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mercoledì 18 luglio 2012
motivi per non chiudere il cimitero a Laives
LAIVES Anche oggi, come del resto già tre anni fa, il Pdl di Laives rimane contrario alla chiusura definitiva del vecchio cimitero cittadino di via Pietralba e lancia l'esortazione ai cittadini di manifestare dissenso, per questa decisione, nei confronti dell’ amministrazione comunale. «I dati relativi all'adesione delle famiglie allo spostamento delle tombe dal vecchio al nuovo cimitero - afferma al proposito il consigliere Christian Bianchi - ci confermano che avevamo ragione allora a dire no, mentre Pd e Svp erano e sono favorevoli alla chiusura. Chiudere definitivamente il cimitero cittadino per spostare le tombe in quello nuovo, in zona Galizia, appare come un'operazione decisa nei palazzi della politica, che però viene subita dalle famiglie le quali, oltre che dover affrontare la tristezza di un decesso, dovrebbero anche occuparsi di questioni che nulla hanno a che fare con questo avvenimento». Bianchi quindi elenca i punti in base ai quali, ancora tre anni orsono, il suo partito disse no, relativamente allo spostamento definitivo del vecchio cimitero, premessa alla chiusura definitiva. «La vecchia area cimiteriale - spiega Bianchi - è da considerarsi monumentale visto che conserva anche la memoria storica della nostra città, con tombe vecchie di qualche secolo. Lo spostamento delle tombe da un cimitero all'altro è operazione psicologicamente e umanamente “crudele” che nessuno accetta volentieri. Già tre anni fa ipotizzammo che la disponibilità del vecchio areale per le sepolture in centro non si avrà prima di vent'anni, prima cioè che arrivino a scadenza tutte le concessioni esistenti. Questo tempo quindi non giustifica a mio modo di vedere, un'azione comunale così drastica, oltretutto per un progetto privo di finalità a medio termine. Infine il decoro pubblico: tra qualche anno - continua Bianchi - se come pretende la giunta comunale accelerando le operazioni, il vecchio cimitero avrà meno tombe, assumerà un'aspetto estetico desolante, poco degno di un luogo di culto e di memoria collettiva, perchè rimarrebbero tombe qua e là a macchia di leopardo e grande disordine che lo renderebbero praticamente inutilizzabile, per molti anni, anche per le funzioni che normalmente oggi lì si svolgono». L’esponente del Pdl quindi conclude invitando i proprietari di tombe di famiglia o di fila «a manifestare il proprio dissenso verso questo tipo di politica. Invito ancora una volta sindaco e giunta, a ripensare complessivamente tutta la questione, evitando disagi e disumanità ai cittadini».(b.c.)
Alto Adige 18-7-12
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