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domenica 20 maggio 2012

La Madonnina è tornata al suo posto nella chiesa



Solenne processione ieri pomeriggio con la presenza del vescovo Ivo Muser 

di Bruno Canali wLAIVES Lo scenario cittadino, ieri era completamente diverso, "moderno", così come l'abbigliamento della gente. Non fosse che per questo però, la processione solenne con la quale, ieri pomeriggio, è stata riportata a Laives, nella chiesa parrocchiale di via Pietralba, la piccola Madonnina di alabastro che rappresenta la “Pietà”, assomigliava in tutto e per tutto a quella raffigurata in un quadro che si trova in canonica. Il dipinto illustra, con notevole realismo, l'analoga processione che ebbe luogo il 26 giugno del 1791 per la traslazione della Madonnina dalla cappella, dove stava, all'altare maggiore della chiesa cittadina. Anche allora, come ieri, c'erano le autorità, il vescovo, i preti, la compagnia degli Schützen e la banda musicale, assieme, stavolta come decisa differenza “di tempi”, ai vigili del fuoco volontari e alle rappresentanze d'arma. Ancora, ieri sono arrivati il presidente della giunta provinciale, Luis Durnwalder, e l'assessore provinciale alla cultura tedesca, Sabine Kaslatter Mur, assieme al vescovo Ivo Muser, attorniato da tanti ex parroci di Laives e quindi naturalmente dagli amministratori comunali. La storia che ritorna. Anche ieri, come secoli fa, la cerimonia solenne ha voluto salutare il ritorno della preziosa statuetta nel posto che ha sempre avuto, in cima all'altare maggiore. La storia della Madonnina di Laives, identica a quella che si trova a Pietralba, si perde nei secoli, fino al 1533, quando - si dice - la rinvenne Leonardo di maso Weissenstein e da allora la devozione alla piccola rappresnetazione della “Pietà” (è alta 16 centimetri) non è mai venuta meno. Le cronache raccontano che in quel tempo (siamo verso il 1.600) molti aspiravano ad avere quella Madonnina ritenuta prodigiosa. Fu il curato di Laives, Johann von Kolb, nel luglio del 1787, a portare a Laives, nottetempo, la Madonnina, che venne collocata inizialmente in una cappelletta laterale della chiesa. Così il flusso dei pellegrini si spostò da Pietralba a Laives, insieme a sostanziose offerte che permisero di effettuare lavori alla chiesa. Nel 1791 quindi la traslazione solenne per posizionare la sacra rappresentazione sull'altare principale. Ma le vicissitudini non finirono lì: le cronache raccontano che nel 1836, i frati di Pietralba chiesero indietro la statuetta e l'insistenza fu tale che dieci anni più tardi, la richiesta venne rinnovata dal Governo e dalla Curia di Trento. Fu solo l'opposizione decisa di tutta la popolazione, curato in testa, a impedire che ciò avvenisse e così la piccola Madonnina col figlio morente in braccio è rimasta a Laives, mentre Pietralba dovette accontentarsi della copia pressochè identica. Le feste “recenti”. Una grande festa vi fu anche il 27 giugno 1887, in ocasione dei 100 anni da quando la statuetta venne portata a Laives da Pietralba e ancora cento anni più tardi, nel 1987, con la statuetta mariana portata in processione dalla chiesa fino all'imbocco della Vallarsa, da dove parte il sentiero che arriva a Pietralba e quindi ritorno in chiesa accompagnata dalle fiaccole. E arriviamo ai giorni nostri, a ieri pomeriggio, quando questo evento solenne si è ripetuto, con l’attesa partecipazione del vescovo diocesano Ivo Muser. Così, fra suggestioni e un pensiero alla storia di Laives, la Madonnina ha fatto ritorno nella sua piccola edicola in cima all'altare maggiore, da dove vigila benevola sulla comunità locale. 
Alto Adige 20-5-12

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