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sabato 7 luglio 2012

IL CAROVITA È LO SPREAD DI BOLZANO


di Paolo Campostrini
Bolzano se la prende col governo perchè continua ad aumentare le sue tasse ma chi se la prende con Bolzano perchè insiste nell'aumentare i suoi prezzi? Monti è l'alibi del nostro scontento ma l'Italia ha a che fare solo da qualche mese con lo spread della Bundesbank, i bolzanini convivono da quando sono nati con lo spread del carovita. Ci mobilitiamo (Provincia, Comuni, sindacati) per far abbassare le imposte anti-crisi ma ora sappiamo che le famiglie altoatesine pagano una tassa tutta loro: 450 euro al mese, tutti mesi, di tutti gli anni in più rispetto alla media delle famiglie italiane, soltanto per la fortuna di vivere qui. In sostanza il sistema Alto Adige tassa i suoi abitanti ben più di quanto non faccia già Monti col sistema Italia. La domanda allora è questa: perchè lo sforzo massivo che le nostre istituzioni e le parti sociali mettono in campo per fare trincea nei confronti dell'esecutivo e la sua politica economica, non viene in parte deviata per alleggerire la gabella esistenziale che sta sulla testa dei bolzanini per il solo fatto di essere bolzanini? I generi alimentari che si vendono qui sono gli stessi di Verona, le case hanno, più o meno, gli stessi muri che a Trento, le auto le stesse gomme che a Bologna, i vestiti? Magari qualche marchio in meno che non a Firenze ma, quelli che ci sono, hanno ( di fabbrica) lo stesso prezzo; l'aria è la stessa, l'inquinamento un poco di più, ma quello non si paga. Insomma, perchè abitiamo, mangiamo, ci vestiamo come nel resto d'Italia e spendiamo sempre 450 euro in più al mese? E' questo il fronte che dovrebbe occupare tempo e menti di tutti noi. Le ricette? Alcuni le conoscono. Molti ogni tanto le buttano lì. Gli imprenditori chiedono meno burocrazia provinciale per abbassare i costi aziendali, i sindacati propongono di liberare aree abitative a Bolzano per calmierare i prezzi, i consumatori denunciano la follia di un cappuccino a due euro e chiedono tavoli di controllo. Ma non fanno massa critica. Fanno finta di non capire che è inutile chiedere al governo di abbassare le tasse, quando la tazza bolzanina sale sempre il doppio che altrove. E' una fatica di Sisifo. E danno l'impressione di prenderci in giro. Naturalmente tutto, se non molto dipende dalla casa. Se Bolzano non si sviluppa le (poche) case costeranno sempre di più e i negozi avranno affitti sempre più alti e non solo Galleria Sernesi chiuderà tra qualche tempo. Naturalmente molto dipende dalla burocrazia provinciale. Provincia, Comune e tutti gli enti intorno spendono l'ira di Dio col loro personale e poco, troppo poco, per le imprese private. In sostanza, l'Alto Adige spende tantissimo per la sua macchina pubblica ma produce sempre meno pil con quella privata. E senza produzione arrivano solo tasse. Non è detto che muovendosi su questi due soli fronti qualcosa cambi. Ma è certo che non muovendosi niente cambierà. L'Unione commercio fa muro contro i centri commerciali e gli orari flessibili? Bene, teniamoci la tassa sugli acquisti. Il Comune non sblocca le aree? Teniamoci il caro casa. Il sistema finora ha retto con i contributi: per la casa, le imprese, le associazioni. Ora che Monti fa il suo dovere, noi faremo il nostro?
Alto Adige 7-7-12

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