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mercoledì 4 luglio 2012
Folli discese in bici Il sindaco: «Regole per tutti i sentieri»
BOLZANO Spagnolli dice basta ai sentieri cittadini utilizzati dai ciclisti per la pratica del downhill. «Abbiamo richiesto un intervento della Provincia affinchè faccia chiarezza sulla questione dell'utilizzo di tali percorsi. Credo che vadano individuati i sentieri percorribili e vietati tutti gli altri». Insomma il sindaco dice basta alle folli discese in bicicletta senza regole lungo i sentieri sui monti attorno a Bolzano che spaventano tanti escursionisti che ad ogni curva rischiano di trovarsi di fronte un bolide che sfreccia a 60 o 70 chilometri l'ora. Il tutto senza contare il super lavoro cui sono poi costretti i manutentori dei sentieri di Cai e Alpenverein e senza contare le vivaci proteste e le lamentale dei proprietari di boschi e terreni che si vedono sfrecciare i patiti della folle velocità a due ruote. I tragitti sono ben noti agli appassionati che scendono a Bolzano anche dalla Germania e dall’Austria per provare il brivido della corsa senza freni. Da noi c’è - infatti - la discesa dal Colle, c’è il tragitto Soprabolzano-Monte Tondo-Peter Ploner-Sant'Osvaldo. I ciclisti non sono certo da criminalizzare, anche perché in tutto l'Alto Adige in pratica non esiste un'area a loro dedicata. Qualche percorso semiclandestino esiste, come per esempio nei boschi che da Firmiano portano a Colterenzio, ma ai patiti non basta. Per cui si scende dal Colle, sempre gettonato, ma il clou, anche perché più abbordabile tecnicamente, è proprio la discesa dal Renon. Il fenomeno è così diffuso che se ne possono trovare esempi anche sul web. Numerosi sono i video pubblicati, e non solo dai patiti locali. Perché tanti sono gli appassionati tedeschi e austriaci. Da loro in questa stagione fa ancora troppo freddo, qui da noi invece è una pacchia, tanto che in pratica i percorsi sono fattibili da febbraio a novembre.
Alto Adige 4-7-12
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