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lunedì 2 luglio 2012
Rifiuti, bollette meno care grazie alla differenziata
Vadena ha raggiunto il 67%. Angelucci: «Da fanalino di coda a Comune virtuoso» Il sindaco Beati: «Abbiamo prodotto 9,5 tonnellate in meno di residui»
di Massimiliano Bona wVADENA Da fanalino di coda a livello provinciale, quattro o cinque anni fa, a Comune virtuoso: Vadena ha chiuso il 2011 con il 67 per cento di raccolta differenziata, il che - per almeno la metà dei residenti - si è tradotto anche in un lieve risparmio sulle bollette. Secondo il direttore dell'ufficio provinciale rifiuti Giulio Angelucci «questo dato fa ben sperare anche in chiave futura. Vadena, con questa performance, va considerato di diritto tra i Comuni più diligenti della provincia. Possiamo tranquillamente dire che si tratta di un modello da imitare anche per molti paesi che sono partiti prima, con statistiche più lusinghiere». Le cifre. Ma veniamo appunto alle cifre che sono state illustrate nel dettaglio dal sindaco Alessandro Beati. «Il 2011 si è chiuso con una percentuale di raccolta differenziata del 67,6%, un valore al di sopra dell’obiettivo di legge fissato al 60%. Rispetto al 2010 è doveroso segnalare alcune differenze sostanziali: residuo - 5,5% (- 9,5 tonnellate), carta - 13% (- 8 tonnellate) e bio + 24% (+ 27,7 tonnellate)». L'obiettivo del Comune, anche in prospettiva, resta quello di premiare chi produce meno rifiuti. «Alla fine del 2010 - spiega il primo cittadino - a tutte le famiglie in possesso di un bidoncino personalizzato era stata inviata una lettera nella quale spiegavamo che nel 2011 la tariffa “rsu” sarebbe stata calcolata sul totale del volume conferito, in modo da premiare la minore produzione di rifiuti. Analizzando le bollette del 2011 risulta che la metà delle famiglie ha pagato una cifra uguale o minore del 2010, quando veniva applicato un valore medio. Per contro, l’altra metà ha pagato di più, in alcuni casi molto di più». Ma il fatto non è casuale. C’è una spiegazione. «A questo proposito - commenta il sindaco - devo ricordare che ogni bidoncino personalizzato è dotato di microchip che viene letto e registrato dalla società incaricata dal Comune. Questo dato viene poi trasmesso ai programmi di gestione comunali che, a inizio anno, fanno i conti per la bolletta. È importante, quindi, che oltre a fare una buona raccolta differenziata, all’atto del conferimento, il bidoncino sia pieno e non mezzo vuoto perché lo svuotamento che si paga è sempre pari ad un bidoncino pieno». Le sanzioni. Chi fa il furbo, ricorda il sindaco Alessandro Beati, rischia di incorrere in spiacevoli e soprattutto pesanti sanzioni. «Uno dei comportamenti errati più frequenti è quello di lasciare i sacchetti fuori dai bidoncini. Altri invece insistono nel conferire nei bidoncini riservati al bio (l’umido) i sacchetti di plastica o bioplastica, che non sono ammessi». Da queste cifre sono stati scorporati i conferimenti degli esercizi alberghieri di Campi al Lago, nella zona di Caldaro.
Alto Adige 2-7-12
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