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lunedì 23 luglio 2012
Democrazia diretta, l’attacco di Lausch: «Referendum sulla legge Volkspartei altrimenti torneremo a raccogliere le firme per la nostra proposta»
E a settembre si parlerà di legge elettorale
Alla ripresa dei lavori, dopo la lunga pausa estiva, in consiglio provinciale si metteranno in fila per essere discusse una serie di questioni decisamente pesanti. Si va infatti dalla legge sulla democrazia diretta - sulla quale si sta tentando una mediazione per arrivare ad avere i due terzi dei consensi e cercare così di evitare il ricorso al referendum - alla riforma della legge elettorale. Accantonata la proposta di ricorrere al metodo d’Hondt i partiti anche in maggioranza si confrontano sulle altre possibilità come il quoziente naturale. Poi c’è anche la norma sulla toponomastica di montagna che aspetta una definitiva soluzione che possa conquistare il più ampio consenso possibile. Alla luce tuttavia delle tensioni soprattutto dentro la Stella alpina il panorama del prossimo calendario dei lavori dell’assemblea legislativa pare più improntato ad una politica del rinvio “sine die” piuttosto che ad affrontare e risolvere i nodi più spinosi ancora sul tappeto. Del resto ci si sta incamminando a grandi apssi verso l’anno elettorale.di Orfeo Donatini wBOLZANO Il percorso per dotare l’Alto Adige di una nuova legge che regoli la democrazia diretta - ovvero la possibilità riservata ai cittadini di dire la loro sulle scelte dei politici e ancor più la possibilità di proporre temi e scelte sulle quali far discutere le istituzioni - è ancora aperto in attesa del dibattito finale sul disegno di legge della Volkspartei - l’unico dei quattro presentati sopravvissuto all’esame della Commissione - che dovrebbe essere svolto alla ripresa dei lavori dell’aula a settembre. Ma l’associazione “Iniziativa per più democrazia”, guidata da Stephan Lausch, non intende affatto mollare la presa. Un obiettivo per altro condiviso da larghe fasce della popolazione. «Certo. Vede sono sostanzialmente due gli strumenti della democrazia diretta: il referendum e l’iniziativa popolare. Il primo come mero strumento di controllo, mentre la seconda, sostenuta da un certo numero di firme, consente di portare in aula temi e scelte di grande valenza» Ma nel progetto della Svp il meccanismo previsto è assai più complesso. «Infatti. Mentre per un verso non esiste il ricorso al referendum, per l’iniziativa popolare si prevede un doppio passaggio con una prima richiesta di discussione in aula sostenuta da 8.000 firme per arrivare, se respinta, ad un esame solo se nei due mesi successivi si sostiene la richiesta con ben altre 38 mila firme». Una formula che scoraggia ogni iniziativa insomma. «La Svp non vuole alcun effettivo controllo e per le iniziative popolari prevede una strada sulla quale giunta e consiglio possono sempre contrapporre una propria proposta riservando per altro ad una loro commissione quale far andare avanti». E adesso che succede? «Se a settembre la proposta Svcp viene votata ma da meno dei due terzi dei consiglieri con 8.000 firme si andrà a referendum confermativo prevedibilmente in marzo. Se sulla legge della Stella alpina vi saranno invece più di 24 voti allora saranno necessarie 26 mila firme per andare a referendum». E voi siete pronti a raccoglierle. «Non c’è dubbio. Raccoglieremo quelle per il referendum e anche quelle per ripresentare in aula il nostro progetto». Vi si critica dicendo che non siete disponibili ad una mediazione . «É falso. Siamo assolutamente aperti al dialogo per migliorare la legge, ma è evidente che non siamo disponibili a compromessi al ribasso che vanifichino il nostro progetto».
Alto Adige 22-7-12
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