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mercoledì 8 agosto 2012

Cgil: «Privatizzare subito la gestione dell’aeroporto di San Giacomo»


Per Pavanello anche l’allungamento della pista potrebbe non bastare per arrivare ad un ripianamento dei bilanci perennemente in rosso 

Il Protocollo sui trasporti della Convenzione delle Alpi non è passato ieri in Senato. «È scandaloso come questo Parlamento abbia nuovamente fatto naufragare il Protocollo sui trasporti ignorando un accordo internazionale sottoscritto dal proprio Paese, ha commentato il senatore Oskar Peterlini (Svp). Il Protocollo è stato affossato per colpa dell’assenza e la non partecipazione al voto di Lega, Pdl e Idv.Peterlini, che si era impegnato in prima persona per la ratifica di questo protocollo, ha tenuto a ricordare che l'Italia aveva firmato, nel lontano 1991, una convenzione internazionale a tutela delle Alpi che dopo 21 anni ancora non era stata interamente ratificata.di Orfeo Donatini
BOLZANO La gestione sempre in perdita della società dell’Aeroporto di San Giacomo, e non solo per le vicissitudini del vettore Air Alps che vede ancora in picchiata il numero dei suoi passeggeri, sta aprendo un dibattito assai interessante sulle prospettive stesse della struttura aeroportuale - già nel mirino dell’Enac per le sue ridotte dimensioni - e la Cgil ne propone addirittura la sua privatizzazione. Una proposta destinata sicuramente a suscitare un vivace dibattito proprio nel momento in cui si stanno iniettando circa altri venti milioni di euro di soldi pubblici per sostenere la ristrutturazione ed il rilancio dello scalo dell’ABD. Mentre sul piano del nuovo vettore si sta predisponendo la nuova gara che entro maggio 2013 dovrebbe aver individuato il successore di Air Alps. «La notizia dei conti in rosso della società per azioni che gestisce l’aeroporto di Bolzano non ci stupisce – commenta Doriana Pavanello della segreteria provinciale Cgil - considerato che si tratta di una delle società interamente finanziate con capitale pubblico che andrebbe privatizzata per sgravare i bilanci provinciali di un onere improprio». È poi un errore, secondo la Cgil ritenere che all’allungando la pista che dovrebbe essere realizzato entro l’’anno, corrisponda poi un contemporaneo rilancio della gestione finanziaria dello scalo. «Lo stesso Masterplan – sostiene infatti Pavanello - su questo punto rimane molto vago. Si rimane nel perimetro degli intenti e degli auspici più che delle certezze supportate da studi di marketing oggettivi e non pilotati. Se gli imprenditori locali ritengono e insistono perchè altro denaro pubblico venga letteralmente bruciato da un investimento senza un futuro concreto, dovrebbero almeno assumersi l’onere di mantenere una società di gestione che in questi lunghi anni di operatività ha prodotto pochissimi risultati ma tangibili buchi di bilancio ripianati da risorse collettive». La sindacalista infine richiama all’attenzione anche l’ormai annosa questione dell’inquadramento dei dipendenti della società dell’ABD: «Se la privatizzazione avesse poi il risultato di mettere in carreggiata, almeno da un punto di vista finanziario l’ABD, le cui maestranze sono senza contratto collettivo nazionale di lavoro e soggetti a un vorticoso turn-over a causa di condizioni di lavoro di tipo quasi feudale – conclude Pavanello - gli “integralisti“ delle privatizzazioni ci potranno dimostrare che le gestioni private sono più efficienti di quelle pubbliche e i soldi risparmiati potrebbero essere investiti per migliorare la mobilità dei pendolari».
Alto Adige 8-8-12

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