di Fabio Zamboni
BOLZANO Sarà una buona stagione, per chi ama i funghi: veri micologi e semplici raccoglitori-mangiatori sono già entrati in azione e ci sono tutti i presupposti perché questa estate diventi memorabile. La ragione ce la spiega Karl Kob, membro del direttivo del Gruppo micologico Bresadola di Bolzano e dal 2004 presidente dell’associazione micologica europea Journées Européennes du Cortinaire (JEC): Sarà una buona stagione perché l'estate non è secca come quella passata e come altre negli ultimi anni. Sono già due settimane, praticamente dalla luna nuova, che porcini e finferli si mostrano con generosità. Ma quello che interessa a noi micologi non sono brise e finferli, quanto i funghi più significativi dal punto di vista scientifico e naturalistico: noi studiamo e fotografiamo e poi facciamo mostre e proiezioni per i soci. Quest'anno orgnizziamo due grandi mostre: una, già avvenuta, nell'ambito della Fiera del tempo libero e l'altra in settembre, quest'anno per la prima volta anche a Merano. Ci sono funghi d'inizio stagione e altri più tardivi? «Non direi. Il più amato, il boletus edulis, la classica brisa, inizia a metà luglio, va avanti in agosto ma in Alto Adige può andare avanti anche fino a metà ottobre». Negli ultimi anni molti funghi arrivano dall'estero: ci sono rischi? «Quello, grosso, di scambiare i funghi commestibili con quelli velenosi. Ma sui mercati questi rischi sono pressoché nulli, perché i controlli sono capillari e severi, sia da parte dei micologi sia da parte delle autorità sanitarie. Aperto al pubblico, è disponibile il Servizio d'igiene del Comune, in Via Amba Alagi 33. In Alto Adige sui mercati si vedono solo poche specie di funghi quindi i rischi sono limitati. In Trentino invece si vedono decine e decine di specie, spesso dei mix che a me sembrano pericolosi. Ma loro hanno una tradizione diversa, mescolano molto di più. Vendere troppe specie diverse di funghi porta poi i raccoglitori inesperti ad allargare anche la loro raccolta, a selezionare meno». La regolamentazione provinciale per quanto riguarda i permessi _ raccolta limitata ai giorni pari, permessi comunali, zone off-limits _ è adeguata o andrebbe migliorata? «E' restrittiva, certo, ma va bene così, perché se si diventa più permissivi la massa distrugge i boschi. Raccogliere tanto non è un problema, ma spesso si raccoglie male: c'è gente che entra nel bosco armata di rastrello». I funghi più temibili? «Si parla sempre di Amanite, ma io vorrei invece segnalare un altro fungo che proprio quest'anno sembra molto diffuso: si chiama Cortinarius Orellanoides o Cortinarius Speciosissimus, e gli inesperti possono scambiarlo per il chiodello o chiodetto, talvolta persino col più diffuso chiodino. Ebbene, se ingerito, questo fungo distrugge i reni nel giro di due settimane, portando alla dialisi o al trapianto». E la vostra associazione che cosa fa per informare? «Da trent'anni il Gruppo Bresadola è molto attivo. Siamo circa 160, organizziamo un corso di micologia di sedici serate, che inizia in gennaio per finire a fine maggio, due ore di lezione tutte le settimane per principianti. Ma vengono anche gli esperti perché la micologia è così impegnativa che serve un frequente ripasso. Tutti i lunedì sera, poi, ci ritroviamo per confrontare i funghi che abbiamo raccolto nel weekend. E ancora: organizziamo comitati scientifici di tre-quattro giorni, e non solo in Italia. Insomma, se uno vuole conoscere meglio il nostro mondo, le opportuità non mancano».
Le raccomandazioni del Gruppo Bresadola
Qualche raccomandazione ai raccoglitori di funghi (a scopo gastronomico): 1) raccogliere solo i funghi conosciuti molto bene, nel pieno rispetto della normativa provinciale; 2) in caso di sospetta intossicazione da funghi, rivolgersi subito al medico curante e/o all’ospedale più vicino 3) per alcune intossicazioni, in particolare per le intossicazioni da Amanita phalloides, l’inizio tempestivo del trattamento terapeutico migliora la prognosi e riduce i danni, mentre un ritardo può comportare la distruzione completa del fegato; 4) chi desidera ampliare le proprie conoscenze micologiche dovrà frequentare, per diversi anni, corsi teorico-pratici di micologia; 5) la consultazione di testi di micologia è molto utile, ma non potrà mai sostituire la frequenza di corsi tenuti da esperti; 6) chi desidera, invece, far controllare i propri funghi raccolti, potrà rivolgersi agli ispettorati micologici, attivati tutti gli anni presso i Servizi di igiene e sanità pubblica dei quattro Comprensori sanitari (Bolzano, Merano, Bressanone, Brunico) della nostra provincia. Dove rivolgersi per imparare a conoscere e studiare i funghi con un approccio scientifico? A Bolzano, il Gruppo micologico Bresadola offre corsi teorico-pratici gratuiti destinati alla popolazione. Il responsabile scientifico è il dott. Francesco Bellù, un micologo di Bolzano di fama internazionale, supportato da un gruppo di esperti locali (Rossi, Fracalossi, Kob, Tomasi ed altri). Il numero del Gruppo Bresadola è 0471 976819.
Alto Adige 5-8-12
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