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mercoledì 6 giugno 2012

Peronospora, il parassita ha colpito le viti della Bassa



Agricoltori arrabbiati: «I tecnici del Centro di consulenza ci hanno avvisato tardi. I danni sono rilevanti» 

di Bruno Tonidandel
EGNA Da giorni un fungo sta facendo perdere il sonno ai viticoltori dell’Oltradige e della Bassa Atesina. Si tratta della peronospora, un parassita che colpisce le piante dell’uva e che in questa primavera piovosa si è dimostrato di un’aggressività mai registrata nella storia della viticoltura altoatesina. Ovviamente gli agricoltori sono molto preoccupati e hanno intensificato i trattamenti antiparassitari sulle viti con prodotti a base di solfato di rame e poltiglia bordolese. La peronospora aggredisce tutti gli organi erbacei della vite: foglie, germogli, infiorescenze e infruttescenze. Le foglie ammalate presentano chiazze tondeggianti sulla pagina superiore con colorazioni che vanno dal verde chiaro al giallastro. Ma il parassita fungino di questa primavera ha colpito anche i piccoli grappoli d’uva, fatto gravissimo ai fini dell’economia viticola in quanto l’infezione determina una riduzione della produzione, sia dal punto quantitativo che qualitativo. I viticoltori della Bassa fanno ricadere la responsabilità della straordinaria aggressione di peronospora sui tecnici del Centro di Consulenza per la Frutti-viticoltura dell’Alto Adige, un organismo utilissimo, che conta 5.500 soci. «In questa occasione il Centro ha commesso un grave errore di valutazione – ci hanno detto alcuni viticoltori – perché i tecnici ci avevano consigliato di iniziare i trattamenti contro la peronospora più tardi del previsto. Ciò si è rivelato un grave errore. Ora dobbiamo leccarci le ferite e speriamo che il tempo ci aiuti a tamponare l’infezione». Manuela Unich, tecnico del Centro di Consulenza di Egna, responsabile per la viticoltura della Bassa Atesina, ammette che ci sono stati un paio di giorni di ritardo. «Abbiamo avuto un aprile piovoso e si doveva intervenire il 30 aprile o il primo maggio, ma nessuno se lo immaginava che l’infezione fosse così aggressiva. Ovviamente dipende da zona a zona, però abbiamo verificato che anche con trattamenti anticipati il risultato non è stato ottimale. La violenta pioggia di lunedì scorso non dovrebbe aver aggravato la situazione. In merito ai danni – conclude la signora Unich – è ancora presto per una valutazione; certo che quest’anno, stranamente, la malattia ha colpito non solo le foglie delle viti ma anche i piccoli grappoli». Una situazione indubbiamente critica.
Alto Adige 6-6-12

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