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venerdì 29 giugno 2012

Contenzioso sulla mensa il Comune di Laives va fino in fondo


In consiglio il sindaco respinge l’idea d’istituire una commissione d’inchiesta «Nessuna transazione: il Tribunale deciderà responsabilità ed eventuali importi» 

di Bruno Canali
LAIVES L'amministrazione comunale di Laives non ha alcuna intenzione di arrivare a una transazione con la ditta Alto Garda, che aveva realizzato buona parte dei lavori di ampliamento della mensa scolastica ma che poi, esclusa per motivazioni che il Comune ha ritenuto valide, ha chiesto danni milionari. «Per questo - ha detto il sindaco Liliana Di Fede in cosiglio comunale ai consiglieri che la chiedevano - non allestiremo alcuna commissione consiliare di inchiesta. Sarà infatti il Tribunale a decidere sia responsabilità che eventuali importi e - lo sottolineo - il giudice è la persona più indicata per indicare anche chi ha errato o ha omesso di fare ciò che andava fatto in questa vicenda, fin dalla sua genesi». Le parole del sindaco non hanno convinto però i consiglieri di opposizione che vogliono la commissione d’inchiesta, ritenendola diversa e “parallela” semmai all'azione legale che il Comune, difeso dall'avvocato Carlo Bertacchi, ha intrapreso presso l'Avvocatura di Stato. «Noi vorremmo capire cosa sia successo prima di arrivare al contenzioso con l'impresa per l'appalto della mensa scolastica - ha spiegato Christian Bianchi, capogruppo del Pdl - in particolare se il Comune di Laives avrebbe potuto, a un certo punto, sulla scorta di informazioni relative alla Alto Garda, chiudere il rapporto allontanandola. Vorremmo insomma capire se tali informazioni erano note e se sì, perchè non si è deciso di chiudere subito il rapporto con l'impresa, cosa che avrebbe scongiurato i problemi legali successivi dei quali ci stiamo occupando». «Non vogliamo una commissione "giustizialista" - ha aggiunto Daniele Inguscio (Pdl) - ma "garantista", nel senso di garantire che le cose siano state fatte come si deve». Il ragionamento proposto da Marco Delli Zotti (Laives pro Leifers) si è spinto oltre: «Se il giudice dovesse individuare responsabilità e quindi condannare il Comune a pagare dei danni all'Alto Garda, sarebbe opportuno sapere su chi - politici, tecnici o funzionari - rivalersi». «Sicuramente - ha concluso Liliana Di Fede - se emergeranno responsabilità, il Comune dovrà assolutamente rivalersi a sua volta su chi non ha fatto tutto ciò che avrebbe dovuto fare». 
Alto Adige 29-6-12

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