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domenica 20 maggio 2012

Crescita senza regole


ex-magazzino Grosexport


Hanno ragione gli abitanti di via Marconi ad essere preoccupati. Le vicende legate all’ex-magazzino Grosexport e alla Ca’ Rossa sono la dimostrazione di come l’amministrazione comunale non sia in grado di regolare la crescita della città secondo norme precise e possibilmente condivise. Il tutto avviene un po’ casualmente sotto la spinta dell’iniziativa privata e senza un disegno e una visione chiara di quello che si vuole ottenere. L’urbanistica invece avrebbe la funzione di regolare lo sviluppo di una città, ma allora viene da chiedere a chi parla di “visioni per il futuro” come si inseriscano 20.000 metri cubi di cemento nella città che immaginano, se siano consci delle conseguenze che avrà un grosso supermercato sul tessuto commerciale di Laives e degli effetti dell’accresciuta mole di traffico sulla vivibilità delle vie Kennedy e Marconi. Insomma i cittadini dovrebbero essere informati su cosa verrà costruito, quanta sarà l’edilizia residenziale e quanta verrà destinata al commerciale. Inoltre bisognerebbe chiarire se un grande punto di distribuzione commerciale sia compatibile con una reale riqualificazione della zona e con la sopravvivenza dei negozi di vicinato e sarebbe utile dimostrare che l’impatto che si avrà sul traffico cittadino e sui servizi non pregiudicherà uno sviluppo armonico della città.
Una cosa sola è sicura: l’impatto che si avrà sarà enorme. 
E pensare che questa sarebbe una delle poche occasioni per ripensare lo spazio pubblico, per riqualificare concretamente una parte della città che per decenni si è fatta carico del traffico di passaggio e di un’espansione squilibrata e complessivamente poco meditata. Perchè invece di lasciare che le cose procedano quasi per inerzia sulle scelte fatte in tempi ormai remoti, non ci si ferma a riflettere aprendo una discussione che investa il maggior numero di persone possibile e che ponga i paletti all’interno dei quali pianificare il futuro di Laives? L’urbanistica non è questione che attenga solo agli architetti, ma per le implicazioni che ha sulla vita di tutti  i giorni, interessa tutti coloro che in un certo spazio vivono e lavorano. Nel vicino comune di Ora questo è stato fatto. Possibile che non lo si possa attuare anche a Laives?
Gli abitanti di via Marconi avevano già esternato le loro preoccupazioni allorché l’allora vicesindaco Forti aveva levato il senso unico di via Diaz affermando che non era giusto che solo la via Kennedy dovesse farsi carico del traffico di passaggio.  Con queste argomentazioni aveva così dato il via, scientemente, alla trasformazione dell’asse di via Marconi in via di fuga. Insomma nella visione dei nostri amministratori il traffico non va eliminato ed è considerato fonte di ricchezza. Assumono in questo il punto di vista di molti commercianti e non si pongono il problema di confutare questa convinzione e di proporre un’altra idea di città.  Temono il confronto con i cittadini, eppure avrebbero argomenti validi a cominciare dal fatto che, nonostante il traffico, la moria di esercizi commerciali aumenta ogni giorno di più.
 Se poi ci fosse ancora bisogno di una dimostrazione di come non si abbia coscienza delle conseguenze delle proprie “non  scelte” e di come si proceda quasi a tentoni, basta ripensare alla vicenda dello stadio e della discussione sul centro commerciale che lì sarebbe dovuto sorgere.  Mai ci si è posti, infatti, il problema della contemporanea presenza di un numero eccessivo di aree vocate al commercio a cominciare da quella prevista al posto dell’ex-magazzino di frutta e a quella annunciata in un altro edificio a sud dell’abitato. La cosa la si sarebbe probabilmente affrontata a posteriori o lasciando agire il libero mercato. I ripetuti studi, commissionati in questi anni con rilevante esborso di risorse pubbliche, mai hanno affrontato il problema, ma sono sempre rimasti avulsi dalla realtà che andava prefigurandosi. Anche oggi  si lascia che le cose procedano per conto loro e in questo modo si permette che si frappongano sempre più ostacoli ad una crescita ordinata della città. Non aver affrontato per tempo la discussione sul piano urbanistico, non aver portato tra i cittadini la discussione sul futuro di Laives avrà quindi conseguenze nefaste e in futuro non sarà più possibile porvi rimedio. Bene fanno quindi i cittadini di via Marconi ad essere preoccupati e a cercare quantomeno di capire cosa li aspetta nei prossimi anni.

Osservatorio politico per l’alternativa – Laives
20/05/2012

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