L’ipotesi di una nuova apertura nell’area di Laives respinta da chi è già titolare: “Non ci sono margini”
di Bruno Canali
LAIVES Il decreto “Cresci Italia" del governo Monti, tra le altre cose prevede la possibilità che possano aprire, anche in provincia di Bolzano, 17 nuove farmacie. Di queste, una è prevista anche sul territorio comunale di Laives e questo perchè la previsione sarebbe quella di consentire una farmacia ogni 3.300 abitanti, rispetto ai 4.000 di prima. Ma un'altra farmacia nel territorio comunale di Laives sarebbe giustificata o, in altri termini, avrebbe a disposizione un bacino di utenti sufficiente per riuscire a sopravvivere? I diretti interessati, vale a dre i titolari delle attuali quattro farmacie esistenti, sono convinti di no, anche perchè, dicono, già adesso la situazione è diventata difficile per tutti. «Un'altra farmacia a Laives provocherebbe un'ulteriore frammentazione del bacino di utenza - è l'opinione del dottor Marco Bertazzoni, dell'omonima farmacia situata in centro a San Giacomo - e quindi, nel momento in cui dovesse cocnretizzarsi l’apertura di una nuova farmacia, a noi non rimarrebbe che ridurre il personale. É forse brutale, ma è la realtà. Non credo, personalmente, sia questa la strada per rilanciare l'economia». L'opinione del dottor Bertazzoni ricalca quella degli altri colleghi con farmacia a Laives. Aprire nuove farmacie - dicono sostanzialmente anche gli altri - provocherebbe inoltre una "fuga" dai paesi rurali verso le realtà maggiori, Bolzano in pimo luogo e così rimarrebbero scoperte intere zone del territorio provinciale. «Tra concorrenza, sconti, quota costi pro terremotati e tutto il resto - dicono i farmacisti di Laives - con i margini di guadagno sulle ricette che sono ormai ridotti al minimo, se non fosse per tutto il resto non converrebbe quasi più tenere aperto». C'è chi paga l'affitto per i locali che occupa e ha investito parecchi soldi per aprire l'attività e vede assottigliarsi sempre più il margine di guadagno. Una farmacia deve avere locali di non meno di 120 metri quadri e anche questo diventerebbe uno scoglio per aprirne una nuova in città. E' evidente insomma che il mercato è coperto, con due farmacie a Laives (Puce e Pietralba), una a Pineta (Salvaneschi) e una a San Giacomo (Bertazzoni) e un ulteriore concorrente non farebbe altro che frammentare ancora il bacino d’utenza penalizzando tutti. Anche per Luca Collareta, presidente di Federfarma Bolzano, 17 nuove farmacie in ambito provinciale sarebbero troppe, tenuto conto che il mercato dei medicinali è in calo. «Nei primi 5 mesi del 2012 - dice - la spesa sanitaria pubblica (con rimborso dei farmaci con ricetta) che copre il 60% del totale, è calata del 12,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno passato. In Alto adige poi la spesa per prodotti farmaceutici è la più bassa d'Italia (146 euro rispetto a 180) e anche questo dimostra che nuove farmacie faticherebbero a vivere». Difficile ad ogni modo che qualcuno possa pensare di aprire una nuova farmacia a San Giacomo o a Pineta, due realtà abbastanza modeste dal punto di vista demografico. Semmai si tratterebbe di Laives città ma anche qui, stando ai farmacisti che ci sono, già con due si è al limite della convenienza a tenere aperto.
Alto Adige 31-7-12
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