| ex-magazzino Grosexport |
Hanno ragione gli abitanti di via
Marconi ad essere preoccupati. Le vicende legate all’ex-magazzino Grosexport e
alla Ca’ Rossa sono la dimostrazione di come l’amministrazione comunale non sia
in grado di regolare la crescita della città secondo norme precise e
possibilmente condivise. Il tutto avviene un po’ casualmente sotto la spinta
dell’iniziativa privata e senza un disegno e una visione chiara di quello che
si vuole ottenere. L’urbanistica invece avrebbe la funzione di regolare lo
sviluppo di una città, ma allora viene da chiedere a chi parla di “visioni per
il futuro” come si inseriscano 20.000 metri cubi
di cemento nella città che immaginano, se siano consci delle conseguenze che
avrà un grosso supermercato sul tessuto commerciale di Laives e degli effetti
dell’accresciuta mole di traffico sulla vivibilità delle vie Kennedy e Marconi.
Insomma i cittadini dovrebbero essere informati su cosa verrà costruito, quanta
sarà l’edilizia residenziale e quanta verrà destinata al commerciale. Inoltre
bisognerebbe chiarire se un grande punto di distribuzione commerciale sia
compatibile con una reale riqualificazione della zona e con la sopravvivenza
dei negozi di vicinato e sarebbe utile dimostrare che l’impatto che si avrà sul
traffico cittadino e sui servizi non pregiudicherà uno sviluppo armonico della
città.
Una cosa sola è sicura: l’impatto
che si avrà sarà enorme.
E pensare che questa sarebbe una
delle poche occasioni per ripensare lo spazio pubblico, per riqualificare
concretamente una parte della città che per decenni si è fatta carico del
traffico di passaggio e di un’espansione squilibrata e complessivamente poco
meditata. Perchè invece di lasciare che le cose procedano quasi per inerzia
sulle scelte fatte in tempi ormai remoti, non ci si ferma a riflettere aprendo
una discussione che investa il maggior numero di persone possibile e che ponga
i paletti all’interno dei quali pianificare il futuro di Laives? L’urbanistica
non è questione che attenga solo agli architetti, ma per le implicazioni che ha
sulla vita di tutti i giorni, interessa
tutti coloro che in un certo spazio vivono e lavorano. Nel vicino comune di Ora
questo è stato fatto. Possibile che non lo si possa attuare anche a Laives?
Gli abitanti di via Marconi
avevano già esternato le loro preoccupazioni allorché l’allora vicesindaco
Forti aveva levato il senso unico di via Diaz affermando che non era giusto che
solo la via Kennedy dovesse farsi carico del traffico di passaggio. Con queste argomentazioni aveva così dato il via,
scientemente, alla trasformazione dell’asse di via Marconi in via di fuga.
Insomma nella visione dei nostri amministratori il traffico non va eliminato ed
è considerato fonte di ricchezza. Assumono in questo il punto di vista di molti
commercianti e non si pongono il problema di confutare questa convinzione e di
proporre un’altra idea di città. Temono
il confronto con i cittadini, eppure avrebbero argomenti validi a cominciare
dal fatto che, nonostante il traffico, la moria di esercizi commerciali aumenta
ogni giorno di più.
Se poi ci fosse ancora bisogno di una
dimostrazione di come non si abbia coscienza delle conseguenze delle proprie
“non scelte” e di come si proceda quasi
a tentoni, basta ripensare alla vicenda dello stadio e della discussione sul
centro commerciale che lì sarebbe dovuto sorgere. Mai ci si è posti, infatti, il problema della
contemporanea presenza di un numero eccessivo di aree vocate al commercio a
cominciare da quella prevista al posto dell’ex-magazzino di frutta e a quella annunciata
in un altro edificio a sud dell’abitato. La cosa la si sarebbe probabilmente
affrontata a posteriori o lasciando agire il libero mercato. I ripetuti studi,
commissionati in questi anni con rilevante esborso di risorse pubbliche, mai
hanno affrontato il problema, ma sono sempre rimasti avulsi dalla realtà che
andava prefigurandosi. Anche oggi si
lascia che le cose procedano per conto loro e in questo modo si permette che si
frappongano sempre più ostacoli ad una crescita ordinata della città. Non aver
affrontato per tempo la discussione sul piano urbanistico, non aver portato tra
i cittadini la discussione sul futuro di Laives avrà quindi conseguenze nefaste
e in futuro non sarà più possibile porvi rimedio. Bene fanno quindi i cittadini
di via Marconi ad essere preoccupati e a cercare quantomeno di capire cosa li
aspetta nei prossimi anni.
Osservatorio politico per
l’alternativa – Laives
20/05/2012
Nessun commento:
Posta un commento