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mercoledì 18 luglio 2012

Pari opportunità, nel lavoro è ancora utopia


Le donne sono mamme o part time 

BOLZANO Niente di nuovo sul fronte occidentale. Uomini maggiormente occupati, donne che richiedono più spesso un lavoro a tempo parziale per occuparsi di figli e famiglia. Secondo i dati statistici per la prima volta resi disponibili in Alto Adige sulla proporzione tra uomini e donne impiegati nei servizi, si evince che la Provincia di Bolzano è un ottimo datore di lavoro. Il problema però, dati alla mano, è insito nella mentalità ancora radicata secondo la quale a fare sacrifici per seguire la famiglia debba essere comunque la donna. Il 90% degli uomini in regione è infatti impiegato a tempo pieno, tra le donne invece la percentuale è del solo 47%. Il 17% delle lavoratrici infatti opta per un part-time da 30 ore, mentre il 15% per un impiego da 20 ore settimanali. «Naturalmente il motivo per cui una persona opta per una occupazione a tempo parziale è la cura della famiglia», sostiene l’assessore al lavoro ed alle pari opportunità Roberto Bizzo. «Educazione dei figli e sostegno di parenti e genitori è una pratica sempre a cura delle donne, che rinunciano ad un assunzione a tempo pieno accettandone tutte le conseguenze. Il 35% di loro rinuncia addirittura ad un impiego poiché messe di fronte ad una scelta obbligata: fare un figlio o dedicarsi alla carriera». «Non si tratta di mancanza di lavoro», sottolinea la consigliera alle parità Simona Wasserer. «L’offerta in regione è ampia e piuttosto paritaria. Il problema è più che altro culturale». Un esempio eclatante sono le assenze per malattia bambino: più di 4000 i giorni richiesti dalle donne nel 2011, contro i soli 685 richiesti dai colleghi uomini. «Le misure di conciliazione in molti casi sono ancora totalmente assenti - spiega ancora l’assessore Bizzo - e la possibilità di poter prendersi cura della famiglia è un diritto che spesso e volentieri viene calpestato. Il fatto di fruire di misure di conciliazione viene considerato spesso poco opportuno, sia dai datori di lavoro privati che dall’amministrazione provinciale. Figuriamoci se a richiederle sono gli uomini». Anche in campo retributivo il gap tra generi si fa sentire. I salari degli uomini sono in media il 10% più alti di quelli delle colleghe donne. A parità di ore di lavoro, la differenza sull’ammontare degli stipendi la fanno sicuramente il ricorso alle ore straordinarie, nonché dall’indennità di missione, ambedue maggiormente fruite dai dipendenti uomini. Anche il genere di impiego è ovviamente soggetto a differenze. Se le donne dominano nel sociale e nella scuola, gli uomini hanno il quasi totale controllo dei settori tecnici e di impieghi quali ispettore, vigile del fuoco, guardia forestale e così via. «Purtroppo la situazione è rimasta invariata negli anni» osserva l’assessora regionale Martha Stocker . (m.c.)
Alto Adige 178-7-12

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