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martedì 25 settembre 2012

Il Virgolo abbandonato Italia Nostra rilancia


Contro il degrado, l’associazione propone un progetto dai costi più contenuti Funivia in partenza dall’Eurac, ristrutturazioni, nuovi percorsi pedonali 

di Fabio Zamboni
BOLZANO Si riaccendono i riflettori sulla collina del Virgolo, da anni in un buio progettuale che è diventato incuria inaccettabile. Il servizio con cui ieri l'"Alto Adige" ha documentato questo stato d'abbandono, è diventato lo spunto per Italia Nostra per rilanciare il dibattito intorno alla collina di Bolzano ma anche per rilanciare il progetto firmato appunto Italia Nostra. Ce ne parla il vicepresidente provinciale dell'associazione, l'architetto Stefano Novello: «Abbiamo lanciato l'idea alcuni mesi or sono, con un ottimo riscontro fra un gruppo di bolzanini "utilizzati" per un sondaggio. Numeri piccoli, ma sufficienti per capire che la stragrande maggioranza ritiene indispensabile ridare vita al Virgolo». Dopo la bocciatura del faraonico progetto Thun che chiedeva al Comune di farsi carico delle pesanti spese per i collegamenti funiviari e stradali, e calato il silenzio anche sul costoso (44 milioni di euro) progetto del consigliere comunale Benedikter, che cosa propone il vostro? «Prima di tutto la realizzazione di una funivia, che confermerebbe Bolzano nel suo ruolo di “città delle funivie”. La nostra idea è quella di realizzare la stazione a valle a ridosso dell'Eurac. Questo per due motivi: anzitutto la posizione strategica di quel luogo, una sorta di capolinea delle piste ciclabili e della passeggiata lungotalvera oltre che del centro storico;e poi il fatto di soddisfare la necessità dell’Eurac di allargarsi: un’ampia stazione a monte potrebbe contenere i locali necessari al centro di ricerca, in particolare quelli legati alla ricerca applicata all’ambiente alpino, che è uno dei temi sviluppati dall’ Eurac». E per quanto riguarda la riqualificazione della collina? «La funivia, che è un mezzo ecosostenibile, entrerebbe in un progetto di riqualificazione di percorsi anche pedonali, e di sentieri che si sviluppano attorno alla collina, collegandosi meglio a Castel Flavon e dall’altra parte al Colle. Per quanto riguarda le strutture, secondo Italia Nostra si dovrebbero ristrutturare l’albergo Bellavista, la zona sportiva ora abbandonata, rilanciare l’attività dei masi Kohlerhof e Wendlandthof. E poi creare un parco riqualificando il verde con specie botaniche autoctone». Ma quanto costerebbe un progetto come il vostro? «L’opera più impegnativa è senz’altro la funivia, che costerebbe intorno ai 4 milioni di euro. Ma Bolzano non può rinunciare alla sua collina e quindi la funivia non è uno spreco. Sul resto è difficile fare dei “preventivi”, perché dipende dalla portata dell’intervento e da come si vogliono ristrutturare gli edifici ora abbandonati. Ma l’obiettivo giustifica sicuramente una spesa di questa portata». Ne avete parlato con i politici? «Non ancora, anche perché il sindaco ha dichiarato recentemente che il Comune è senza soldi e che senza capitali privati lassù non si potrà fare nulla. Ma qui stiamo parlando di restituire alla città uno spazio prezioso, e lo si può fare senza spese faraoniche. Certo si dovrebbe mettere in sicurezza la strada, ma con la funivia non servirebbe creare una strada nuova ma solo una strada più sicura». Il dibattito dunque è riaperto, ora si attendono repliche, osservazioni, idee. E quattrini, certo, ma Bolzano non può rinunciare alla propria vocazione funiviaria... 
Alto Adige 25-9-12

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