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lunedì 9 luglio 2012
Padri separati, in Alto Adige più di 900 sono fuori casa
BOLZANO «Sono più di novecento le persone in Alto Adige costrette a lasciare l'abitazione coniugale o familiare a seguito di una sentenza di separazione o di divorzio». In mancanza di una disciplina che regolamenti l'accoglienza nelle case albergo di genitori separati o divorziati, Elio Cirimbelli direttore dell'Asdi ed Herbert Denicolò ex consigliere provinciale e responsabile del Mip (Männer Initiative Val Pusteria), intendono predisporre una bozza di legge da presentere alle forze politiche che governano la Provincia autonoma di Bolzano e all'assessorato all'edilizia abitativa. «E' un sacrosanto diritto dei bambini di genitori separati o divorziati - spiegano - avere un luogo decoroso nel quale poter incontrare e rimanere con quel genitore al quale non è stata assegnata l'abitazione coniugale o familiare. E noi vogliamo muoverci in questo senso e speriamo di riuscire a farci ascoltare anche perchè il problema sta diventando di sempre più stretta attualità». I posti letto che esistono oggi in tutto l’Alto Adige all’interno delle case albergo per lavoratori possono essere assegnati a tutte le categorie di lavoratori senza distinzione di nazionalità. Ma quanti sono questi posti? «Il numero di posti letto nelle case albergo per lavoratori nel Comune di Bolzano è di 550 mentre nel Burgraviato possiamo contare su 186 unità». Nella comunità comprensoriale Alta Val d'Isarco nel Comune di Brennero esiste una casa albergo per quaranta lavoratori, in Val Pusteria nel comune di San Lorenzo di Sebato esiste un’altra casa albergo che riesce ad ospitare questa volta una settantina di lavoratori. Poi - va ricordato - vi è anche una quota per i lavoratori ladini. «Gli occupanti di queste abitazioni non possono però, da regolamento, ospitare nessuna persona e questo non è giusto». Tra gli altri posti letto a disposizione l’Asdi ricorda come vi siano inoltre 150 miniappartamenti per il personale sanitario dell’Azienda sanitaria di Bolzano. «Tanto è stato fatto ma tanto resta da fare - riprendono Cirimbelli e Denicolò - visto che rimane ancora in sospeso la realizzazione di 50 miniappartamenti all'ex Hotel Bagni di zolfo». Quindi passiamo ad i passi in avanti fatti dall’Ipes. «L'Ipes è stata autorizzata lo scorso anno dalla Provincia a mettere a disposizione dell'Asdi quattro mini appartamenti, dei quali due sono stati già consegnati, uno verrà consegnato a fine mese ed uno a fine anno».
Alto Adige 8-7-12
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