Il 10 luglio sulla Marmolada con il geologo O biettivo: imparare i segreti dell’ambiente
di Katja Casagranda Il geologo Mario Tozzi sarà ospite del Progetto Speciale “Il racconto delle Dolomiti”, nell’ambito della rassegna I Suoni delle Dolomiti. L’appuntamento è per martedì 10 luglio, ore 14, con l’incontro dal suggestivo titolo “La Regina è nuda”, un dialogo aperto sulla Marmolada e il suo ghiacciaio. Il luogo scelto è proprio di fronte alla Regina delle Dolomiti, a Col de Paussa, con accesso dal rifugio Viel dal Pan (a monte di Canazei) o da passo Fedaia. Un’occasione per interrogarsi sullo stato di salute del ghiacciaio, la correlazione con l’andamento mondiale e su quali sono i comportamenti da adottare per preservare l’ambiente che ci ospita e quel sottile equilibrio che permette la sopravvivenza della specie umana. Ospite de i Suoni delle Dolomiti, viene in quota per parlare di ambiente, come sarà l’incontro con il pubblico, dal momento che la rassegna è più conosciuta per l’abbinamento montagna e spettacolo? Quello che propongo è un incontro interattivo che sia di stimolo ad un dialogo e una riflessione. Indagheremo lo stato del manto nevoso del ghiacciai in base alle osservazioni scientifiche. Ma si parlerà anche di turismo ed ambiente e turismo ambientale. Il Trentino Alto Adige nel nuovo millennio rischia di dover trovare un nuovo rapporto con la neve. Ma siamo già ad un punto di non ritorno? Oggi no, ma domani potrebbe essere tardi. Si deve approcciarsi al territorio in maniera ragionata e consapevole. La prima soluzione da adottare quale deve essere? Innanzitutto si deve conoscere e capire la situazione e un atteggiamento più generale di convenienza rischia di trasformarsi in problema. Il Trentino ha un approccio generale consapevole all’ambiente, un buon atteggiamento circa la raccolta differenziata, l’uso razionale dell’acqua. Esiste una discreta salvaguardia e tutela del territorio, se confrontato con il resto d’Italia. Eppure proprio la Marmolada qualche anno fa riservò la sorpresa che per convenienza vi si era tracciata una pista di risalita sul ghiacciaio. E’ possibile un equilibrio tra convenienza ed ecosistema? Assolutamente no anche perché non esiste convenienza a tale prezzo. Lo stesso vale per il rapporto uomo ambiente. Il turismo di massa va rivisto: una spiaggia che può contenere cento persone se sono cinquecento diventa invivibile. E’ logica. Quindi anche il turismo è dannoso? Sono i numeri da cavallette da mordi e fuggi. Invece il turismo è una risorsa nel momento in cui coltivi le presenze spalmate nel tempo, con offerte che facciano allungare le soste e inducano a far tornare. Quindi portare Rimini in alta quota è dannoso anche solo per un giorno? L’ambiente va rispettato nei tempi e negli spazi. Meglio pensare a creare un flusso continuo durante l’anno che a masse di persone che si muovono tutte assieme. Tornando al ghiacciaio. I fenomeni dello sgretolamento che a volte hanno le rocce dolomitiche hanno implicazioni ambientali? Il ritiro dei ghiacciai fa mancare la base alle rocce e quindi è un fenomeno anche causato dall’inquinamento umano. Stiamo parlando di effetti causati dall’attività umana? Sì, stringe il tempo per firmare accordi internazionali, fermarsi e fare un passo indietro.
Alto Adige 8-7-12
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