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giovedì 12 luglio 2012
Quei giovani che fanno le vacanze come volontari
I progetti delle organizzazioni YoungCaritas, OEW, Missio e Vispa Teresa Tanta voglia di sociale ma il fenomeno è frenato: le spese non sono rimborsate
di Fabio Zamboni
BOLZANO Sono un migliaio in tutt'Italia i giovani che sono partiti o che stanno per partire per un'esperienza di volontariato all'estero, nei Paesi poveri. E secondo gli ultimi dati Istat sono in aumento: l'attività gratuita di volontariato è aumentata dal 6,3 del 1993 al 10 per cento del 2011. In Alto Adige ci sono alcune associazioni che curano progetti destinati ai giovani volontari, ma non sono in aumento: la crisi incide sulla possibilità dei giovanissimi di fare esperienze all'estero, dato che devono accollarsi tutte le spese di viaggio e soggiorno. La voglia di fare esperienze nel sociale è comunque in crescita e lo dicono le associazioni che organizzano queste attività. Partendo dall'OEW di Bressanone, ovvero l'Organizzazione per un mondo solidale. Monika Thaler cura le “Visite di solidarietà” per i giovani altoatesini: «In questo momento ci sono tredici volontari all'estero, nei Paesi poveri. Le mete più gettonate? India, Etiopia, Mozambico, Bolivia, Brasile, Ecuador. Bisogna lavorare nel sociale, con i bambini handicappati oppure con quelli di strada o anche nelle scuole. Ma il nostro progetto dura un minimo di tre mesi, quindi da noi arrivano ragazzi che hanno appena superato la maturità o che sono all'università». Li prepara la vostra organizzazione? «Certo. La preparazione inizia sei mesi prima, con corsi della lingua che andranno a parlare, seminari di due weekend su temi specifici, stage di due settimane in caso di lavoro con i disabili. Poi si pagano tutto, perché noi non abbiamo la possibilità di finanziarli. Comunque, gli interessati possono contattarci allo 0472 208209». I ragazzi preparati dall'OEW vanno all'estero, ma si può fare volontariato anche in Alto Adige: a Bolzano in Via Cassa di Risparmio, nella sede di YoungCaritas, Gerd Seebacher cura il “Progetto per il tirocinio d'estate”: «Distribuiamo i giovani volontari nelle varie sedi della Caritas altoatesina, in base ai bisogni». Ad esempio? «Ad esempio forniamo consulenza ai profughi: attività ricreative, corsi di lingua, animazione del tempo libero. I ragazzi vanno ad esempio nel centro Sara ad Aslago e aiutano i profughi dalla Libia anche a risolvere problemi burocratici o a cercare un piccolo lavoro temporaneo». Ma come funziona il reclutamento? «La Caritas di lingua italiana e quella di lingua tedesca da qualche tempo lavorano in sinergia e YoungCaritas lo fa da sempre. Per cui andiamo indifferentemente nelle scuole italiane e tedesche a fare informazione. Del resto il nostro obiettivo è quello di far fare ai giovani un primo passo nel sociale, che può anche diventare un'opportunità di lavoro». E quest'anno quanti giovani faranno le vacanze con voi? «Finora sono dieci, la maggior parte figli di immigrati, che hanno una maggiore sensibilità al problema. Ma le iscrizioni sono aperte: basta chiamarci allo 0471 304337 o scrivere a gerd.seebacher@caritas.bz.it». Altra organizzazione attiva n questo campo è Missio, della Curia bolzanina: Paola Vismara cura un progetto che offre ai giovani maggiorenni la possibilità di lavorare in una missione anche solo per un mese. «Questa è la differenza con le altre associazioni. E' un'esperienza meno impegnativa, anche a livello di formazione. Noi facciamo da ponte con le missioni, soprattutto in Tanziania e Uganda, forniamo assistenza logistica ma non abbiamo fondi per aiutare nelle spese sostenute. Sicché dal 2008 ad ora abbiamo fatto lavorare circa 25 giovani, che sono in calo proprio per motivi economici. Chi vuole, ci può contattare allo 0471 306213». Tutte queste iniziative sono curate da organizzazioni cattoliche. L'unico progetto "laico" è quello con cui l'associazione Vispa Teresa di Via Ortles ha curato un campo estivo in Kosovo: proprio in questi giorni cinque studenti maggiorenni sono a Peja/Pec per un confronto sul tema della convivenza. Pochi ma buoni, in un progetto chiamato Koso-Bo e destinato a crescere.
Alto Adige 12-7-12
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