ha deciso di vendere la sua intera collezione: oltre 20 mila lavori dell’icona della Pop Art, tra dipinti, serigrafie, disegni, stampe e fotografie, alcuni dei quali non sono mai stati esposti in pubblico. A 25 anni dalla morte dell’artista, la Fondazione che porta il suo nome ha deciso di concentrarsi quasi esclusivamente sulla sua attività di sovvenzioni e prestiti per progetti legati al mondo dell’arte, nella speranza di contribuire a far fronte al costante declino del sostegno ad artisti da parte delle istituzioni e di investitori privati. In base alle stime, dalla vendita dovrebbero arrivare oltre 100 milioni di dollari, che andranno ad aggiungersi alla dotazione 225 milioni di dollari di cui attualmente dispone la Fondazione Warhol. Sin dalla sua nascita, 25 anni fa, la Fondazione ha garantito quasi 250 milioni di dollari di contributi a centinaia di musei e altre istituzioni senza scopo di lucro del mondo dell’arte. Per continuare su questa strada, ha detto il suo presidente Michael Strauss, ora «convertiamo l’arte in denaro».di Luca Sticcotti Quello della democrazia diretta è un tema assolutamente centrale nell’attuale incerto momento politico. Lo è tanto più nella nostra provincia che si appresta a varare in merito nuovi strumenti legislativi per regolamentarne il ricorso da parte dei cittadini, mentre a livello nazionale è in corso l’Iniziativa di Cittadinanza Europea dedicata all’acqua “dei cittadini”. Per fare il punto in merito agli strumenti della democrazia diretta, Iniziativa per più democrazia e Centro per la Pace del Comune di Bolzano hanno invitato a Bolzano Bruno Kaufmann, uno dei più importanti esperti europei in materia e presidente dell’Inititive and Referendum Institute, politologo, ricercatore e giornalista. Con lui abbiamo anticipato alcune delle tematiche che saranno oggetto di discussione nel corso dell’incontro pubblico, ad ingresso libero e gratuito con traduzione simultanea, che si terrà oggi alle ore 18 presso la Sala di Rappresentanza del Comune di Bolzano. Bruno Kaufmann, in Italia è attualmente operativo un governo tecnico nato come reazione alle crisi economica ma che molti cittadini interpretano come un affronto alla democrazia, in grado di incrementare la già forte disaffezione alla politica. Quali le potenzialità della democrazia diretta nella prospettiva di un auspicato miglioramento dei rapporti tra cittadini e politica? «Oggi il dato oggettivo è una generalizzata debolezza del sistema democratico, in particolare della democrazia indiretta e cioè della della classica democrazia rappresentativa. Questa situazione provoca una perdita di consenso dei partiti tradizionali e di conseguenza dell’intero sistema. La tendenza in corso è addirittura rafforzata dall’avvento dei tecnici, perché il ricorso a loro amplia il distacco esistente tra politica e cittadini. A ciò si aggiunge l’attuale debolezza degli stati nazionali: le più importanti decisioni vengono sempre più prese a livello macro e questo non fa che rendere ancora più fragile la democrazia. Quello che occorre dunque è una correzione del sistema democratico attuale, che abbia lo scopo di rafforzarlo, e la democrazia diretta potrebbe proprio svolgere un ruolo di compensazione, restituendo potere ai cittadini». Democrazia rappresentativa e democrazia diretta vengono percepite oggi come due dimensioni contrapposte. Questa tensione è positiva o negativa nella prospettiva di un auspicabile rafforzamento della democrazia? «La contrapposizione è in realtà tra democrazia indiretta e democrazia diretta. La democrazia rappresentativa non è solo delega del potere ma anche e soprattutto politica che rappresenta nel concreto il reale volere dei cittadini. In questo senso la democrazia diretta è in grado di rendere la democrazia rappresentativa effettivamente rappresentativa. È un problema legato al fatto che spesso la gestione del potere finisce per privilegiare solo dei gruppi rispetto ad altri». La crisi del sistema è palpabile anche nel nostro Alto Adige. Qui il larghissimo consenso del presidente della Provincia è proprio legato ad un decisionismo che senz’altro contribuisce a rendere efficace l’amministrazione della cosa pubblica... «Beh, si tratta di un atteggiamento che ha poco a che fare con la democrazia. È un fraintendimento che ha molto a che vedere proprio con i meccanismi di gestione del potere che estremizzando possono persino portate a considerare con antipatia il ricorso alle urne e la necessità di rispettare il potere legislativo delle assemblee parlamentari. In realtà la democrazia diretta, se esercitata bene, è in grado di rafforzare l’amministrazione e la fiducia da parte dei cittadini nei confronti della politica». In questo periodo storico sono nati molti movimenti che si contrappongono, in maniera anche molto energica, alla politica tradizionale, mettendola in discussione. E questi movimenti, spesso, si appellano proprio alla democrazia diretta. «Da una lato possiamo dire che si tratta di una reazione legittima e comprensibile nell’attuale momento di crisi: molti cittadini non si sentono rappresentati dalla politica e vogliono invece dire la loro. D’altra parte però spesso alla reazione non fa seguito un atteggiamento costruttivo nella soluzione dei problemi e lo strumento referendario viene concepito come una sorta di plebiscito “contro”. Questi meccanismi possono provocare derive populistiche promuovendo soluzioni semplicistiche per problemi complessi». Che fare a questo punto? «Occorre prestare attenzione: la democrazia va oggi riformata a fondo, senza però ricorrere a scorciatoie. Si tratta di una vera e propria ricostruzione: ci sono regole da rinnovare e tutto un tessuto democratico da sviluppare. In questo senso è molto significativo il fatto che, anche di recente, nei paesi dove alle dittature subentrano governi democraticamente eletti, la democrazia diretta assume un ruolo assolutamente fondamentale».
Alto Adige 7-9-12
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